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Consiglio VdA: 'Gioco lontano da bancomat e Compro oro'

  • Scritto da Redazione

Il Consiglio VdA approva proposta di legge che fissa limiti orari al gioco e specifica elenco luoghi sensibili, inseriti bancomat e compro oro.

Nella seduta di oggi, giovedì 21 marzo, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità la proposta di legge che contiene ulteriori misure di prevenzione e contrasto alla ludopatia (modificazioni alla l.r. 14/2015).

Il testo, inizialmente depositato dai gruppi Uv e Uvp, è stato poi riformulato dalla quinta commissione consiliare Servizi sociali a seguito di un articolato dibattito.
 
La nuova proposta emenda le disposizioni in materia di prevenzione e contrasto della dipendenza da gioco d'azzardo introdotte con la legge regionale numero 14 del 2015, specificando l'elenco dei luoghi sensibili dai quali devono distare le apparecchiature per il gioco.
 
Sono inoltre stabilite le fasce di apertura al pubblico delle sale da gioco, prevedendo un orario massimo di due ore intervallato da pause (dalle 10 alle 12; dalle 14 alle 16; dalle 18 alle 20 e dalle 22 alle 24).
 
Il consigliere dell'Uv, Augusto Rollandin, nell'illustrare all'Aula la proposta di legge, ha evidenziato: "La dipendenza dal gioco del caso è un fenomeno la cui gravità è ormai indiscutibile e sotto gli occhi di tutti. La causa principale è la grande proliferazione delle opportunità di giocare legalmente: nei caffè, nei tabaccai, nelle sale da gioco. Dal 2015, quando la legge regionale numero 14 ha approvato e introdotto le prime misure regionali per prevenire, combattere e curare la dipendenza dal gioco d'azzardo, i dati statistici forniti dal Dipartimento di dipendenze patologiche della Usl Valdostan indicano una riduzione del numero di di persone che soffrono di questa dipendenza.
Il nostro obiettivo principale è limitare la diffusione di macchinette e concentrarle in aree distanti dai luoghi frequentati dalle persone più vulnerabili al fascino del gioco, come i giovani, gli anziani e i bisognosi in difficoltà economica. Nel 2018, il Consiglio della Valle approvò all'unanimità la legge numero 10 che ha anticipato il 1° gennaio e il 1° giugno 2019 i termini per l'applicazione di alcune misure previste dalla legge del 2015.
In particolare, si tratta del divieto di aprire e sfruttare aree di gioco nelle vicinanze di luoghi sensibili come scuole, ludoteche, strutture di assistenza sociale e centri culturali, sportivi o ricreativi".
 
"Con la proposta di oggi - ha aggiunto il consigliere Rollandin - abbiamo incrementato l'elenco dei luoghi sensibili, inserendovi anche le banche, gli sportelli bancomat, i luoghi di culto e i negozi 'Compro oro'. Per garantire l'esatta e uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale, inoltre, abbiamo voluto precisare i criteri di individuazione di tali luoghi e le modalità di tracciatura delle circostanti aree di interdizione.
Un'altra misura, che riteniamo particolarmente innovativa, consiste nell'individuazione di precise limitazioni temporali all'utilizzo delle slot machines. Dal punto di vista della legittimità costituzionale, le misure previste rientrano nell'ambito delle nostre competenze legislative in materia di sanità e politiche sociali e appaiono coerenti con l'esigenza di salvaguardare sia il diritto di iniziativa economica sia i principi europei di libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi.
Un provvedimento, quindi, che noi consideriamo necessario e proporzionato rispetto alla gravità del fenomeno e che riteniamo possa porre un freno al dilagare dell'offerta di gioco d'azzardo lecito, senza tuttavia determinare un effetto espulsivo tale da pregiudicare in modo irragionevole i legittimi interessi degli esercenti e degli imprenditori valdostani del settore".
 
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha espresso "grande soddisfazione per un testo di assoluto valore, un testo patrimonio di tutto il Consiglio. È un passo davvero importante nella lotta contro il gioco d'azzardo patologico. Queste modifiche, elaborate a tutela delle fasce più deboli da una piaga sociale, presentano fondamentali innovazioni, hanno comportato un lavoro poderoso, tanto che oggi sono davvero orgoglioso di poter presentare questa nuova norma in Aula".
 
La consigliera del M5S Maria Luisa Russo ha evidenziato "l'esigenza che a queste importanti modifiche normative siano affiancate iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione dei cittadini, ma anche di formazione dei gestori di sale da gioco e attività commerciali, oltre che dei docenti. Occorre puntare a definire una cornice giuridica che formalizzi la sinergia che deve essere instaurata tra le diverse Istituzioni per la presa in carico del soggetto ludopatico. Troppi cittadini anche in Valle d'Aosta sono vittime del gioco d'azzardo patologico e abbassare questo numero significa anche abbassare i costi della sanità e dell'economia valdostana. Dovremo essere molto attenti e motivati a controllare l'applicazione di questa norma, valutando quanto avrà influito su questo fenomeno".
 
Per la consigliera di Adu-VdA Daria Pulz, "se si riconosce la giusta centralità al Consiglio, questo può lavorare egregiamente sui singoli provvedimenti da adottare. Il confronto che si è sviluppato in quinta commissione consiliare su questo testo è stato finalmente nell'interesse generale. Non era facile, perché il tema è delicato sia per le lobby dell'azzardo sia per il rischio di infiltrazioni mafiose. Queste modifiche integrano il positivo lavoro già realizzato nelle passate legislature. Il compito della Regione non si esaurisce qui: ora bisogna vigilare affinché le regole siano rispettate, garantendo ai Comuni le necessarie risorse finanziarie e umane.
 
Inoltre, la Regione dovrà potenziare gli interventi previsti dalla normativa attraverso la formazione e la comunicazione volte al contrasto della cultura dell'azzardo.
 
Bisognerà lavorare con più impegno su questi due ultimi punti, assicurando parimenti le risorse adeguate al SerD. Non basta infatti fare delle buone leggi, servono le gambe per farle camminare".
 
Il capogruppo di Sa, Pierluigi Marquis, ha affermato: "Tutti hanno affrontato l'iter legislativo con passione, impegno e onestà intellettuale, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito. Un tema che tocca la sfera individuale della persona, incide sulla famiglia e si riverbera sulla società in generale.
 
Il lavoro svolto in Commissione rappresenta una modalità esemplare di come bisogna procedere quando si affronta un percorso legislativo: ascoltare i soggetti interessati e confrontarsi per addivenire ad un testo che sia condiviso. Ritengo di grande importanza l'introduzione di ulteriori luoghi sensibili dai quali distanziare l'insediamento degli spazi per il gioco e della limitazione oraria del gioco che potrà contribuire positivamente a combattere questo fenomeno pericoloso. Questa è una proposta di estremo interesse che votiamo convintamente".
 
La capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli, ha evidenziato: "Il primo intervento normativo è del 2015 e dopo quattro anni, per due volte in pochi mesi, il Consiglio legifera ulteriormente, ma con finalità più stringenti: il pensiero è evoluto, si è avuto modo di approfondire l'entità e la gravità del fenomeno, giungendo alla conclusione di dover intervenire con maggiore incisività per interrompere certi meccanismi, con una visione d'insieme sul territorio regionale.
 
Capiamo le riserve del mondo imprenditoriale, ma stiamo parlando di un fenomeno pervasivo che va contrastato in ogni modo. Vanno certamente incrementate le attività di sensibilizzazione e di prevenzione, in particolare per i giovani e i giovanissimi".
 
Il presidente della quinta commissione Servizi sociali, Luca Bianchi (Uv) ha ringraziato "tutti i commissari, che hanno lavorato coralmente su una tematica sentita, così come tutti gli attori coinvolti, dagli uffici regionali ai soggetti auditi, con cui si è sempre discusso in maniera costruttiva, nonostante le opinioni diverse. Con questa norma diamo una risposta concreta al contrasto di questo fenomeno, regolamentando in maniera definitiva diversi aspetti problematici. Auspico che anche su altre leggi si possa lavorare in questa maniera".
 
Per la consigliera di Rc-Ac Chiara Minelli, "benché appena presentato il testo avesse suscitato alcune perplessità per la sua forma molto scarna, ci siamo presto resi conto che tutti i consiglieri volevano affrontare in modo robusto il problema della ludopatia. Il legislatore ha il dovere in primis di tutelare la salute dei cittadini e di salvaguardare le categorie più deboli: oggi, la Valle d'Aosta avrà una legge tra le più serie e le più severe di tutto il territorio italiano.
 
Il gioco d'azzardo è una delle più fiorenti attività delle associazioni criminali e considerato che questa legge sia approvata oggi, 21 marzo, giornata contro le mafie, ci permette di dire che è nata sotto una buona stella".
 
Il consigliere dell'Uv Giovanni Barocco ha evidenziato che "il cammino di questa legge prosegue ora con la sua attuazione pratica. Sarà necessaria la collaborazione dei Comuni, il cui personale sarà il perno per l'applicazione delle misure che vi sono contenute.
 
Ai vigili urbani vengono chieste sempre maggiori competenze, c'è quindi la necessità di affiancare la giusta formazione, la fornitura di adeguati mezzi e cominciare a ragionare sugli ambiti territoriali di competenza".
 
Il consigliere Claudio Restano (Gm) ha ringraziato i colleghi e gli uffici che si sono impegnati nella redazione della norma e ha significato "l'impegno profuso anche nella scorsa Legislatura su questa tematica, in particolare dalla collega Carmela Fontana, promotrice della prima legge su questa tematica".
 
L'assessore alla Sanità Mauro Baccega ha espresso "la soddisfazione di tutto il Governo regionale per questo percorso condiviso che ha portato ad una soluzione importante. Dobbiamo promuovere buoni e sani stili di vita: il nostro obiettivo è quello di contrastare tutte le forme di patologia devianti.
 
Ringrazio la commissione e i consiglieri che, pur non facendo parte della commissione, hanno dato un contributo per l'elaborazione di questo provvedimento, che è un primo passo fondamentale.
 
Quello che preoccupa di più sono i 120 milioni di euro spesi dai valdostani per questo fenomeno e che il 65 percento sia speso attraverso le slot.
 
Ora abbiamo bisogno di costruire intorno a questa legge una serie di percorsi che alimentino una buona comunicazione per una buona prevenzione: ho quindi deciso di ripristinare il sevizio Sos gioco d'azzardo all'interno del SerD al fine di dare la corretta informazione per la corretta applicazione di questo provvedimento".
 
L'assessore Laurent Viérin ha rimarcato: "Fortunatamente, spesso le vedute distinte tra le varie forze politiche su temi di envergure particolare sanno trovare una sintesi. Gli incontri con le associazioni, in questi anni, sono sfociati nella realizzazione di progetti - attraverso ad esempio bandi regionali - per arginare un problema davvero impressionante. Le azioni poste in essere in questi ultimi anni sono state sinergiche, nel tempo la comunità e le realtà imprenditoriali sono state accompagnate.
 
La Valle d'Aosta dà un segnale molto positivo, al di là dell'aspetto normativo, anche oltre i propri confini, pur consci dell'esistenza di lobby traversali di indotto legato al gioco e del fatto che l'azzardopatia non è l'unica piaga".
 
 
Il vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha osservato che "fin dalle prime riunioni in commissione, la maggioranza si è resa disponibile all'integrazione del testo originale, ad ascoltare le proposte della minoranza e voglio fare un plauso ai colleghi e al presidente della commissione per aver accolto una integrale modificazione del testo originale.
 
Pur rappresentando una pietra miliare, non bisogna dimenticare che è solo un punto all'interno di un percorso: ora questa legge avrà bisogno di essere applicata.
 
Confidiamo che dopo il buon lavoro del Consiglio, segua altrettanto impegno da parte dell'esecutivo per il controllo del territorio e l'applicazione delle misure che stiamo adottando. Speriamo che questo Consiglio intenda proseguire sulla strada per limitare anche le scommesse sportive e il gratta e vinci".
 
Il capogruppo dell'Uvp, Jean-Claude Daudry, ha invitato "a guardare al futuro per porre attenzione alle dinamiche di diffusione di questa piaga: non dobbiamo fermarci qui con questo voto. Andiamo in contrasto con l'attività dei gestori, ma come rappresentanti del territorio noi dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla nostra comunità: se c'è un baro in questa lotta è anche lo Stato, che deve attingere ai proventi di questa attività per chiudere i propri bilanci e spesso ci mette in difficoltà nell'agire nella maniera ottimale, in quanto non emana delle direttive precise ed esaustive sulla lotta alla ludopatia alle quali collegarci per legiferare al meglio".
 
Il consigliere Roberto Cognetta ha annunciato il voto favorevole del Mouv': "Mi sono battuto fortemente già per l'approvazione della legge Fontana e oggi approviamo un testo ancora migliore. Il merito va soprattutto a chi ha fatto ragionamenti e ha cambiato parere.
 
Penso che continuando a insistere sulle buone idee e superando posizioni personali e di partito si possano ottenere risultati particolarmente positivi come questo".
 
Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha evidenziato che "il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, approvando questa legge, sta dando un segnale importante a tutta la comunità, con una posizione chiara e precisa.
 
Il Governo non farà finta di nulla e porterà avanti le azioni esecutive di questo atto".
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