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AwpR: nuova generazione di slot vicina, attesa per Bruxelles

  • Scritto da Alessio Crisantemi

All'indomani delle dichiarazioni del responsabile dell'Ufficio 12 dei Monopoli, Antonio Giuliani, gli addetti ai lavori attendono l'avvio della procedura per le AwpR remote.

Se il direttore dell'Ufficio apparecchi da intrattenimento dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Antonio Giuliani, considera “particolarmente impegnativi” i mesi che seguiranno l'avvio della procedura che porterà all'introduzione sul mercato della nuova generazione di slot “da remoto”, i produttori di giochi sono pronti a raccogliere la sfida.

Preparandosi – per la verità, ormai già da tempo – ad avviare e concludere le nuove produzioni nel minor tempo possibile in modo da essere pronti per l'immissione sul mercato a partire dal prossimo anno.
 
E, in particolare, dal primo gennaio 2020, data in cui, legge alla mano, non potranno più essere rilasciati nulla osta della “vecchia” tipologia di apparecchi: quelli cioè con tecnologia “non da remoto”.
 
Discorso diverso, magari, per le società concessionarie che gestiscono le reti pubbliche alle quali gli apparecchi vanno collegati, tenendo conto dell'ammodernamento delle infrastrutture che viene richiesto dalle nuove procedure, che presuppone tempi tecnici non banali e, sopratutto, nuovi investimenti, anche questi non banali.
 
Il lavoro però sarà intenso per l'intera filiera, come ricordato dallo stesso Giuliani, tenendo conto anche degli altri lavori, come per esempio quelli per la certificazione dei giochi, tenendo conto delle nuovi prassi amministrative previste dalla legge.
 
Tutto però dipende da quando verrà avviato il nuovo iter amministrativo. Ovvero, dalla data in cui il nuovo decreto verrà notificato alla Commissione Europea, dove dovrà rimanere per un periodo minimo di tre mesi, per essere sottoposto al vaglio dell'organismo comunitario e degli altri Stati Membri prima della sua attuazione definitiva.
 
E nonostante l'Agenzia delle Dogane ha già predisposto, da tempo, la nuova normativa tecnica, il testo non è ancora arrivato a Bruxelles.
 
Di certo, come anticipato da GiocoNews.it, il provvedimento non poteva uscire dai confini nazionali prima dell'approvazione definitiva del “decretone” sul reddito di cittadinanza e, quindi, prima dello scorso 28 marzo.
 
Essendo quello il testo in cui venivano stabilite le date di uscita degli apparecchi da remoto. Da quel momento in poi, tuttavia, ogni giorno è buono per poter dare il via alla nuova procedura.
 
Nel frattempo, però, è arrivato l'incarico per il sottosegretario all'economia, Alessio Mattia Villarosa, delegato a occuparsi della materia giochi: e nonostante il ricevente si sia messo subito in azione, promuovendo alcuni incontri politici nell'esercizio delle nuove funzioni, la ratifica formale è arrivata soltanto nella serata di ieri, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della nomina.
 
Difficile pensare, dunque, che qualunque nuova norma relativa al comparto giochi possa essere adottata, da quel momento in avanti, senza essere prima sottoposta al vaglio del nuovo referente governativo sui giochi.
 
Da qui, probabilmente, la ragione dell'ulteriore ritardo, che fa crescere l'attesa della filiera attorno alla nuova generazione di slot.
 
Adesso però potrebbe essere davvero questione di giorni: tenendo conto che, per garantire la continuità del comparto (e, quindi, della raccolta), se non si vorrà correre il rischio di dover ricorrere a nuove e ulteriori proroghe relative al rilascio dei nulla osta e/o dell'introduzione delle nuove macchine, bisognerà dare il via prima possibile alle nuove produzioni. Per le quali, secondo i produttori, serviranno almeno sei mesi per arrivare a un prodotto finito, mentre per i concessionari ne serviranno molti di più, fino addirittura ad un anno.
 
Ma oltre alle questioni tecniche, da smarcare rimangono comunque anche quelle politiche ed economiche visto che nel testo del decreto tecnico uscito dai Monopoli di Stato – che GiocoNews.it ha potuto visionare in anteprima -, nella sezione relativa ai costi di rilascio ed emissione dei nulla osta della futura generazione di apparecchi, ci sono ancora delle caselle vuote, da completare successivamente, in attesa di ricevere indicazioni da parte della politica.
 
Non essendo materia tecnica, non era necessario completare quella voce già prima dell'invio a Bruxelles: ma il semplice fatto di non aver dato per scontato di riproporre le stesse condizioni già in vigore per le attuali slot e i relativi nulla osta, vuol dire qualcosa. Lasciando intendere ciò che nessun operatore vorrebbe mai ascoltare.
 
Non più, almeno, dopo i ripetuti rincari subiti negli ultimi mesi, su tutti i fronti. Anche perché un ulteriore ed eventuale innalzamento dei costi di rilascio ed emissione dei titoli autorizzatori potrebbe alternare gli equilibri di filiera e non solo pregiudicare l'attività di una parte del settore, soprattutto per le imprese più piccole, per le quali diventa ogni giorno più difficile rimanere sul mercato.

 

 

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