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Piemonte, i sindacati: 'Gioco, necessaria normativa-ponte'

  • Scritto da Fm

In vista delle elezioni regionali, i sindacati chiedono alla prossima Giunta del Piemonte il varo di una normativa-ponte sul gioco.

"Le valutazioni elaborate dalle associazioni di categoria descrivono una situazione pesantissima affermando che l’applicazione della normativa regionale comporterà licenziamenti da parte delle aziende di gioco legale in Piemonte per circa il 75 percento dei propri dipendenti. In particolare si prevede la messa in mobilità di circa 3.650 occupati. A questi vanno aggiunti 1.700 dipendenti delle società che gestiscono slot machine, per i quali le procedure di licenziamento sono già iniziate colpendo, al momento, oltre 200 lavoratori".


Bastano queste parole, pronunciate da Fabio Favola, segretario generale Filcams Cgil Piemonte, a raffigurare lo scenario drammatico in cui si troverà il comparto regionale del gioco da oggi, 20 maggio, data in cui rischiano di dover chiudere i battenti le sale da gioco, le agenzie di scommesse e le sale bingo che non siano riuscite a adeguarsi alla legge 9/2016, che dal 20 novembre 2017 ha già sancito l’obbligo di rimuovere gli apparecchi dagli esercizi generalisti troppo vicini ai cosiddetti "luoghi sensibili".
 

C'è ancora la possibilità di salvare gli addetti del Piemonte? 
Lo abbiamo chiesto ai sindacati, in uno speciale pubblicato sulla rivista cartacea di Gioco News di maggio, consultabile online a questo link.
 

A riferire sulle iniziative avviate dalle organizzazioni sindacali per tentare di bloccare la legge è ancora Fabio Favola. "Già dalll'autunno scorso in Piemonte le categorie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil hanno cercato di aprire una interlocuzione con la Regione Piemonte, cui però non ha fatto seguito alcun intervento in particolare sul tema della retroattività delle norme previste dalla legge regionale.
Abbiamo incontrato e interloquito con le associazioni di categoria facenti capo a Confindustria, fra cui Sistema Gioco Italia e Astro, e continuano anche le sollecitazioni al ministro dello Sviluppo economico ad attivare un tavolo istituzionale sulla crisi del settore per analizzare e misurare gli effetti dei provvedimenti sul gioco legale e ad individuare soluzioni volte alla salvaguardia occupazionale.
Condividiamo la necessità di intervenire sul settore per rendere compatibili le occasioni di gioco con la sostenibilità sociale, contrastare gli abusi e combattere l’illegalità e le attività illecite, ma il rischio di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro in un quadro normativo disomogeneo sul territorio nazionale va affrontato con urgenza. La mancanza di risposte concrete a questi aspetti e la sola soppressione dei luoghi di gioco legale, oltre a creare seri problemi di tenuta occupazionale, rischia di consegnare completamente il settore a dinamiche illegali che le Ooss, unitamente alla lavoratrici e lavoratori, vogliono impedire".
 
 

Il segretario generale della Fisascat Cisl Piemonte, Cristiano Montagnini, ricorda che "tale stato di crisi riguarda anche le imprese di produzione e di gestione degli apparecchi e non risparmierà i bar e i tabaccai".
Come arginarlo? "Bisognerebbe intervenire subito, in quanto reputo non sia tardi, nel procedere come hanno fatto altre regioni d'Italia (vedi Liguria e Puglia, Ndr) con normative 'ponte' che consentirebbero di traghettare oltre ad evitare la perdita di posti di lavoro. Successivamente, sedersi ad un tavolo di confronto con la nuova giunta piemontese per individuare possibili correttivi, tenuto conto che siamo tutti in attesa che il governo centrale emetta nuove normative a tutela dei lavoratori di questo segmento produttivo.
Intanto, come sindacato, unitariamente, abbiamo richiesto un'audizione alla terza commissione consiliare per rappresentare le risultanze emerse dal confronto con l'associazione datoriale, ma non ci è stata concessa per l'arrivo delle elezioni.
Non perdiamo d'animo e vogliamo richiedere la convocazione di un'audizione straordinaria urgente".
 
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