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Tratta cavalli, Calabria: 'Contrastare fenomeno con maggiori controlli'

  • Scritto da Redazione

A seguito di numerosi furti di cavalli nella zona di Ladispoli (Rm), la deputata Calabria chiede al sottosegretario Sibilia interventi per contrastare la tratta clandestina di equini.

Annagrazia Calabria (FI), presidente della commissione Affari istituzionali alla Camera, ha illustrato nella giornata di ieri, mercoledì 17 luglio, un'interrogazione in merito alle iniziative da intraprendere per contrastare i numerosi furti di cavalli avvenuti nella zona di Ladispoli (Rm).

“Negli ultimi sei mesi nel nord del Lazio – spiega Calabria - nella zona che dalla costa, intorno a Ladispoli, si estende fino al lago di Bracciano, sono stati rubati circa 80 cavalli; secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, a entrare in azione sarebbe una banda composta da almeno cinque persone più un autista.
 
Rileva come il timore dei numerosi allevatori colpiti dai furti è che gli animali siano destinati a un giro di macelli clandestini.
 
Evidenzia inoltre che molti dei cavalli rubati sono da sella e di razza, utilizzati soprattutto per attività con principianti, bambini e disabili, svolgendo quindi un’importante funzione sociale.
 
Dopo aver osservato che i cavalli rubati sono tutti non destinabili all’alimentazione umana, fa notare che molti dei cavalli rubati sono stati trattati con medicinali veterinari estremamente pericolosi e qualora gli animali fossero destinati clandestinamente alla macellazione e, quindi, all’alimentazione umana causerebbero gravi danni alla salute pubblica.
 
Rileva quindi che il furto di cavalli e di bestiame, un tempo regolamentato dalla legge sull’abigeato, è stato depenalizzato, e chiede se e quali iniziative il Governo intenda intraprendere per arginare questa ondata di furti, ripristinando in particolare condizioni di sicurezza nell’area.”
 
Il sottosegretario del ministero dell'Interno, Carlo Sibilia ha risposto all’interrogazione: “secondo quanto riferito dal comando provinciale dei Carabinieri di Roma, nel primo semestre dell’anno in corso, risultano essere stati commessi cinque furti di equini nel territorio dei comuni di Ladispoli, Cerveteri e Manziana. L’anno scorso, invece, risultano essere stati effettuati ventuno furti nel Comune di Bracciano.
 
A seguito di tali fatti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia ha avviato un’indagine nel cui ambito sono in corso specifiche attività investigative da parte del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf), in collaborazione con le compagnie carabinieri di Bracciano e Civitavecchia.
 
Quanto alle iniziative intraprese per contrastare il fenomeno, nell’ambito della generale attività di prevenzione e contrasto ad ogni forma di criminalità, l’Arma dei Carabinieri ha dedicato particolare attenzione alle fattispecie criminose in parola predisponendo specifici servizi di pattuglia e periodici servizi coordinati.
 
In tale contesto, avvalendosi della collaborazione dei reparti specializzati del Comando tutela della salute, del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari e dei medici veterinari dell’Asl della Regione Lazio, sono stati intensificati i controlli presso macellerie, mercati delle carni in genere, imprese agricole, maneggi e circoli ippici, al fine di accertare eventuali irregolarità amministrative riguardo la provenienza e la commercializzazione per uso alimentare di carne animale, specie quella equina.
 
Sono state, inoltre, poste in essere  -continua Sibilia - verifiche circa le condizioni di trasporto di animali vivi, anche al fine di accertare la presenza del microchip identificativo. Le suddette attività hanno consentito, allo stato attuale, di elevare complessivamente sanzioni amministrative per un totale di 19.300 euro.
 
Al fine di fornire un inquadramento generale del contesto in cui il fenomeno criminale in parola si verifica, si rappresenta che, nell’area in questione, gli equini sono prevalentemente allevati in zone rurali e suburbane e gran parte degli animali non è ospitata in scuderie ma lasciata allo stato brado, in ampi campi privati o demaniali facilmente accessibili a terzi.
 
Inoltre, un numero considerevole di animali risulta sprovvisto dei previsti documenti identificativi (microchip o passaporto identificativo), rendendo difficoltosa l’identificazione dei legittimi proprietari.
 
A parere dell’Arma dei Carabinieri non può escludersi, infine, che diverse denunce di furto di animali siano collegate all’illecita distruzione delle carcasse, al fine di evitare il pagamento delle tasse di smaltimento. Si assicura, che in relazione al fenomeno segnalato, sussiste la massima attenzione da parte della Prefettura di Roma e degli altri organi competenti in materia”.
 
Annagrazia Calabria, presidente, replicando, si dichiara “parzialmente soddisfatta, facendo notare che i dati riportati dal rappresentante del Governo relativi ai furti in questione appaiono difformi rispetto a quelli che risultano ai denuncianti, che riferiscono di ben 80 furti di equini, e non solo di cinque.
 
Nel ricordare che il gruppo di Forza Italia si è sempre battuto a favore dell’istituzione di una Commissione d’inchiesta che approfondisca il fenomeno del degrado delle periferie e delle zone extraurbane, tema sul quale ricorda che il Governo è stato proprio oggi sollecitato con l’approvazione in assemblea di una specifica mozione, auspica da parte del Governo un maggior controllo del territorio, al fine di assicurare condizioni di maggiore sicurezza, soprattutto nel periodo estivo, valutando altresì l’opportunità di un inasprimento delle sanzioni e delle pene per i reati come quelli descritti nell’interrogazione in oggetto”.

 

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