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Legge gioco Veneto, parere favorevole su fasce orarie omogenee

  • Scritto da Redazione

Parere favorevole della Quinta commissione su fasce orarie omogenee sul territorio regionale. In audizione anche Sapar.

La quinta commissione Politiche socio-sanitarie del Consiglio regionale del Veneto, nella giornata di ieri 26 novembre, ha espresso parere favorevole sull'adozione del provvedimento di cui all'art. 8 ‘Limitazioni all'esercizio del gioco’ della legge regionale n. 38 del 10 settembre 2019 ‘Norme sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d'azzardo patologico.

L'articolo a cui fa riferimento il parere prevede che "la Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, adotta il provvedimento, sul quale acquisisce il parere della competente commissione consiliare, per rendere omogenee sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, secondo quanto previsto dall’intesa sottoscritta ai sensi dell’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato di cui al comma 1”.
 
Inoltre, "nelle more della definizione del provvedimento di cui al comma 1, i titolari delle sale da gioco e i titolari dei punti gioco così come definiti all’articolo 2, comma 1 lettera c) sono tenuti a comunicare ai Comuni le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, secondo quanto previsto dall’intesa sottoscritta ai sensi dell’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato di cui al comma 1”.
 
A questo punto il provvedimento sarà deliberato ufficialmente dalla Giunta regionale tra una decina di giorni.
 
Il presidente della delegazione Sapar Veneto, Edo Simonato e il vice presidente vicario nazionale Andrea Lo Massaro, insieme ad una rappresentanza dell’associazione Astro, sono stati ricevuti dalla quinta commissione della Regione Veneto per discutere della bozza di delibera attuativa sugli orari di cui all’art. 8 della legge regionale n. 38/2019.
 
Il vice presidente Lo Massaro ha ringraziato sentitamente il presidente della quinta commissione Fabrizio Boron e l’assessore alla Sanità e servizi sociali, Manuela Lanzarin “per la disponibilità all’ascolto e per la volontà di collaborare al fine di addivenire a norme che siano eque e che soprattutto vadano nella direzione di tutelare sia il giocatore potenzialmente patologico che le piccole e medie imprese del gioco di Stato e relativi occupati. La Regione Veneto si è sempre dimostrata molto sensibile agli argomenti attinenti la tutela della legalità e della salute pubblica, adottando indirizzi normativi integerrimi.
 
Spero vivamente che possa diventare un esempio virtuoso anche in merito all’attuazione di quanto indicato nella recente circolare dell’Interno; al momento la bozza di delibera attuativa sugli orari emanata dalla giunta regionale è in netto contrasto con tale circolare che prevede la natura vincolante dell’accordo Stato Regioni e di conseguenza che le limitazioni orarie in materia di gioco debbano essere concordate con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e che comunque non debbano superare le sei ore di interruzione quotidiana”.
 
Lo Massaro è certo che una presa di posizione da parte della Regione Veneto “andrebbe a sancire la fine di tutti questi spot – slot – regionali/comunali e che la stessa potrebbe porsi come caposcuola per tutte le altre regioni italiane. Come Sapar abbiamo ribadito la necessità di una fascia unica di gioco, da adottarsi in base alla tipologia di locali; quindi per bar ed esercizi generalisti abbiamo proposto la fascia 7-24, mentre per le sale dedicate la fascia 10 – 03.
 
La chiusura notturna è indicata e auspicabile proprio per tutelare le fasce più deboli e a rischio Dga: è stato confermato infatti da numerosi studi scientifici che di notte è maggiore la propensione alla perdita della realtà cognitiva, oltre all’utilizzo di sostanze alcoliche e psicotrope che accentuano il disagio del giocatore potenzialmente patologico”.
 
“L’auspicio è che la giunta si renda disponibile ad adottare una delibera temporanea la cui validità possa essere verificata al termine di un lasso di tempo idoneo a confermare l’efficacia della stessa sia in termini di tutela della salute pubblica che delle aspettative imprenditoriali e occupazionali. Rimaniamo a disposizione anche per un confronto sui restanti articoli contenuti nel testo di legge che riteniamo essere di dubbia efficacia e applicabilità” ha concluso il vice presidente vicario.
 
 

 

 

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