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Baretta (Mef): 'Gioco va controllato e ridotto'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta sottolinea gli interventi fatti sul gioco negli ultimi anni ed evidenzia le direttrici da seguire.

"Le uniche azioni efficaci di contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia sono quelle che sono state attuate con la riduzione dei cosiddetti amusement with prizes (Awp), con l’introduzione dal 1° gennaio 2020 della tessera sanitaria per l’accesso a slot machine e video lotteries in modo da certificare l’età del giocatore e, più in generale, con l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni che prevede il riordino dei punti di raccolta del gioco pubblico".

Lo ha affermato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenuto ai lavori della sesta commissione Finanze della Camera, impegnata nell'esame degli emendamenti al decreto fiscale. Baretta ha rivedicato "l'efficacia del percorso seguito in questi anni, che ha perseguito la riduzione dell’offerta di gioco in vista della tutela della salute. Non si tratta di tutelare il settore, ma piuttosto di capire in che modo controllare e ridurre l’attività del gioco d’azzardo". Il sottosegretario si è dunque detto contrario a emendamenti come quello proposto dal pentastellato Francesco Silvestri "che avrebbe come unico effetto quello di spostare le sale da gioco nelle periferie cittadine. Certamente sono necessari interventi, ma serve una riflessione attenta, che il Governo sta già portando avanti".

 

IL DIBATTITO - Il dibattito sul gioco, in commissione Finanze, è stato particolarmente articolato. In dettaglio, Massimo Enrico Baroni (M5S) ha rilevato "la necessità di procedere ad una riforma organica del settore dei giochi. I ripetuti interventi normativi degli ultimi anni, infatti, non hanno sortito l’effetto auspicato di ridurre le dimensioni del fenomeno. Peraltro, Regioni e Comuni hanno introdotto misure a livello locale senza che vi fosse una logica complessiva di sistema". Pur accettando l'invito a ritirare l'emendamento a sua firma che avrebbe costituito "uno strumento utile per disciplinare tutto il settore in maniera strutturale", Baroni ha auspicato che la sua proposta "venga trasfusa in un ordine del giorno".

Secondo Baroni, inoltre, "la questione fondamentale è quella di capire cosa si vuole fare dell’industria del settore su un periodo di lungo respiro, almeno di qui a 10 anni", ed è "infondata l’accusa secondo cui disposizioni come quelle proposte favorirebbero la diffusione del gioco illegale. Si tratta di temi fondamentali, rispetto ai quali sarei addirittura disposto a metter in discussione il mio ruolo di deputato". Il deputato ha dunque invitato a "prendere spunto dalle scelte di altri Paesi europei, che hanno regolamentato il settore del gioco con severità, come ad esempio la Francia, nella quale l’industria del gioco d’azzardo è infatti meno fiorente".

Anche Stefano Fassina (Leu) ha concordato "sull’opportunità su una riforma organica del settore dei giochi, anche al fine di superare le attuali discrasie tra le normative regionali".

 

 

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