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Gioco illecito, Rospi a Lamorgese: 'Più controlli nel metapontino'

Il deputato Rospi presenta un'interrogazione al ministro Lamorgese chiedendo di prevedere la sezione Dia nel metapontino per combattere gioco illecito e criminalità.

Dalla prostituzione al gioco d'azzardo, dalla corruzione al traffico di droga nella zona dell'Alto Jonio calabrese, nel metapontino e nella provincia di Taranto.

Su questi temi, il deputato Gianluca Rospi (misti, ex M5S) ha presentato ieri lunedì 20 gennaio in Aula alla Camera, un'interrogazione a risposta scritta al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese per sapere se “il ministro interrogato sia a conoscenza della problematica esposta e quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di potenziare l’organico delle forze dell’ordine sul territorio per poterlo meglio presidiare e contrastare le attività criminali in continuo aumento e se il ministro intenda adottare le iniziative di competenza per attivare presso uno dei comuni del metapontino una sezione operativa della direzione investigativa antimafia al fine di presidiare tutta la fascia ionica e tutelare maggiormente i cittadini dalle attività criminali in aumento”.
 
“Negli ultimi anni – spiega il deputato Rospi - la fascia jonica è stata oggetto di diversi atti criminosi che si sono verificati principalmente nell’Alto Jonio calabrese, nel Metapontino e nella provincia di Taranto.
 
Negli ultimi mesi la fascia ionica del metapontino è stata territorio di scontro tra le due principali associazioni a delinquere di stampo mafioso, la ’ndrangheta calabrese e la mafia tarantina, per il controllo del territori e nei territori di Policoro e Scanzano jonico si sono verificati numerosi conflitti a fuoco tra diversi pregiudicati che solo per un caso fortuito non hanno provocato vittime tra la popolazione.
 
Numerosi sono stati gli arresti eseguiti dalle forze dell’ordine su disposizione della procura nel comune di Scanzano Jonico e in diverse aree del Metapontino. Nei giorni scorsi il Comune di Scanzano Jonico è stato sciolto per infiltrazione mafiosa, tra le attività criminali maggiormente effettuate sul territorio ionico vi sono la gestione del racket delle estorsioni, in particolare nei confronti delle imprese ortofrutticole che rappresentano il traino per l’intera economia locale, gli incendi dolosi al fine di intimidire la popolazione e gli imprenditori locali, le rapine, lo spaccio di droga e diversi tentati omicidi, tutti caratterizzati dall’utilizzo di metodi mafiosi; molti imprenditori del settore agricolo hanno inoltre subito diversi incendi dolosi che avevano lo scopo di intimidire la popolazione; questo susseguirsi di attività criminali comporta un continuo stato di paura ed ansia nella popolazione locale e nella classe imprenditoriale del luogo che ogni giorno vive nel timore di minacce e ripercussioni.
 
La fascia jonica data la sua posizione geografica è ormai da anni centro di incontro di due delle maggiori associazioni a delinquere presenti sul territorio nazionale, ovvero, la ’ndrangheta calabrese e la criminalità organizzata presente nel territorio tarantino.
 
Queste organizzazioni sono dedite a traffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, gestione dell’edilizia, contrabbando, contraffazione, ricettazione, furto, rapina, frode, truffa, traffico di esseri umani, immigrazione, prostituzione, evasione fiscale, appalto pubblico, gioco d’azzardo, gestione dei rifiuti, smaltimento dei rifiuti tossici, sequestro di persona, corruzione, omicidio, infiltrazioni nella pubblica amministrazione.
 
Una sezione della direzione investigativa antimafia nel metapontino risulterebbe fondamentale per la sua posizione baricentrica e strategica, in quanto coprirebbe tutto l’arco dell’Alto Jonio calabrese fino alla città di Taranto al fine di contrastare queste associazioni e le loro attività criminali”.

 

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