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Napoli, Comuni metropolitani: 'Nuova legge sul gioco, fare presto'

  • Scritto da Redazione

I Comuni di Napoli e Anacapri chiedono al Consiglio della Campania di fare presto nell'approvazione della nuova legge sul gioco, per evitare migrazione dei giocatori patologici.

Il tema è dibattuto da tempo.

Senza un riordino nazionale del gioco e la definizione di criteri omogenei sul territorio i regolamenti e le ordinanze orarie possono essere davvero efficaci? Sembrerebbe di no, a giudicare dalla quantità di giocatori che scelgono di "migrare" da una città regolata ad una che non lo è.

L'argomento è stato al centro dell'incontro sul gioco d’azzardo patologico per un confronto sulle iniziative della Pubblica amministrazione tenutosi ieri, 28 gennaio, a Napoli, promosso dalla Città metropolitana di Napoli, con gli interventi di Stefano Vecchio, direttore del Dipartimento Dipendenze Asl Na1, Virginia Amabile, assessore del Comune di Anacapri, Enrico Panini, vice sindaco del Comune di Napoli.

 

Sotto la lente i provvedimenti adottati dalle amministrazioni locali "nell’incertezza e nella frammentarietà degli interventi legislativi e giurisprudenziali", spesso sfociati in contenziosi con gli esercenti. E anche la modifica alla legge regionale attualmente all'esame delle commissioni del Consiglio della Campania.
I Comuni hanno chiesto al Consiglio di "fare presto", in quanto tale "normativa garantirebbe, tra l’altro, una maggiore efficacia alle misure adottate da alcune amministrazioni locali, anche facenti parte della Città Metropolitana di Napoli, come ad esempio, i Comuni di Napoli ed Anacapri, giusto per citare quelli la cui disciplina ha superato il vaglio della magistratura amministrativa di ogni grado".
 
Comunque, hanno ribadito i presenti, "non essendo la disciplina adottata dai singoli Comuni valida oltre i propri confini si cade nel paradosso che l’efficacia dei provvedimenti viene affievolita, se non vanificata, dalla possibilità per il giocatore ludopata di recarsi in un comune limitrofo dove non vi è alcuna regolamentazione continuando così a coltivare la propria compulsività in un ambiente privo di regole nell’offerta del gioco".
 
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