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Orari gioco Venezia, Venturini: 'Limiti previsti da norme regionali'

  • Scritto da Fm

L'assessore alla Coesione sociale di Venezia, Simone Venturini, risponde all'associazione As.Tro e ricorda che la legge regionale prevede possibilità di varare limiti orari al gioco più ampi.

Non si fa attendere la risposta della Giunta di Venezia alle critiche sollevate  dall'associazione As.Tro in merito ai limiti comunali agli orari al gioco, che ampliano di non poco le fasce decise dalla Regione Veneto. A darla, attraverso Gioconews.it, è l'assessore alla Coesione sociale e sviluppo economico, Simone Venturini.

"Noi cerchiamo di agire sempre nel massimo rispetto dei diritti di tutti e delle libertà degli operatori del gioco, perciò ribadiamo le motivazioni e le valutazioni che sono alla base delle limitazioni che abbiamo approvato: la priorità è la difesa della popolazione e in particolar modo delle fasce deboli.

Del resto, stiamo solo applicando quanto previsto dalla normativa regionale (che dà facoltà ai Comuni di individuare ulteriori fasce orarie in ragione di specifiche esigenze del territorio), e non c'è nessuna volontà persecutoria visto questo tipo di attività. Nè di favorire il casino municipale, visto che si tratta di due tipi di utenze diverse, e che ci sono controlli all'accesso di altro tipo", puntualizza Venturini.
 
 
Quanto alla richiesta di incontro con il sindaco Luigi Brugnaro avanzata da As.Tro l'assessore evidenzia che "sarà il primo cittadino a decidere, se gestirla personalmente o darne mandato agli assessori. Ci sono stati confronti di questo genere anche in passato, senza alcuna antipatia, ma col massimo rispetto, sempre nell'ottica di tutelare la salute ed evitare la proliferazione incontrollata degli apparecchi".
 
 
Venturini quindi ripercorre le iniziative regolamentari prese dal Comune di Venezia in questi anni, in materia di gioco: "Il Comune già 3 anni fa ha messo in piedi un gruppo di lavoro per approfondire le conseguenze della diffusione del Gap sul territorio.
Prima è stata fatta un'ordinanza oraria, e poi, alla luce dei rilievi del Tar, un regolamento che prevede una serie di azioni e di limiti, anche orari, che sono stati presi a modello dal tavolo di lavoro della Prefettura di Venezia e adottati anche da altri Comuni.
Un regolamento che ha resisistito a più livelli di giudizio e si basa su dati inappuntabili.
Quindi è arrivata la novità regionale che, sapientemente, da un lato introduce fasce orarie omogenee per tutto il territorio, in cui è fatto divieto di utilizzare certi apparecchi, dall'altro concede ai Comuni di individuare ulteriori fasce orarie.
Il nostro regolamento comunale, in alcuni casi, fissa orari più rigidi, specie nella fascia serale, mentre la legge regionale ha imposto il divieto di gioco in alcune fasce da noi non ristrette in precedenza.
Perciò dal combinato disposto emerge una nuova fascia di restrizione, specie per la fascia 18-20, che non era stata vietata da noi".
 
 
Infine, l'assessore ricorda le altre misure messe in campo: "Oltre all'aspetto di regolazione commerciale, abbiamo promosso numerose iniziative in tema di prevenzione e informazione diretta soprattutto alle nuove generazioni. Lo scorso settembre, con l'evento 'Venezia in salute' abbiamo affrontato l'argomento insieme con i medici e presentato studi scientifici sulle probabilità di vincita.
Ora stiamo lavorando molto con l'Ulss e dando riconoscimenti ai bar no slot.
Vogliamo mettere in atto una 'sensibilizzazione in positivo, non solo regolamenti restrittivi.
Si tratta di azioni parallele incluse in un quadro di insieme".
 
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