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Covid-19: lockdown fino al 3 maggio, sì a manutenzione in azienda che può salvare le slot

  • Scritto da Redazione

Continua la serrata in Italia fino al 3 maggio ma dal 14 aprile riaprono alcuni negozi e imprese: consentita anche manutenzione e gestione fiscale ma solo se autorizzata.

La serrata continua. Come anticipato, l'Italia non riaprirà prima del 4 maggio con la chiusura pressoché totale delle attività economiche e produttive che viene prorogata ancora, dall'ultimo decreto del Presidente del consiglio dei ministri annunciato ieri sera 10 aprile da Giuseppe Conte. Arrivano tuttavia anche i primi spiragli verso una graduale fine del lockdown. Da martedì, infatti, oltre a riaprire alcuni negozi e librerie, ripartiranno alcuni settori industriali come quello del legno e la fabbricazione dei Pc, per una decina di attività inserite nella nuova lista dei codici Ateco allegata al Dpcm. Per tutte queste attività, vengono comunque stabilite nuove regole da rispettare, come l'igienizzante per le mani vicino alle casse o anche alle tastiere dei bancomat, l’obbligo di mascherine per i dipendenti e così via.

L'ultimo decreto del Presidente è stato redatto tenendo conto del verbale del 9 aprile 2020 del Comitato tecnico scientifico di cui all’ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’università e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport, per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Il testo stabilisce le nuove “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale.
 
RESTANO APERTE EDICOLE E TABACCHI, NON I BAR - Tra le misure previste, rimane la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (individuate in uno specifico allegato), sia nell'ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell'ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro; sono sospese le attività dei servizi di ristorazione, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
 
IN AZIENDA POSSIBILE MANUTENZIONE - Per le attività che restano sospese sarà comunque possibile entrare in azienda per vigilanza o manutenzione, per la gestione dei pagamenti (a partire dalle buste paga) e per la sanificazione. Si potranno anche spedire e ricevere merci, tutto previa comunicazione al Prefetto. Una misura, questa, che potrebbe consentire ai gestori di apparecchi da intrattenimento di “salvare”, almeno in parte, le proprie macchine da gioco, potendo procedere alla manutenzione dei congegni per evitare danneggiamenti derivabili dalla mancata ricarica delle batterie conseguente al prolungato spegnimento. Un'esigenza di cui avevamo parlato nei giorni scorsi, in seguito alle comunicazioni divulgate da alcuni produttori dei giochi, che avevano allertato le aziende di gestione dopo l'adozione delle prime misure restrittive che imponevano lo spegnimento obbligatorio delle slot, dovuto alla serrata dei locali. Con il nuovo Dpcm, dunque, i gestori di giochi potranno ora tornare più “agevolmente” in azienda, per questo tipo di manutenzione straordinaria, ma sempre chiedendo l'autorizzazione alle Autorità, come specificato nel decreto. Anche se risulterà comunque complesso, per i gestori, salvare l'intero parco macchine tenendo conto che la maggior parte delle loro slot non si trova in azienda bensì all'interno dei pubblici esercizi i quali continuano a rimanere chiusi, fino a data da destinarsi. E per eseguire manutenzione in questi luoghi, è comunque necessario coinvolgere anche il titolare della singola attività, cioè l'esercente.
 
UNA TASK FORCE PER CAMBIARE IL FUTURO - Fino al 3 maggio quindi restano in vigore tutti i limiti agli spostamenti, la chiusura delle scuole, lo stop alle attività produttive non essenziali. E resta la possibilità per le Regioni di emettere ordinanze ancora più restrittive di quelle dello Stato. Ma il piano verso la Fase 2, quella della convivenza con il virus, comincia a prendere forma. Anche con l’istituzione di una task force di esperti che deve studiare “processi razionali” per “ripensare l’organizzazione della nostra vita” e preparare il graduale ritorno alla normalità. Sono le parole dello stesso Conte: “Questo gruppo di esperti sarà presieduto da Vittorio Colao e formato da tante personalità che risiedono in Italia e all’estero come Giovannini, Maggini, Mazzuccato, Sadun”, ha spiegato il premier.
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