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Fase 2: nuovo vertice tra governo e regioni, obiettivo regole omogenee

  • Scritto da Ac

Previsto per oggi, venerdì 15 maggio, nuovo vertice tra governo e Regioni per le linee guida su riaperture. Per il decreto si attende il week end (e l'Inail): per i giochi ipotesi "fase 3" con opzione al 25 maggio.

 

Nuovo faccia a faccia (virtuale) tra il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e i governatori delle venti Regioni per definire i criteri di quella che può essere considerata la “Fase 2b”: ovvero, la nuova ondata di riaperture che inizierà a partire dalla prossima settimana. Ma a tre giorni dall'avvio, non si conoscono ancora i dettagli, in attesa dei dati epidemiologici che devono ancora arrivare dai territori. L'obiettivo del governo è quello di evitare disomogeneità tra i territori, pur avendo annunciato di concedere una certa “libertà” di azione alle singole Regioni sulle riaperture.

Dall'incontro di oggi, quindi, si intende uscire con un accordo sui dettagli delle linee guida per la “grande riapertura” di lunedì 18 maggio, per evitare una serie di ordinanze disomogenee che creerebbero disparità, rischiando anche di tradire le indicazioni sul distanziamento sociale fornite dall’Inail. A far slittare i tempi, tuttavia, oltre alla ricerca di un equilibrio politico e normativo è la mancanza dei dati da parte delle regioni, alcune delle quali risultano in ritardo sul monitoraggio, necessari per la stesura e la mera definizione del decreto che entro il week end dovrà disciplinare chi, dove e soprattutto come rialzerà le saracinesche.

Un dato fondamentale che dovrà essere acquisito da Palazzo Chigi prima di passare la palla nelle mani dei presidenti delle Regioni, che in più di un caso annunciano già passi in avanti, ritenuti forse eccessivi, soprattutto nei territori dove la curva del contagio sembra in picchiata. Come nel Veneto guidato da Luca Zaia o il Friuli Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga, o come pure la Liguria di Giovanni Toti. Ma a spingere sono anche Regioni non amministrate dal centrodestra: a partire dall'Emilia di Stefano Bonaccini o la Puglia di Michele Emiliano. Mentre più incerta sembra la linea di Attilio Fontana, alle prese con dati poco rassicuranti in Lombardia, e quella del Piemonte, con il governatore Alberto Cirio che opta per la prudenza. Sul tavolo, comunque, c’è anche il tema della riapertura dei confini regionali, con il governo inflessibile, che vuole concedere la mobilità solo dal 3 giugno e prospetta la possibilità di restrizioni in base al quadro epidemiologico. Ed è pronto ad approvare il decreto quadro, che disciplina anche la mobilità, già nel Consiglio dei ministri in programma subito dopo il faccia a faccia al quale partecipano gli stessi Conte e Boccia.

LE RIAPERTURE REGIONALI - C'è comunque chi è pronto a riaprire tutto già da lunedì: o, meglio, quasi tutto. Negozi, parrucchieri, estetisti, ristoranti, bar in alcuni casi anche spiagge e asili nido, sono pronti a riaprire in varie regioni. Non è ancora chiaro, tuttavia, se insieme a queste attività potranno riaprire anche i locali che offrono prodotti di gioco. Difficile da immaginare, ad oggi, una ripartenza prima di giugno, ma nessuna regione si è ancora espressa al riguardo, e sul punto si attende di conoscere il punto di vista dell'Inail e, quindi, del governo. Come detto, se tra le regole di riapertura dei pubblici esercizi verrà previsto il divieto di stazionamento e non solo di assembramento, ne deriverebbe automaticamente l'impossibilità di far ripartire i giochi. Almeno per gli apparecchi da intrattenimento e bingo: mentre una formulazione diversa potrebbe essere individuata per le sale scommesse, dove l'accettazione delle giocate potrebbe avvenire in maniera più rapida e sicura, anche senza stazionamenti. Anche se le associazioni di categoria che rappresentano il comparto hanno indicato e dimostrato che una ripartenza in sicurezza è possibile, per tutti gli ambienti di gioco (ovvero, per tutti quelli che presentano determinate caratteristiche). Ma questo, dicevamo, si potrà capire soltanto quando arriverà il decreto legge del governo. Prima occorre una nuova mediazione con i territori, per evitare che le ordinanze regionali vadano a superare le linee guida dettate dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità sulle distanze da rispettare, con molto amministratori che si chiedono perché mai dovrebbero essere adottate distanze, all'interno dei locali, superiori a quelle di fabbriche e uffici, forse anche per via del forte pressing delle associazioni di categoria dei commercianti e di ogni comparto economico. Nel frattempo, tuttavia, tra le varie regioni non c'è stata nessuna menzione relativa ai locali di gioco: proprio perché la linea dovrà arrivare prima dal governo: ciò significa che, se non dovesse esserci un divieto esplicito (o implicito, previsto dalle restrizioni e dallo stazionamento, che verrebbe comunque esplicitato da un provvedimento dell'Agenzia delle Dogane, quale regolatore del comparto), le attività potrebbero ripartire in quelle determinate regioni dove ci sarà il via libera per i pubblici esercizi. Ferma restando la facoltà, per i governatori, di poter inibire determinate categorie sul territorio di propria competenza, salvo diverse indicazioni provenienti dall'incontro di oggi.

IL DECRETO NEL WEEK END - Ecco quindi che l’incontro con il ministro Francesco Boccia diventa centrale in vista del decreto che il governo varerà con ogni probabilità sabato, ma non si esclude che possa arrivare anche domenica dettando le regole per la “Fase 2b”, quella che segnerà la “vera” riapertura del paese, ma forse non per tutti. Con alcune attività che dovranno probabilmente aspettare la “Fase 3”, ultimo residuato del lockdown, che andrà a finire al 1° giugno, continuando a rappresentare la data più probabile per gli ambienti di gioco. Anche se l'ulteriore finestra possibile potrebbe essere rappresentata dal 25 maggio, quando dovrebbero ripartire anche palestre e piscine: ambienti dove il contagio è molto più probabile, rispetto ai locali di gioco.

 

 
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