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Piccirillo (M5S Lombardia): 'Limiti orari al gioco, valutare efficacia'

  • Scritto da Redazione

Il consigliere Luigi Piccirillo (M5S) presenta Odg per impegnare Regione Lombardia 'a finanziare una indagine epidemiologica per valutare l’efficacia delle ordinanze di riduzione temporale dell’offerta di gioco'.

Quanto sono realmente efficaci i limiti orari al gioco varati dai Comuni della provincia di Milano?

È la domanda che – implicitamente – rivolge al consiglio regionale della Lombardia il consigliere Luigi Piccirillo (Movimento 5 stelle) con un ordine del giorno abbinato alla proposta di legge “Assestamento al Bilancio 2020 – 2022 con modifiche di leggi regionali”.

L'Odg impegna il presidente e la giunta di Regione Lombardia “a finanziare una indagine epidemiologica finalizzata a valutare l’efficacia delle ordinanze di riduzione temporale dell’offerta di gioco d’azzardo lecito messe in campo dalle Amministrazioni locali della città metropolitana di Milano”.

La richiesta prende le mosse dal fatto che “le Amministrazioni comunali possono disporre di un regolamento specifico per disciplinare le modalità di gestione delle attività relative all’esercizio di gioco lecito e autorizzato che prevedano vincite in denaro; in particolare il sindaco può determinare con specifica ordinanza gli orari di apertura delle sale dedicate al gioco, nonché l’orario di funzionamento degli apparecchi da gioco, ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs. 267/2000, e in questo senso molte amministrazioni locali lombarde hanno adottato la suddetta ordinanza sindacale di regolazione degli orari di apertura delle sale gioco e delle attività di gioco d’azzardo lecito presenti nel proprio territorio” e considera che “Regione Lombardia ha attivato sinergie con le Ats per individuare e monitorare il fenomeno delle dipendenze ed anche il disturbo da gioco d’azzardo lecito”.
 
 
Con un altro Odg, Piccirillo chiede di “attuare tramite apposito finanziamento un ambulatorio pubblico sperimentale specializzato nel riconoscimento e nella trattazione delle patologie collegate alle nuove tecnologie, dai videogiochi a internet, che possa essere di riferimento per le strutture sanitarie regionali e per gli operatori professionisti”, in quanto, “di fronte a patologie mentali già riconosciute dall’Oms (come il gaming disorder, la sindrome di Hikikomori e la dipendenza patologica dai videogame) e che riguardano in particolare i giovani in età evolutiva, è importante la prevenzione senza aspettare una esplosione del fenomeno, e non può essere di certo una stigmatizzazione portata dagli interessi economici di parte ad indirizzare le scelte in ambito di salute dei cittadini”.
 
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