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Covid in aumento: gioco 'sotto osservazione' in alcune regioni

  • Scritto da Fm

Conte non esclude lockdown a Natale, mentre alcune regioni si portano avanti: stop al gioco in mezza Genova e obblighi rinforzati per i gestori delle sale in Campania.

Ci sarà o no un nuovo lockdown?

Ce lo chiediamo un po' tutti in questi giorni concitati, in cui si rincorrono dati quantomeno preoccupanti sul “ritorno” del Covid-19, con lo sfondamento della soglia dei 7mila nuovi casi di positività e l'aumento costante dei ricoverati nelle terapie intensive di mezza Italia.

Una domanda che si pongono in primis gli esercenti, compresi quelli che gestiscono attività di gioco, ancora immersi nel tentativo di riprendersi dalla prima ondata del virus, dopo il fermo di tre mesi e il relativo calo di clienti ed introiti.

 

E una domanda che nelle scorse ore è stata posta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo l'ipotesi lanciata da alcuni virologi di decretare una nuova serrata a dicembre. “Io non faccio previsioni per Natale, faccio previsioni delle misure più idonee, adeguate e sostenibili per prevenire un lockdown però dipenderà molto dal comportamento di tutta la comunità nazionale. Lo schema è molto chiaro: continueremo ad aggiornarci costantemente con le Regioni. La formula vincente è collaborare, collaborare, collaborare. Per la Campania come per le altre Regioni abbiamo predisposto la possibilità per i presidenti di introdurre misure restrittive non appena se ne presentasse la necessità, per quelle di allentamento occorre invece un'intesa con il ministro della Salute”.
 
Un lieve, quasi impercettibile, cambio di visione del premier, che solo qualche giorno fa aveva escluso categoricamente un nuovo fermo delle attività. A cui fanno da sfondo le decisioni prese nella serata di ieri da due regioni, Liguria e Campania, che sfruttando appieno tutte le proprie prerogative hanno deciso di introdurre ampie restrizioni fin da ora, colpendo, ancora una volta, anche il comparto del gioco.
 
LA REGIONE LIGURIA CHIUDE LE SALE GIOCO IN MEZZA GENOVA - La prima ha varato un'ordinanza “dedicata” al territorio del Comune di Genova e resterà in vigore dal mezzogiorno di oggi, 15 ottobre, e per i successivi 29 giorni, decadendo in contemporanea con l’ultimo Dpcm del Governo.
Nelle zone del centro storico e nei quartieri di Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo è stata sancita la chiusura delle sale gioco, delle sale scommesse e dei circoli ludico-ricreativi, oltre al divieto assoluto di assembramento (sosta in forma statica di due o più persone) e di manifestazioni pubbliche e private.
In tutta la città invece vale la chiusura totale delle attività di vendita al dettaglio e/o somministrazione di alimenti e bevande effettuate mediante apparecchi automatici in appositi locali ad esse adibiti in modo esclusivo o prevalente. L’attività è inibita in tale modalità per qualsiasi genere merceologico; la chiusura notturna (dalle 21 alle 8 del giorno successivo) degli esercizi di vicinato alimentare, degli artigiani alimentari, delle medie e grandi strutture di vendita di alimentari. Possono restare aperte anche in tale fascia oraria le attività di cui sopra in cui sia garantito che non vengano vendute bevande alcoliche in qualsiasi forma e di qualsiasi gradazione. È comunque sempre ammessa la vendita tramite consegna al domicilio.
 
IL COMMENTO DEL GOVERNATORE TOTI - Subito dopo la firma dell'ordinanza, il governatore ligure Giovanni Toti ha chiarito sulla propria pagina Facebook "il senso" della sua decisione. "Con il sindaco Bucci riteniamo che queste misure possano essere utili a contenere ulteriormente la diffusione del virus, soprattutto nelle zone della città più colpite. Niente paura, ma impegniamoci insieme a rispettare queste nuove regole". Per poi esprimersi, in un post successivo, in merito alla pioggia di commenti sul provvedimento. "Come al solito sembra la guerra tra guelfi e ghibellini. In questo momento però per noi non esistono tifoserie, contano solo i numeri e il parere degli esperti. Non ci faremo influenzare da altro nelle nostre decisioni. Stiamo cercando di mantenere l'equilibrio, evitare che i nostri ospedali vadano in affanno ma anche che attività, già in difficoltà, subiscano la botta finale e che migliaia di persone perdano il lavoro. Vogliamo evitare ulteriori provvedimenti restrittivi, per questo è bene intervenire ora, evitando misure più drastiche dopo.  Questo è il momento dei nervi saldi, della responsabilità e non bisogna lasciarsi prendere dalla paura o dalla sottovalutazione dei fatti. Oggi siamo lontani dai tragici numeri di marzo la letalità per covid si è quasi azzerata, è inferiore all'1 percento, e i protocolli terapeutici funzionano, ma la situazione va controllata e contenuta al meglio. Quindi, cerchiamo di polemizzare di meno e di collaborare di più. Tutti possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. La mia sarà quella di prendere decisioni non sull'onda emotiva ma su dati concreti e dopo aver sentito i pareri dei massimi esperti nella gestione dell'emergenza, che ringrazio per il grande contributo che ci stanno dando, con l'unico obiettivo del bene comune. Io come sempre ci metterò tutto il mio impegno. E so che voi sarete al mio fianco, come sempre. Forza liguri!".
 
REGIONE CAMPANIA: “NIENTE ASSEMBRAMENTI FUORI DALLE SALE GIOCO” - Ad intervenire in materia di sale gioco e scommesse è anche la Regione Campania, dove il governatore Vincenzo De Luca, facendo seguito al Dpcm del 13 ottobre ha firmato una nuova ordinanza in cui è presente l'obbligo per i gestori di tale tipo di attività di: consentire l’ingresso nei locali di esercizio soltanto previa disinfezione delle mani con soluzioni idroalcoliche e misurazione della temperatura corporea, vietando l’ingresso ove essa risulti superiore a 37,5°C; di limitare la presenza dell’utenza all’interno dei locali in modo tale da garantire il rispetto di un distanziamento minimo di 1,5 metri tra le persone; di adottare ogni misura, anche organizzativa, volta a scongiurare ogni assembramento anche all’esterno, pena la sospensione dell’attività e le ulteriori sanzioni previste.
Per il resto, il provvedimento della Regione Campania dispone che per le attività dei ristoranti, pizzerie, pub, vinerie e simili, trovino applicazioni le disposizioni dell'ultimo Dpcm (attività consentite fino alle 24 con servizio al tavolo, fino alle 21 in assenza di servizio al tavolo); per i bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari, è disposto l’obbligo di chiusura dalle ore 23 alle ore 05 del giorno successivo, nei giorni dalla domenica al giovedì, fatto salvo quant’altro previsto dal Dpcm 13 ottobre 2020 (attività consentite fino alle 24 con servizio al tavolo, fino alle 21 in assenza di servizio al tavolo); lo svolgimento di sagre e fiere e, in generale, di ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione è consentito solo in forma statica e con postazioni fisse. Inoltre, è confermata la vigenza del Protocollo per le attività di Wedding e cerimonie allegato all’Ordinanza n.76 del 3 ottobre 2020 (con obbligo di nomina dei responsabili di sala e cucina per il rispetto delle norme anti Covid) ferme le limitazioni al numero dei partecipanti imposte dal Dpcm 13 ottobre 2020; L’attività di jogging, ove svolta sui lungomari, nei parchi pubblici, nei centri storici, e comunque in luoghi non isolati, è soggetta alla limitazione oraria: ore 06-ore 8,30; negli altri casi è consentita senza limiti d’orario, fermi in ogni caso gli obblighi di distanziamento Dpcm 13 ottobre 2020. Infine, sono confermati i Protocolli di settore approvati con precedenti ordinanze regionali nonché l’obbligo di porre a disposizione, all’ingresso e all’interno dei locali, soluzioni idroalcoliche igienizzanti e di subordinare l’ingresso da parte degli utenti alla avvenuta igienizzazione delle mani e alla protezione delle vie respiratorie attraverso l’uso della mascherina, e resta confermato l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, oggi espressamente previsto dal Dpcm13 ottobre 2020.
 
I MINI LOCKDOWN SUL TERRITORIO – Le ordinanze di Liguria e Campania si aggiungono a quelle firmate nei giorni passati in altre parti della penisola. Dalla Regione Lazio, dove il governatore Nicola Zingaretti per due settimane per contrastare l'aumento dei casi di Covid-19 nella provincia di Latina ha disposto la chiusura anticipata alle 24 dei locali pubblici - pub, bar, ristoranti e attività di gioco comprese -, a piccoli comuni, come Monte di Procida (Na) con la chiusura totale di scuole, parchi e sale gioco, inizialmente valida fino al 13 ottobre e poi prolungata fino al 18 ottobre. Senza dimenticare il paese di Lauro (Av), il cui sindaco ha decretato “la sospensione con effetto immediato del gioco in sede operato con dispositivi elettronici del tipo 'slot machine' comunque denominati, situati all'interno di tutti gli esercizi di rivendita, nonché SuperEnalotto, SuperStar, Si vince tutto SuperEnalotto” consentendo alle
tabaccherie e agli altri titolari di esercizi di rivendita di “effettuare la prenotazione online e/o telefonica per effettuare tali giochi”.
Sono ugualmente sospesi, fino al termine dello stato di emergenza, giochi da tavolo o altri giochi di società presso bar e in altri esercizi commerciali a ciò adibiti situati in tutto il territorio comunale.
 
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