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Rete vendita di gioco tra chiusure e ristori: nasce 'Giocare Italia'

  • Scritto da Marta Rosati

Il presidente della nuova confederazione 'Giocare Italia' Pasquale Chiacchio: 'L'unione di chi vuole rialzare la serranda al mattino farà la forza sui tavoli decisionali'.

La frustrazione di non poter aprire la propria attività nonostante un rigoroso rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid negli esercizi, la preoccupazione per quello che sarà il domani del Paese, della sua economia e dei consumi, il timore per migliaia di posti di lavoro a rischio nel medio termine e intanto costi vivi che incombono sugli esercenti a fronte di entrate drasticamente ridotte se non azzerate per via dello stop, il secondo, imposto tramite decreto del presidente del Consiglio dei ministri per frenare l'ondata di contagi Covid-19 che sta mettendo in difficoltà soprattutto la sanità in tutto il mondo. 'Giocare Italia', la nuova confederazione rete vendita del gioco pubblico, presieduta dal 63enne Pasquale Chiacchio porta con sé tutto questo ma non senza la voglia di reagire, la passione e la volontà di confrontarsi in modo serio e costruttivo con le istituzioni; col direttore generale dell'Adm Marcello Minenna, col sottosegretario al Mef con delega ai giochi Pier Paolo Baretta, col premier Giuseppe Conte e il Governo tutto.

Pasquale Chiaccio, storico operatore delle agenzie di scommesse, attivo nel settore del gioco da 47 anni e fresco di nomina a capo di 'Giocare Italia', dichiara: "la confederazione sorge in questo particolare momento storico come rete degli esercenti di tutte le realtà attive nel settore dei giochi per dare forza ad un comparto importante, evitando una dispersione di energie tipica della frammentazione di sigle associative". La parola d'ordine dunque è "aggregare". Il nuovo soggetto in particolare ha l'ambizione di raccogliere l'adesione di tutti coloro che alzano la serranda al mattino, o che vorrebbero tornare a farlo, "tutti quelli - sottolinea Chiacchio - che sono in prima linea a lottare in un settore fondamentale per le casse dello Stato, che non manca di pescare risorse quando ne ravvede la necessità, denari che vengono sistematicamente reinvestiti in opere pubbliche e welfare. Presentasri con un'unica voce - sottolinea - al cospetto dell'Adm che regolamenta il settore è il segnale che vogliamo dare".

GIOCARE ITALIA - "Tante le sigle associative che hanno già aderito", ma Chiacchio non si sbilancia su nomi e numeri perché il quadro non è ancora completo. Lavori in corso, è proprio il caso di dirlo per Giocare Italia perché l'approccio è "costruttivo". E Chiacchio martedì 27 ottobre era a Roma, per partecipare ai tavoli istituzionali del momento e del caso. Sui ristori dice: "Mi piace ripetere che si può sempre fare meglio, soprattutto in questa circostanza c'è da dire che avremmo preferito rimanere aperti, perché amiamo il lavoro e ci piace guadagnarci da vivere e smettere di lavorare con un pieno di incertezze sulle spalle è faticoso. Le entrate si azzerano ma i costi vivi restano e allora bene le misure previste dal Governo con fondo perduto e credito di imposta sugli affitti; ammortizzeranno - afferma Chiacchio - ma non è sicuro che siano sufficienti".
 
Proprio per questa ragione il confronto con la politica, garantisce il numero uno di Giocare Italia, sarà costante. "Il settore - dichiara con forza - non può essere penalizzato ulteriormente, soprattutto non possiamo, e la politica non può permetterlo, che da questo nuovo stop tragga beneficio l'illegalità". Approccio dunque, come detto, costruttivo e di confronto ma Chiacchio non nasconde un certo risentimento per le decisioni del governo che hanno investito in modo particolare alcune categorie economiche del Paese: "Nessun caso di Covid-19, lo vogliamo sottolineare, è stato riscontrato nelle attività del gioco, nessun focolaio vi ha avuto origine e questo testimonia il rispetto delle regole e dei precisi protocolli di cui ci si è dotati per fronteggiare la pandemia. "Ieri - racconta Chiacchi a Gioconews.it - mi è capitato di prendere la metro nella capitale e quando sei lì dentro ti rendi conto che probabilmente sono proprio i mezzi pubblici il principale veicolo, tanto per restare in tema, di trasmissione del virus".
 
GIOCO PUBBLICO - "Il lockdown - ricorda Chiacchio - è sopraggiunto in un momento generalmente favorevole per il comparto del gioco mentre la riapertura è arrivata alle porte dell'estate quindi in un periodo di sostanziale calma piatta, subire un nuovo stop proprio quando si avvertiva una graduale ripresa ci mette in difficoltà". La sfida di 'Giocare Italia', dunque, è quella di portare sui tavoli del Governo tutte le istanze del settore: "Siamo arrabbiati - ammette il presidente della nuova confederazione - ma l'approccio è di confronto e condivisione per la costruzione di un percorso che ci riporti quanto prima a lavorare e produrre. Nessuna categoria può rimanere chiusa così a lungo, sono in ballo migliaia di posti di lavoro. Perciò - dichiara - continuiamo a lavorare per portare, all'attenzione di chi ha potere decisionale, proposte risolutive".
 
"La nostra - conclude Chiacchio - è una squadra, la confederazione vanta la presenza di rappresentanti di tante sigle associative con capacità, esperienza, professionalità e competenze. Ci sentiamo e ci confrontiamo costantemente per poi passare all'azione. Ho 63 anni d'età e 47 di esperienza, non mi mancano le forze necessarie per lottare con garbo e nel rispetto dei ruoli a difesa del gioco".
 
 
A questo proposito non si può non tenere in considerazione quanto dichiarato recentemente dal direttore generale Adm Minenna, intenzionato a scrivere il Testo unico dei giochi: "Piena disponibilità a partecipare al confronto che vorrà aprire con gli addetti, ci auguriamo che il numero uno dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli insieme all sottosegretario del Mef Baretta facciano uno sforzo congiunto per la riforma del settore, ippica compresa viste le annose difficoltà. Non possiamo più aspettare, il tempo logora le forze".

 

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