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Legge delegazione Ue, Senato: 'Media informino su divieto Adv gioco'

  • Scritto da Redazione

Il Senato approva l'articolo 3 della legge di delegazione europea, fornitori di servizi di media forniscano agli utenti informazioni anche sul divieto di pubblicità al gioco.

Si è parlato anche di divieto di pubblicità al gioco nel corso dell’esame congiunto del disegno di legge “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2019-2020” e dei documenti: “Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea (Anno 2020)” e “Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea (Anno 2019)” in discussione al Senato.

Palazzo Madama ha appovato l’articolo 3 del testo proposto dalla Commissione (Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (Ue) 2018/1808, recante modifica della direttiva 2010/13/Ue, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi), in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato).

L'articolo in questione stabilisce di “prevedere che i fornitori di servizi di media, comprese le piattaforme social, forniscano agli utenti informazioni sufficienti in merito a contenuti, anche pubblicitari, che possano nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, ivi compreso il divieto di pubblicità relativa al gioco d’azzardo, prevedendo inoltre specifiche misure nei confronti di chi utilizza profili fittizi di soggetti inesistenti ovvero tramite l’appropriazione di identità altrui, al fine di alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi o per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false”.
 
DEFICIT CULTURA COMPENSATI DA PRELIEVO SULLE SCOMMESSE - Restando al Senato, è stato pubblicato il dossier "Misure per l'emergenza Covid-19: 'scostamenti' di bilancio autorizzati e destinazione delle risorse" in cui si ricorda: “Le misure relative all’area Cultura, Sport e Spettacolo comportano complessivamente effetti netti peggiorativi del deficit per 1.218,1 milioni di euro nel 2020, 21,8 milioni di euro nel 2021 e 1,8 milioni di euro nel 2022. Per il 2020 tali importi risultano da maggiori spese che ammontano a 1.248,0 milioni di euro, parzialmente compensate da effetti netti di maggiore entrata pari a 29,9 milioni di euro (per lo più riferibili all’acquisizione all’erario di una quota della raccolta delle scommesse relative ad eventi sportivi, ai fini della destinazione al Fondo per il rilancio del sistema sportivo). Nel 2021, la maggiore spesa di 75,7 milioni è in parte compensata dalle maggiori entrate per 53,9 milioni provenienti dalla raccolta delle scommesse sportive (la stessa misura comporta invece nel 2020 entrate per 40 milioni). Nel 2022, la maggiore spesa di 5,7 milioni di euro è, altresì, parzialmente compensata da maggiori entrate per 3,9 milioni di euro”.
Inoltre, “Le misure relative ai contributi e incentivi alle imprese comportano complessivamente effetti netti peggiorativi del deficit per 6.609 milioni nel 2020, 2.117,7 milioni nel 2021 mentre nel 2022 si rileva un miglioramento del saldo di 259,1 milioni. Il miglioramento del saldo del 2022 è dovuto agli effetti di cassa derivanti dalla tassazione del maggior reddito conseguito in relazione agli sgravi contributivi concessi nel 2021. Infine, per quanto concerne la riduzione della contribuzione dovuta, le misure riguardano: l’esonero per le imprese appartenenti a filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, florovivaistiche, e vitivinicole nonché dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura dal versamento del contributo previdenziale e assistenziale dovuto dal datore di lavoro per il primo semestre 2020 (426,1 milioni nel 2020): l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione (363 milioni nel 2020 e 121,1 milioni nel 2021); l’esonero da versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2020 (371,8 milioni nel 2020 e 1024,7 milioni nel 2021); l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo determinato entro il 31 dicembre 2020 nel settore turistico e degli stabilimenti termali (87,5 milioni nel 2020 e 87,8 milioni nel 2021); l’agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate a seguito della crisi da Covid-19 (circa 1390 milioni nel 2020). Gli effetti delle misure indicate sono, talvolta, mitigati dai maggiori introiti fiscali conseguiti in relazione alla decontribuzione disposta”.
 
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