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Governo apre dossier Natale: ipotesi allentamenti ma non su giochi

  • Scritto da Redazione

Palazzo Chigi pensa a un allentamento di alcune restrizioni, ma con prudenza: difficile la riapertura dei locali di gioco.

Quando manca ancora più di un mese al Natale, il tema delle festività invernali e del Capodanno è già sul tavolo del Governo. Preoccupando, non poco, il premier Giuseppe Conte e i vari ministri coinvolti, nella volontà di trovare una (difficile) quadratura del cerchio che possa consentire di allentare la presa sugli italiani, già costretti a una socialità ristretta a causa del lockdown, ma senza pregiudicare la sicurezza nazionale vanificando gli sforzi compiuti fino ad oggi nel contenimento della pandemia.

Il premier, in queste ore, ha parlato più volte del Natale, spiegando più che altro la filosofia con cui intende affrontare le festività. L’idea che trapela da Palazzo Chigi è che, in linea con le altri capitali europee e nella massima prudenza possibile, “qualche allentamento ci sarà”. Se la curva del virus si sarà finalmente appiattita, dovrebbe finire il coprifuoco dalle 22 alle 5: la misura che sta più stretta al premier come a ogni cittadino.

Ma l'allentamento delle regole non riguarderà, con tutta probabilità, le attività di gioco pubblico, che molto probabilmente rimarranno serrate fino al nuovo anno. Ma non è ancora detta l'ultima parola, con la decisione che arriverà soltanto alla fine del mese, con in mano i dati sull'andamento dei contagi, oltre alla calcolatrice, con cui calcolare le ingenti perdite per l'Erario, che i giochi potrebbero riuscire a contenere, soprattutto durante le festività.

Tra le “concessioni” che potranno essere fatte dal governo agli italiani, quella di poter cenare e pranzare insieme la Vigilia e il 25 dicembre, ma con “pochi intimi” e rispettando le regole su mascherine e distanze. Il Dpcm potrebbe contenere una raccomandazione sul numero massimo di persone a tavola, ma l’idea di decidere per decreto se gli italiani debbano festeggiare con i parenti di primo o secondo grado, vorrebbe essere evitata da Conte.
 
DECISIONE ENTRO IL 3 DICEMBRE - Il nuovo Dpcm dovrà essere scritto entro il 3 dicembre ed è già partito il braccio di ferro con i rigoristi che considerano assurdo un allentamento proprio in questa fase. In particolare, il ministro della Salute Roberto Speranza ritiene troppo presto per valutare regole e allentamenti, con il suo consigliere Walter Ricciardi che boccia assembramenti e cenoni. Scienziati come Crisanti, Galli e Ippolito temono che il Natale possa diventare un’autostrada verso la terza ondata e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia condivide l’allarme. Per non deludere le aspettative degli italiani, tuttavia, il premier Conte cerca una formula che consenta “di non mortificare affetti e consumi”, senza far correre rischi al Paese. Una bella sfida: che - purtroppo per gli addetti ai lavori del comparto – non riguarda tuttavia il gioco pubblico.
 
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