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Bilancio, più di 7000 emendamenti: presto il punto sugli inammissibili

  • Scritto da Mr

Dalla lotteria degli scontrini alla proroga delle concessioni per il Bingo, addetti del gioco con gli occhi puntati sulle proposte di modifica alla manovra di Bilancio 2021.

Sono più di 7mila gli emendamenti al Bilancio 2021, presentati nel corso dell'esame della manovra a Montecitorio entro la scadenza di sabato scorso; mercoledì mattina, nel corso della seduta di V commissione della Camera (Bilancio appunto) sarà fatto il punto sulle proposte di modifica tecnicamente inammissibili.

Considerato l'alto numero di emendamenti depositati, è probabile che l'ufficio di presidenza della stessa commissione Bilancio, chieda ai gruppi politici di segnalare quelli ritenuti più importanti in modo tale da snellire i lavori dell'organismo parlamentare; anche perché, rispetto al solito, l'iter per la manovra contabile è stato avviato con almeno un mese di ritardo e i tempi per l'approvazione in Aula sono di conseguenza molto stretti.

Sul dossier c'è particolare attenzione anche da parte degli addetti del settore del gioco. Sono infatti diversi i provvedimenti inclusi in manovra che riguardano il comparto. Si va dalla lotteria degli scontrini, al Bingo, passando per l'ippica e le imprese creative. Enon mancano proposte di modifica agli articoli che intervengono in materia di gioco.

Con riferimento ai giochi pubblici, il Dipartimento bilancio segnala inoltre la disciplina della lotteria dei corrispettivi al fine permettere la partecipazione alla lotteria ai soli soggetti che fanno acquisti di beni o servizi esclusivamente attraverso strumenti che consentano il pagamento elettronico; ma anche le misure premiali per utilizzo strumenti di pagamento elettronici (cashback), chiarendo, tra l'altro, le somme riconosciute non concorrono alla formazione del reddito imponibile del beneficiario e non sono assoggettate ad alcun prelievo erariale.

EMENDAMENTI - Da Italia Viva ad esempio la proposta Ungaro di prorogare ancora di altri sei mesi l'avvio della lotteria degli scontrini, che in un altro emendamento chiede anche Fi (D'Attis), mentre da Trancassini e altri di Fratelli d'Italia arriva l'emendamento col quale si chiede la soppressione della stessa; ancora da Forza Italia, con una proposta di cui è prima firmataria Gelmini invece, si richiedono interventi per promuovere i pagamenti elettronici di importo ridotto, inferiore a 30 euro.

CONCESSIONI - I fari sono puntati soprattutto sul nuovo termine per l'attribuzione delle concessioni di gioco. Una proroga tecnica è quella proposta con gli emendamenti Lacarra (Pd) e D'Attis e altri (Fi): "(...) il termine di scadenza previsto per le concessioni in materia di gioco pubblico gestite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia fisiche che a distanza, sia già in proroga che in vigenza, è prorogato a titolo oneroso di trentasei mesi a far data dalla scadenza delle singole concessioni e a far data dal 1 gennaio 2021 per quelle già in proroga. Gli oneri concessori dovuti per la proroga di cui al comma 1 sono determinati con riferimento agli oneri corrisposti per la concessione originaria, proporzionati alla durata della proroga e inclusivi della quota parte relativa al contributo iniziale di concessione o alle corresponsioni dovute ad altro titolo in sede di affidamento della concessione, inclusi i diritti e corrispettivi a qualsiasi titolo corrisposti per gli apparecchi da intrattenimento. Gli oneri concessori determinati per legge e relativi alle concessioni già in proroga sono confermati nella stessa misura per la durata della proroga di cui al comma 1. Per i primi 18 mesi della proroga di cui al comma 1 gli oneri concessori non sono dovuti a titolo di ristoro economico per gli affidatari delle concessioni che hanno subito interruzioni del servizio prescritte in ragione dell’emergenza epidemiologica. Le procedure di gara relative alle concessioni in proroga sono indette entro sei mesi dalla scadenza dei termini di durata rimodulati dal comma 1. Restano fermi gli obblighi di presentazione di adeguate garanzie economiche, proporzionate alla ridefinizione dei termini temporali, secondo le prescrizioni definite con determinazioni del Direttore Generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli".

D'Attis propone anche che "a decorrere dal 1° gennaio 2021 le normative emanate da Regioni ed Enti Locali in materia di distanze minime dai luoghi sensibili ed orari di apertura degli esercizi di installazione degli apparecchi da gioco nonché di funzionamento degli apparecchi medesimi si intendono abrogate. In ossequio al dettato dell’Accordo siglato in sede di Conferenza Stato-Regioni in data 7 Settembre 2017 gli orari di interruzione dl funzionamento quotidiano degli apparecchi da gioco sono fissati come segue: dalle ore 24 alle ore 7. Le disposizioni successive all’entrata in vigore della presente legge di conversione che siano in contrasto con le disposizioni dei periodi precedenti sono nulle.”

Dallo stesso partito arriva anche un'altra proposta, l'approvazione della quale sarebbe molto importante per gli operatori del settore: "Nei contratti bancari sono nulle le clausole contrattuali che prevedono l’esclusione delle aziende che operano nella raccolta di gioco a mezzo degli apparecchi di cui all’art.110 commi 6 e 7 testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773sulla base della sola tipologia di attività. La presente disposizione si applica anche ai contratti stipulati in data antecedente all’entrata in vigore della presente legge di conversione.”

Con un'ulteriore proposta di modifica, all'articolo 205 della manovra, Osnato (Fratelli d'Italia) chiede inoltre: “Per l’anno 2021, in considerazione dei mesi di chiusura della rete di vendita dovuti all’emergenza sanitaria in corso, il pagamento della somma da versare a titolo di proroga delle concessione è determinato in euro 3.750 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di euro 2.250 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici”. Lo stesso deputato, insieme ad altri dello stesso partito, converge sulla posizione di altri gruppi per la proroga delle concessioni di 36 mesi.

Come noto, la proroga delle concessioni già contemplata in manovra di Bilancio è quella per la raccolta del Bingo: con l'articolo 205 la scadenza viene infatti posticipata di 24 mesi, rispetto a quella dalla legislazione vigente, fino al 31 marzo 2023. Con il provvedimento si stabilisce che il versamento del canone dovuto dai soggetti che operano in regime di proroga della concessione scaduta, relativo ai mesi da gennaio 2021 a giugno 2021, possa essere effettuato entro il giorno dieci del mese successivo, nella misura di 2.800 euro per ogni mese o frazione di mese superiore ai quindici giorni e di 1.400 euro per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni. Si consente di pagare la quota residua per la copertura dell'intero ammontare del canone di proroga con rate mensili di pari importo, con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno, a partire dal luglio 2021 ed entro il 10 dicembre 2022.

BINGO - Un emendamento di Forza Italia (D'Attis) chiede di inserire l'articolo 205 bis: "al fine di garantire la continuità dell’operatività delle Sale Bingo, a decorrere dal 1° gennaio 2021 il prelievo erariale ed il compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo sono fissati nella misura rispettivamente del 8% e dell'1% del prezzo di vendita delle cartelle ed il montepremi è conseguentemente stabilito in almeno il 73% del prezzo della totalità delle cartelle vendute in ciascuna partita. Il concessionario versa il prelievo erariale e il compenso in maniera differita entro novanta giorni dal ritiro delle stesse e, comunque, entro il 15 dicembre di ciascun anno per il periodo relativo all'ultimo bimestre. L'importo costituente prelievo erariale deve essere coperto da idonea cauzione e su di esso sono dovuti interessi legali, calcolati dal giorno del ritiro fino a quello dell'effettivo versamento. 

2. Al relativo onere, pari a 36 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021 si provvede mediante riduzione del fondo di cui al comma 542 della legge 11 dicembre 2016, n232, come incrementato dall’articolo 19, comma 1 lettera b) del decreto legge. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157.

Nella lunga lista di emendamenti da esaminare e discutere, anche quelli che intervengono sul Preu, per il quale novità sono state già introdotte nel Ristori quater e anche modifiche per quanto concerne il settore ippico, per il quale, assieme ad altre voci, lo Stato conta, dal 2023 di ridurre le spese del Mipaaf per 5,5 milioni di euro.

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