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Bilancio 2021, tra gli emendamenti anche ippica e scommesse

  • Scritto da Redazione

Tra le proposte di modifica degli articoli in materia di gioco nella Legge di Bilancio 2021, ci sono anche quelle sulla tassazione delle scommesse nel comparto dell'ippica.

Prosegue in V commissione alla Camera l'iter sulla legge di Bilancio 2021 e mentre si attende la giornata di mercoledì per conoscere quali tra gli oltre 7mila emendamenti sono ammissibili alla discussione, fra i presentati sono numerosi quelli in materia di gioco e in particolare tesi a modificare gli articoli 194 e 205 della manovra. Negli atti avanzati dai diversi gruppi politici, alcuni riguardano l'ippica.

Il caso, ad esempio, è quello della proposta Mancini (Pd), che chiede di inserire il seguente articolo: "A decorrere dall’anno 2021, negli ippodromi può essere commercializzato il gioco lecito a condizione che i locali siano accessibili unicamente dall’interno degli ippodromi stessi. Con decreto direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative della presente disposizione".

Sulle scommesse interviene Russo di Forza Italia che propone il 194 bis come segue: "Al fine di uniformare la tassazione nel settore delle scommesse ippiche a quelle sportive e di sostenere la filiera ippica colpita dall’emergenza pandemica Covid-19, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, in coerenza con l’articolo 15, comma 3, lettera a), della legge 28 luglio 2016, n. 154, il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui al comma 1053 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, nel caso in cui nei precedenti 12 mesi solari la raccolta di dette scommesse, rilevata bimestralmente, raggiunga 300 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 34 percento e per il “gioco a distanza” al 38 percento, nel caso in cui nello stesso periodo di misurazione la raccolta di dette scommesse raggiunga 400 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 25 percento e per il “gioco a distanza” al 29 percento e nel caso in cui nello stesso periodo di misurazione la raccolta di dette scommesse raggiunga 500 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 20 percento e per il “gioco a distanza” al 24 percento. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 percento a titolo di imposta unica e per il 67 percento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli”.
 
Nella lista degli emendamenti tesi a introddurre provvedimenti in materia di ippica, non manca poi quello proposto da Sani (Pd), sulla stessa lunghezza d'onda del deputato Fi: "Al fine di uniformare la tassazione nel settore delle scommesse ippiche a quelle sportive e di sostenere la filiera ippica colpita dall’emergenza pandemica Covid-19, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, in coerenza con l’articolo 15, comma 3, lettera a), della legge 28 luglio 2016, n. 154, il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui al comma 1053 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, è stabilito nella misura del 20 percento, per la rete fisica, e del 24 percento per il gioco a distanza. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il 67 percento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli”.
 
Dal M5S è Cassese a proporre l'inserimento di un articolo sulla materia: "Al fine di uniformare la tassazione delle scommesse ippiche a quella applicata alle scommesse sportive e di sostenere la filiera ippica colpita dall’emergenza pandemica Covid-19, a decorrere dal 1 gennaio 2021 e secondo il disposto dell’articolo 15, comma 3, lettera a), della legge 28 luglio 2016, n. 154, il prelievo, per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, nonché per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli inserite nei palinsesti complementari di cui all’articolo 1 comma 1053 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, applicato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, nel caso in cui nei precedenti 12 mesi solari la raccolta di dette scommesse, rilevata bimestralmente, raggiunga 300 milioni di euro, è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 34 percento e per il “gioco a distanza” al 38 percento. Nel caso in cui, nello stesso periodo di misurazione, la raccolta di dette scommesse raggiunga 400 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 25 per cento e per il “gioco a distanza” al 29 percento; nel caso in cui, nello stesso periodo di misurazione, la raccolta di dette scommesse raggiunga 500 milioni di euro, il prelievo è ridotto, rispettivamente, per la rete “fisica” al 20 percento e per il “gioco a distanza” al 24 per cento. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 percento a titolo di imposta unica e per il 67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse, nonché delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli.
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