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Novelli (Forza Italia): 'Gioco, regolare senza strangolare'

Roberto Novelli (Forza Italia) auspica riordino del gioco pubblico chiaro, organico e semplice, e critica l'operato del Governo nella gestione della pandemia, a cominciare dal doppio lockdown imposto al settore.

Le polemiche si faranno più avanti, quando la pandemia sarà, se non un brutto ricordo, almeno un problema in via di soluzione. Ma la gestione dell'emergenza coronavirus da parte del Governo Conte 2 è oggetto di analisi critica da parte delle opposizioni.
Anche per quanto riguarda le scelte che sono state imposte al settore del gioco: una prima chiusura completa dall'8 marzo e sino a metà giugno e poi una seconda, con il Dpcm e il successivo decreto le cui disposizioni sono in scadenza il 15 gennaio, ma che verranno probabilmente prorogate almeno fino al 31 gennaio.

A tracciare un primo bilancio sull'operato dell'Esecutivo, tuttora alle prese con la “seconda ondata” e con le decisioni che dovrà prendere nelle prossime settimane è il deputato di Forza Italia Roberto Novelli, componente della commissione Affari sociali di Montecitorio.

Il 2020 si sta chiudendo con grandissime difficoltà in Italia. Ritiene che il Governo Conte 2 abbia gestito adeguatamente l'emergenza Covid-19?
“Come rappresentante delle istituzioni nella prima fase della pandemia ho sostenuto l'azione del Governo perché in una situazione come questa era necessario cercare di essere critici, certo, ma in termini positivi. Purtroppo il tempo che è trascorso tra la fine della prima ondata e la seconda che stiamo vivendo adesso lo ha fatto senza che il Governo abbia attivato le procedure necessarie per trovarci più pronti. Penso alla scuola, ai trasporti pubblici, per proseguire con un maggiore coordinamento con le Regioni, nel rispetto delle loro competenze ma efficace, in quanto è il Governo ad avere il compito di gestire le pandemie. Adesso naturalmente non è il momento delle polemiche ma quello che stiamo vivendo è la conseguenza di inadempienze che stiamo pagando, al di là degli annunci quotidiani”.
 
Quali sono le priorità che il Governo deve porsi, nei mesi a seguire?
“Le priorità che il Governo dovrà porsi sono le stesse che avrebbe dovuto porsi nei mesi precedenti. Innanzitutto, quello di essere e di creare una cabina di regia che possa coordinarsi in modo efficace con le Regioni per poter decidere insieme le azioni da applicare e le cose da fare su ogni singolo territorio. La pandemia non si affronta usando un metodo uguale per tutta la Penisola. La priorità che il Governo avrebbe dovuto affrontare da subito è quella della scuola, in quanto stiamo uccidendo una generazione impedendole di andarci ma riempiendoci la bocca con la didattica a distanza che invece in molte parti del Paese, fosse anche per soli motivi tecnologici, non sta funzionando a dovere. La scuola è la cosa fondamentale. Poi c'è il coordinamento con le singole Regioni e le singole sanità regionali: troppe incertezze, ritardi contraddizioni. Tutto ciò dà l'idea di un Paese in confusione ed è il comandante in capo che ne deve rispondere, ossia il Governo”.
 
Il gioco è stato tra i settori più colpiti, al momento di decidere le misure più opportune per combattere la pandemia. Ha condiviso questa scelta del Governo?
“In linea generale - e non sono l'unico a pensarla così - l'individuazione delle attività da limitare in molti casi mi è sembrata, per restare nel tema, più il frutto di una lotteria casuale (o meglio, di una roulette russa) che di una valutazione ponderata.
Il settore dei giochi, da questo punto di vista, è un bersaglio facile purtroppo, vista la pregiudiziale negativa che caratterizza sul tema le principali forze al Governo.
In molti casi, il punto di equilibrio per contemperare salute e attività economiche si sarebbe potuto trovare in una più stringente regolazione e in una differenziazione fra esercizi, a seconda delle dimensioni e delle possibilità di afflusso. Questo vale, a mio avviso, per le sale da gioco, ma anche per altre attività”.
 
Come si può e deve sostenere l'industria del gioco legale, messa a dura prova da mesi di lockdown? Ritiene che le misure messe in campo siano sufficienti?
“Purtroppo il lockdown è solo l'ultima di una serie di gocce che rischia di far traboccare il vaso: l'introduzione di regimi normativi sempre più restrittivi, accompagnati da misure fiscali e oneri a tratti vessatori, va ormai avanti in modo incrementale da anni.
La pandemia si abbatte, quindi, su un terreno già martoriato: per affrontare la situazione, quindi, non bastano certo i piccoli 'cerotti' via via applicati dal Governo, ma occorre mettere mano a una riforma organica, che auspico segnata da un approccio attento a tutte le esigenze in campo, ma senza venature moralistiche. Regolare, senza strangolare”.
 
Oltre alla pandemia, l'industria del gioco è anche alle prese con una giungla normativa. Auspica che si arrivi all'attesa riforma del gioco a livello nazionale e quali dovrebbero essere le linee guida da seguire?
“Come ho detto prima, occorre una riforma organica. La 'promessa' contenuta nel decreto Dignità, secondo cui il Governo avrebbe dovuto presentare una proposta in tal senso nei successivi sei mesi, ha fatto purtroppo la fine che io avevo preconizzato anche in Aula: è caduta nel nulla. Questo succede quando si usano le norme per fare gli annunci.
La nuova normativa deve essere chiara, organica e semplice; serve un testo unico in cui gli operatori possano trovare tutti i riferimenti; deve essere cristallino, poi, il riparto di competenze fra Stato e Regioni, con una chiara individuazione dei margini di differenziazione che su ogni territorio si possono adottare”.
 
A suo modo di vedere, le disposizioni del decreto Dignità che vietano totalmente la pubblicità del gioco legale hanno raggiunto il loro obiettivo di tutelare i giocatori? Anche alla luce delle grandi difficoltà del settore sportivo, sarebbe possibile e opportuno modificarle?
“Non credo che queste previsioni abbiano prodotto un grande impatto sulla lotta alla ludopatia, o almeno un effetto tanto rilevante da pareggiare le difficoltà poste in capo agli operatori economici.
Condivido quanto peraltro ribadito anche nell'audizione dell'ex prefetto di Firenze, Laura Lega, in commissione Antimafia, in estate: lo strumento più efficace per contrastare l’illegalità è la presenza di una normativa che ponga dei limiti all’attività, ma, al contempo, risponda alla richiesta di gioco lecito, che fisiologicamente proviene dalla popolazione; bilanciamento che certo non può ritenersi effettuato da opzioni legislative che, di fatto, si risolvono nell’impossibilità di installare centri di raccolta del gioco lecito. Il proibizionismo, la storia ce lo insegna, non ha mai funzionato fino in fondo”.
 
LUI CHI È?! - Roberto Novelli è nato a Udine il 25 febbraio del 1962. Già assessore comunale in Friuli, è stato eletto deputato con Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia. È stato consigliere regionale dal 2008 al 2018.
 
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