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Conte a lavoratori del gioco: 'Ristori insufficienti? Però sono arrivati'

  • Scritto da Redazione

Botta e risposta 'volante' fra Conte e Campanella (Emi Rebus) a proposito della chiusura e della crisi del gioco legale, dal premier l'impegno a valutare le istanze presentate dal settore.

"Noi non siamo i concessionari, siamo i lavoratori.
Siamo imprenditori.
I ristori non sono sufficienti, con quello che è arrivato non paghiamo neanche un mese".

"Però sono arrivati? Però sono pochi, ok".

"Ci aiuti, presidente".


I protagonisti di questo scambio di battute sono Tonia Campanella, presidente dell'associazione Emi Rebus, organizzatrice del sit-in al femminile del comparto del gioco legale di ieri (e oggi) nella piazza romana di Montecitorio, e il premier Giuseppe Conte, che è stato raggiunto mentre si divideva fra le domande dei giornalisti dopo un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dedicato alla possibile crisi di Governo.

La presidente di Emi Rebus quindi aggiunge a GiocoNews che oltre a quanto si è visto nelle dirette andate in onda su tutte le tv nazionali, il premier, poco prima di essere travolto dalle telecamere e dalla folla, ha manifestato il proprio impegno a "vagliare l'istanza depositata ieri" dall'associazione.

Campanella, dal canto suo, dopo il documento inviato ieri, ha lasciato un'altra copia nelle mani del segretario di Conte.

Il "faccia a faccia" è arrivato dopo la richiesta formale di audizione al premier e al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri presentata dalla stessa associazione nella serata di ieri, e reieterata appunto stamattina, sempre a Montecitorio, dove le lavoratrici del comparto hanno di volta in volta intercettato i politici che si trovavano a transitare per la piazza.
 
Come raccontava a GiocoNews.it Campanella pochi minuti prima del breve scambio di battute con il premier, "a Montecitorio è presente una piccola delegazione rappresentativa in piazza, stiamo fermando gli onorevoli che scendono. Attendiamo almeno una data di convocazione, ma la questione è molto complicata al momento, visto che al Governo c'è fermento. Questo il motivo per cui queste porte ancora non si aprono.
Ci hanno rassicurate che saremo contattate per avere modo di esporre la situazione".
 
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