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Ecco il nuovo Dpcm: ufficiale la chiusura del gioco fino al 5 marzo

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Crollano le speranze degli operatori del gioco pubblico con il nuovo Dpcm che proroga le chiusure al 5 marzo.

Le attività di gioco rimarranno serrate fino al prossimo 5 marzo 2021. Così ha deciso il governo, nella stesura definitiva del nuovo Dpcm pronto a entrare in vigore a partire da sabato 16 gennaio - che GiocoNews.it ha potuto visionare in anteprima - confermando le anticipazioni delle scorse ore. Una notizia che fa quindi crollare definitivamente ogni minima speranza di poter vedere ascoltate le ragioni dei lavoratori del comparto, anche alla luce delle ultime proteste e dei vari "warning" provenienti da più parti, sia rispetto al crollo economico e occupazione che scaturisce da una decisione di questo tipo, ma anche del rischio di illegalità diffusa sul territorio.

Nonostante tutto questo, il governo ha mantenuto la linea, pur riabilitando al tempo stesso altre attività che - come il gioco - erano state ritenute "non essenziali" fino ad oggi. Con il gioco che rimane quindi una delle pochissime attività "superflue", secondo il legislatore. Come del resto ribadito apertamente anche dall'avvocatura di Stato, in occasione della recente udienza al Tar del Lazio. Gli unici a far compagnia al mondo dell'intrattenimento sono: cinema, palestre e piscine.

Nel nuovo Dpcm (in allegato), confermando la stessa formulazione delle volte precedenti, all'Articolo 1 vengono indicate e ribadite le "Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale". Tra queste, al punto 10 si legge come "Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure" indicando alla lettera l) che "sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente".
 
LE ALTRE MISURE - Rimangono confermate tutte le altre misure di sicurezza generiche: "è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva; per i bambini di età inferiore ai sei anni; per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità".
Inoltre è "fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico".
Rimane in vigore anche il coprifuoco "Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo" e "sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".
Le disposizioni del nuovo Dpcm "si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021". E naturalmente si applicano a tutti: anche "alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione".
 
VERSO IL DL "RISTORI V" - Nel frattempo è stata approvata anche la richiesta di scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro, attraverso il Consiglio dei Ministri che si è svolto nella serata di ieri, che risultava necessaria per poter garantire il ristoro di tutte le attività chiuse dal governo. Tra le quali, appunto, il gioco risulta ormai in prima posizione. Almeno in quelle delle chiusure, mentre diverso continua ad essere il posizionamento del comparto nel novero dei ristori, non essendo ancora tutte le attività della filiera considerate e, sopratutto, essendo ritenuti insufficienti i fondi destinati al settore. 
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