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Gioco, crisi e nodo riaperture: ipotesi commissario straordinario

  • Scritto da Marta Rosati

Appello dei pubblici esercizi al Governo per le riaperture: 'Basta classificare gioco e altre attività come non essenziali', sul tavolo del ministro Patuanelli l'ipotesi di aiuti e commissario.

L'ultimo Dpcm emanato come è noto prevede la chiusura di sale gioco, scommesse, bingo e casinò fino al 5 marzo, ma la volontà di rialzare le serrande e riprendere a lavorare, da parte degli addetti, è così forte già da tempo che nella giornata di lunedì 18 gennaio le associazioni di categoria e le forze sindacali dei pubblici esercizi in generale hanno avviato un confronto col Governo finalizzato alle riaperture in sicurezza.

Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti, in particolare, hanno portato sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico un documento unitario contenente le linee guida per consentire una ripresa delle attività  in sicurezza. La richiesta: "Ripresa della ristorazione serale in zona gialla, attività aperte almeno fino alle 18 in zona arancione. Serve ingranare una marcia diversa che inverta la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei pubblici esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività 'non essenziali'. Le nostre imprese non sono interruttori, ma da sempre tengono accesa la luce in tutto il Paese: oggi meritano questo rispetto".

Quello rivolto al ministro Stefano Patuanelli, alla presenza della sottosegretaria al Mise Alessia Morani e dei sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, un vero e proprio accorato appello perché al settore dei pubblici esercizi sia restituita dignità "attraverso un piano ben definito che conduca a una riapertura in sicurezza dei locali. Una riapertura anche graduale, purché stabile e in grado di garantire l’effettiva possibilità di lavoro a 300mila imprese, che negli ultimi 12 mesi hanno registrato circa 38 miliardi di euro di perdita di fatturato".

Patuanelli, in videoconferenza, ha coinvolto anche il suo collega Roberto Speranza titolare del dicastero alla Salute per un prossimo incontro teso a definire più nel dettaglio il percorso verso un ritorno alla normalità. Sul tavolo non manca l'ipotesi di un commissario straordinario per gestire la situazione emergenziale e di profonda crisi del settore. Dal confronto è emerso che al comparto dei pubblici esercizi, già col decreto Ristoridovrebbero essere erogate risorse per 7 miliardi.

"Nel 2020 il mondo della ristorazione è rimasto chiuso in media 160 giorni - hanno denunciato le associazioni di categoria -, mentre le imprese di catering e i locali di intrattenimento hanno di fatto perduto l’intero anno. Nonostante gli investimenti già fatti dagli imprenditori del settore – spiegano Fipe e Fiepet - siamo disponibili a implementare i protocolli sanitari, coinvolgendo anche il Comitato tecnico scientifico, con l’obiettivo di riprendere l’attività serale di ristorazione nelle Regioni gialle e dare la possibilità ai locali di restare aperti almeno sino alle 18 nelle zone arancioni".

Al ministro Patuanelli è stato chiesto di rafforzare le misure economiche a sostegno del settore, rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi a fondo perduto su base annua, ma anche esentare i Pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021, prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi, intervenire sulle locazioni commerciali, prorogando di altri 4 mesi il credito d’imposta e incentivando i locatori a ridurre i canoni ed estendere a 15 anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a 800mila euro garantiti dal Fondo Centrale di garanzia.

"Provvedimenti straordinari - è stato spiegato - per far fronte a un’emergenza straordinaria, che rischia di far scomparire un settore che dà lavoro a 1,2 milioni di persone e rappresenta una componente essenziale della filiera agroalimentare e dell’offerta turistica del nostro Paese”.

Da parte del ministro la disponibilità a valutare le richieste e la programmazione di un nuovo tavolo di confronto con il Ministro della Sanità e con il Comitato tecnico-scientifico per discutere sulle modalità di ripartenza del settore intervenendo sui protocolli sanitari.

 

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