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Forza Italia: 'Gioco discriminato dalle banche, Governo intervenga'

  • Scritto da Redazione

D'Attis, Mulè, Ruggieri e D'Ettore (FI) interrogano il Governo per chiedere se intenda assicurare la tenuta del gioco legale e porre fine alle discriminazioni delle banche nei confronti del settore.


Alla Camera, nel bel mezzo della crisi di Governo, si torna a parlare di "tenuta della filiera del gioco legale" e di discriminazioni delle banche nei confronti delle aziende del settore.
L'occasione è offerta dalla presentazione dell'interrogazione a risposta scritta firmata dai deputati D'Attis, Mulè, Ruggieri e D'Ettore (Forza Italia), che si aggiunge alle istanze in proposito giù avanzate dallo stesso D'Attis (con un emendamento alla legge di Bilancio, ritenuto inammissibile), dal senatore forzista Massimo Mallegni o, fuori dalle stanze della politica, dal direttore generale di Adm Marcello Minenna o dalle associazioni, da As.tro a Saparpassando per l'Eurispes.


Nell'interrogazione, D'Attis, Mulè, Ruggieri e D'Ettore ricordano che la filiera della raccolta del gioco legale di Stato mediante apparecchi "ha una regolamentazione fondata su una normativa molto articolata che si sostanzia nel Tulps, nei Decreti attuativi dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e nelle norme contenute nella convenzione di concessione stipulata dai concessionari di rete; la convenzione di concessione prevede che, per tutti i contratti stipulati, le piccole e medie imprese che operano la raccolta del gioco di Stato prestino garanzia bancaria o assicurativa; a questo si aggiunge l’obbligo di tracciabilità dei flussi (art12 comma 6 della Convenzione di Concessione) che obbliga all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili e quindi ad avere a disposizione un conto corrente".
 
A tal proposito, i forzisti segnalano che "le imprese in questione si vedono attualmente destinatarie di pratiche discriminatorie da parte della maggior parte degli istituti bancari (come riportato nell’interrogazione D’Attis 4/04526) che non di rado procedono a chiudere conti correnti o a non aprirne, anche ai dipendenti delle aziende, per non meglio precisate motivazioni etiche; nelle ultime settimane quasi tutti gli istituti bancari e le compagnie assicurative stanno richiedendo la prestazione di garanzie collaterali del 100% per il rilascio o per il rinnovo delle fidejussioni. Tale onere, mai stato richiesto prima, viene sollecitato in un momento così delicato a tutte le aziende anche in assenza di ritardi di pagamento da parte delle stesse; le imprese di gestione all’interno di detta filiera operano la raccolta, trasferiscono in banca le somme per poi versarle sul conto dal quale partono i bonifici per gli esercenti e vengono prelevate mediante Rid le somme di spettanza del concessionario e dell’Erario (il compenso del concessionario, il canone Adm ed il Preu, attualmente pari al 24 percento delle somme giocate)".
 
Le piccole e medie imprese di gestione hanno quindi "necessità di disporre di un conto corrente bancario, anche in ossequio all’obbligo di tracciabilità dei flussi dell’atto di convenzione di concessione, pena il blocco degli apparecchi, la successiva segnalazione ad Adm e la risoluzione contrattuale da parte del concessionario; per ciò che concerne la richiesta di garanzie collaterali (del 100 percento) per il rilascio o il rinnovo delle fidejussioni tale richiesta rappresenta una vera e propria vessazione in quanto non è prevista da alcuna normativa e soprattutto in questo momento è un onere a cui le piccole e medie imprese del gioco pubblico non possono far fronte andando incontro al mancato rilascio della garanzia e conseguentemente al rischio di risoluzione contrattuale da parte del concessionario; le imprese interessate dalle pratiche descritte sono insostituibili per il funzionamento della filiera del gioco pubblico, cosicché la loro messa a rischio rappresenta la messa a rischio di un presidio di legalità e di un introito erariale di quasi sette miliardi di Euro (dati da Libro Blu Adm 2019)".
 
Per poi chiedere "quali iniziative il Governo intenda attuare al fine di evitare il proliferare dei fenomeni descritti che stanno mettendo a rischio la complessiva tenuta della filiera del gioco legale di Stato" e se l'Esecutivo ritenga che "le banche o le compagnie assicurative possano discriminare i propri clienti in ordine all’attività commerciale loro svolta e quali iniziative intenda mettere in atto affinché tale discriminazione non sia più perpetrata" e se "possa essere messa a rischio l’esistenza di un settore che per l’anno 2019 ha garantito quasi sette miliardi di gettito erariale (dati libro blu Adm 2019)".
 
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