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Il gioco in piazza a Milano, Monti e Senna (Lega): 'Ripartire in sicurezza'

  • Scritto da Daniele Duso

Il gioco legale scende in piazza anche a piazza Duomo a Milano, la parola ai politici della Lega Senna e Monti.

 

Milano - Il gioco legale si è dato appuntamento anche a Piazza Duomo, a Milano, per ribadire e dare voce alle richieste portate avanti anche nella Capitale. E a prendere la parola, sono stati anche dei politici lombardi.

Gianmarco Senna, consigliere regionale lombardo della Lega, afferma: "Siamo qui per solidarizzare con gli imprenditori e con i lavoratori delle imprese del gioco legale. È assurdo che ci sia una discriminazione della categoria, se ci sono le condizioni per lavorare in altri settori in totale sicurezza è giusto che le stesse condizioni valgano anche per loro. È una categoria che lavora alla luce del sole, nel pieno rispetto della legge, che paga le tasse e che quindi ha tutti i diritti, come i doveri, di tutte le altre categorie di lavoratori".

Ora "chiediamo di cambiare registro. È chiaro che il discorso dei colori non funziona più, non può funzionare. Ci sono dei protocolli che erano stati dati dal Cts, chi sta dentro a queste regole è giusto che riprenda a lavorare, che sia un parrucchiere, un ristoratore o un operatore del gioco legale. Non è che poi la domanda di gioco non ci sia stata. Semplicemente si è fatto un favore al gioco illegale o alle multinazionali".

Emanuele Monti, presidente commissione sanità della Regione Lombardia e sempre della Lega, aggiunge: "Noi siamo sempre stati molto chiari, sia con il Governo che in Commissione sanità e in Conferenza stato-regioni, la questione principale è ripartire in sicurezza. È stato imposto agli operatori economici, anche a quelli del gioco lecito (che in Italia occupa 150mila lavoratori) di organizzarsi per mettere in sicurezza le proprie strutture e creare le condizioni per poter svolgere l'attività di sicurezza, poi però senza alcuna spiegazione, senza alcun motivo, con un dpcm sono stati obbligati alla chiusura. Probabilmente più per una questione ideologica che per una questione di senso."

Inoltre, "aggiungiamo anche un altro fatto, legato al tema della ludopatia. Noi della Lombardia siamo una delle regioni più avanzate per quello che attiene la responsabilità etica sanitaria su temi come quello del gioco. Proprio per questo la domanda che io mi pongo è: se il gioco fisico viene bloccato con Dpcm per questioni ideologiche, il gioco online continua a esserci. Allora fatemi capire, perché il gioco online è ancora più rischioso, perché negli ultimi mesi la gente è rimasta chiusa in casa, davanti a internet, e i dati che ci arrivano dall'osservatorio epidemiologico Lombardo solo di un forte incremento del gioco online. Allora possiamo solo dire che questa azione ha portato al contrario di quello che i promotori volevano fare, cioè ad un aumento del rischio di ludopatia, perché l'online non si controlli. Favorendo peraltro tutte aziende che lavorano fuori dei confini nazionali, che non pagano le tasse sicuramente in Italia, ma forse non le pagano neanche a Malta o in Irlanda. Si parla di un gettito di molto inferiore, per lo Stato, ma non è che quei soldi non siano stati giocati. Sono stati giocati su canali che molto probabilmente hanno poco a che fare con la legalità.

Noi della Regione Lombardia ci siamo, presto faremo un'audizione in Commissione attività produttive, con la mia presenza come Sanità, per portare l'attenzione sull'istanza dei lavoratori del gioco legato, che sono lavoratori come tutti gli altri è meritano pari dignità".

 

 

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