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Orlando (ministro Lavoro): 'Supporto ad attività più legate a socialità'

  • Scritto da Redazione

Il ministro del Lavoro Orlando auspica supporto alle attività legate a socialità, ristori rapidi, riforma ammortizzatori sociali e riaperture solo dopo aver valutato impatto delle vaccinazioni.

“La ripartenza troverà una condizione economica che non sarà quella di un equilibrio adeguato rispetto all’andamento delle imprese e quindi credo che una situazione di supporto alle imprese sarà ancora necessaria a tutte le attività, soprattutto a quelle legate alla socialità, al tempo libero, a quelle che vedono più persone stare insieme e quindi correre rischi più forti di contagio. La cosa importante però è procedere il più rapidamente possibile con la vaccinazione, quella è l’unica vera strada, tutti gli altri discorsi della riapertura in sicurezza scontano sempre un margine di rischio molto grande, la vera sicurezza che ci permette di parlare di normalità, passa attraverso l’accelerazione della vaccinazione”.


A dirlo è il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ai microfoni di Rtl 102.5, all’interno del programma radiofonico "Non Stop News", intervistato in materia di riaperture, vaccinazione nei luoghi di lavoro e sostegni alle imprese.


“Fino a qui gli interventi hanno contenuto un disagio che è fortissimo e di cui ci rendiamo conto e ciò che è successo ieri (con gli scontri a Montecitorio fra ristoratori, commercianti e forze dell'ordine nell'ambito delle manifestazioni di protesta sulle conseguenze economiche dei lockdown, Ndr) mi fa capire che dobbiamo procedere rapidamente ad interventi di ristori. Il problema è che, in quel disagio, si inserisce anche chi cerca di strumentalizzare la situazione, c’è bisogno di intervenire anche per evitare che questo produca guai più grossi alla tenuta democratica”.
 
Quanto all'ipotesi di riaprire alcune attività fin dal 20 aprile, Orlando è netto. “Penso che sia sbagliato deprimere le persone, ma anche alimentare aspettative che poi non si realizzano, penso che adesso dobbiamo vedere i primi impatti della vaccinazione e quanto può incidere effettivamente sulla mortalità. Credo poi che sia giusto fare delle valutazioni ad ogni step e capire quali sono gli adeguamenti che si possono fare. Dividersi tra chi vuole aprire e chi vuole tenere chiuso mi sembra un esercizio abbastanza stupido, lavoriamo tutti quanti perché da qui a qualche settimana la vaccinazione abbia raggiunto gli obiettivi più ambiziosi possibili”.
 

In materia di lavoro, alla luce del Rapporto Istat sulla competitività delle imprese, fresco di pubblicazione, il ministro sottolinea: "Bisogna innanzitutto lavorare su una riforma degli ammortizzatori sociali perché dobbiamo dare anche alle imprese che attraverseranno ancora mesi difficili, degli strumenti per gestire la crisi e poi sulle politiche attive del lavoro. Abbiamo una crisi che non è dovuta solo al calo del Pil, ma che è dovuta anche in molti ambiti, alla difficoltà di incrociare la domanda e l’offerta di lavoro e ci stiamo lavorando perché ritengo che siano priorità assoluta”.
 

Altro tema "caldo" è quello delle vaccinazioni, oggetto di un protocollo appena firmato insieme con il ministro della Salute, Roberto Speranza, i rappresentanti dei sindacati e delle imprese. 
“Si continuerà secondo le indicazioni che sono state date sulle fasce vulnerabili, e una volta esauriti questi target, accanto al canale della sanità territoriale, come i medici di base e le farmacie, ci sarà la possibilità di vaccinarsi sui luoghi di lavoro per le imprese che avendo i requisiti minimi, aderiranno a questo protocollo. Questo vale sia per le imprese singole che per quelle più piccole che si uniscono per individuare un luogo dove vaccinare o utilizzare i laboratori dell’INAIL per le imprese che non dispongono degli spazi sufficienti.
“Le imprese dovranno comunicare i requisiti alle aziende sanitarie locali e mediamente tramite il medico del lavoro dell’azienda si potrà procedere alla vaccinazione e potranno partecipare, i dipendenti, i titolari, il datore di lavoro, ma anche quei lavoratori che temporaneamente svolgono una funzione in quell’azienda, quindi non solo i dipendenti in senso stretto”, ricorda Orlando.
“Si procederà cronologicamente secondo le richieste, poi spetterà alle regioni smistare il traffico e definire anche le modalità logistiche con le quali realizzare la consegna. La cosa importante è che oltre al canale tradizionale ce ne sarà un altro e per le imprese e sarà un’opportunità per vedere vaccinati più rapidamente i propri dipendenti e quindi arrivare più vicini ad una fase di sicurezza sul luogo di lavoro. La data è molto legata all’approvvigionamento delle dosi di vaccini che, in questo momento, è rimesso alle valutazioni del ministero della Sanità.
Nel protocollo è deciso che le dosi vengano girate alle regioni che attraverso le aziende sanitarie dovranno smistare i vaccini alle aziende che a loro volta si metteranno nelle condizioni di procedere al ritiro delle dosi e di portarle poi nel luogo dove verranno somministrati i vaccini e procedere alla vaccinazione”.
 
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