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Ddl gioco Piemonte, operatori: 'No a distanziometro e a troppe ore di chiusura'

  • Scritto da Fm

Acadi ed As.tro protagoniste, insieme con Gruppo Abele e Federconsumatori, della mattinata di audizioni in commissione sul Ddl sul gioco del Piemonte.

Nelle commissioni consiliari del Piemonte entra nel vivo la discussione del progetto di modifica della normativa vigente sul gioco presentato dalla Giunta attraverso il disegno di legge regionale n. 144 che, se tutto andrà come auspicato dai suoi firmatari, dovrebbe arrivare all'esame dell'Aula entro il mese di giugno.

Nella mattinata di oggi, 9 giugno, a confrontarsi sul testo sono stati i rappresentanti di alcuni operatori del settore – le associazioni Acadi ed As.tro – e del sociale, come il Gruppo Abele e la Federconsumatori Piemonte, auditi in seduta congiunta dalle commissioni III, IV e per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, dopo Sapar e Libera la scorsa settimana.

 

Acadi ha presentato una dettagliata serie di osservazioni al Ddl, punto per punto, apprezzando il coinvolgimento delle “associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore” tra i soggetti attuatori della legge, ed evidenziando l’opportunità della partecipazione di rappresentanti delle imprese di settore anche alla sezione tematica Gap presso l’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze patologiche previsto nel testo.
 
Acadi ne approfitta anche per sottolineare “la ridotta validità dei distanziometri come strumenti di concreta prevenzione e, soprattutto, cura delle dipendenze patologiche”, ricordando come la Società italiana di psicopatologie ne abbia evidenziato il carattere sostanzialmente espulsivo dell’offerta legale, “lasciando spazio libero ad ogni offerta illegale e perfino criminale, di apparecchi da gioco come di altri prodotti di gioco. Non si condivide, quindi, l’ulteriore utilizzo di tale soluzione (all'articolo 12) quale forma di prevenzione primaria, seppure per le sole nuove aperture”.
 
Inoltre, per l'associazione è opportuno, “per l’applicazione della disposizione più agevole, precisare che non costituisce nuova installazione la sostituzione degli apparecchi per guasto o vetustà in corso di validità del contratto, ovvero in caso di rinnovo o stipula di contratto con differente gestore o concessionario, a condizione che il numero di apparecchi installati presso il locale rimanga invariato”.
 
Quanto alle limitazioni orarie, oggetto dell’articolo 14 del Ddl, si evidenzia: “La positività della impostazione di un’unica disciplina regionale, evitando regolamentazioni differenti tra comuni che, in altri territori, generano effetti controproducenti e disorientamento tra gli esercenti; la correttezza della differenziazione tra esercizi dedicati all’offerta di gioco ed esercizi aventi attività principale diversa; la difformità, in eccesso, del numero di ore di chiusura dell’attività da quanto riportato nell’Intesa intervenuta in Conferenza unificata (quindi, sottoscritta anche dalla Regione Piemonte rappresentata dalla Conferenza delle Regioni) il 7 settembre 2017 la quale indicava 'fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana di gioco'”.
 
Infine, Acadi ribadisce, “come già esposto in precedenti audizioni e documenti, la rilevanza del ripristino di una offerta che era pienamente lecita al momento della sua forzata estromissione in applicazione della legge regionale vigente”.
 
Difende strenuamente la legge in vigore il Gruppo Abele. “Vogliamo ribadire e testimoniare l’efficacia dell’attuale legge -  spiega Pasquale Somma del Gruppo Abele - il gioco è il fenomeno che vediamo più in crescita, incontriamo sia giocatori patologici sia indiretti, cioè familiari spesso anziani che si rivolgono a noi. Dalle loro testimonianze comprendiamo che non avere le slot machine a portata aiuti a ridurre il gioco, diminuendo la tentazione e l’illusione della vincita come scorciatoia per fare qualche soldo. Non ci pare questo il tempo più opportuno per rilanciare il gioco d’azzardo”.
 
Quanto ad Assotrattenimento, Massimo Piozzi del Centro studi sottolinea: "La legge prevede un tetto massimo degli apparecchi che si possono installare in un territorio, per cui anche la retroattività incontra questo limite. Anche in assenza di slot machine, ci sono persone spesso anziane che passano le giornate nei bar o nei tabaccai ad acquistare gratta e vinci e giocare alle lotterie istantanee. Chi è dipendente dal gioco non si fa scoraggiare dal percorrere 500 metri. Secondo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la magistratura c’è stata una ripresa del gioco illegale allarmante, nonostante la chiusura delle sale gioco in pandemia. La Cgia di Mestre segnala che siamo passati da 284 a 799 verbali per apparecchi illegali sequestrati, con incremento del 181 percento e le imposte evase sono passate dai 470 mila euro del 2018 agli oltre 4,5 milioni del 2020”. Questo il motivo per cui Assotrattenimento rinnova la necessità di riformare la legge regionale del Piemonte, "soprattutto nella parte che prevede la retroattività". E citando uno degli interventi precedenti, Piozzi ricorda che "i rappresentanti del Gruppo Abele, ascoltati in audizione, hanno detto che dal 2016 in poi c’è stato un grosso afflusso di utenti presso i loro centri di ascolto dedicati al gioco patologico: l’obiettivo della legge era eliminare o ridurre la ludopatia, quindi questo equivale a dire che la legge non ha funzionato". Assotrattenimento sottolinea "gli effetti devastanti dell’espulsione del gioco lecito sul piano dell’occupazione e della legalità: da parte della maggioranza abbiamo trovato particolare attenzione, molto scetticismo invece da parte dell’opposizione, che non crede al rapporto causa/effetto tra l’espulsione del gioco legale e il rifiorire del gioco illegale", evidenzia Piozzi. "Riteniamo che l’esclusione degli esercizi generalisti dal nuovo disegno di legge – quindi l’espulsione del gioco dal territorio – avrebbe gravi ripercussioni sulla tutela della legalità" e "abbiamo sottolineato anche il danno che questa esclusione comporterebbe alle piccole e medie imprese italiane che si occupano di gestione degli apparecchi".
 
Giovanni Prezioso, presidente Federconsumatori Piemonte, invita ad “ascoltare le famiglie interessate da questo problema. Il giocatore patologico ruba in casa, rovina la famiglia, vi chiediamo di non prendere in considerazione questa proposta per non creare ulteriori danni. Con le nuove regole si verificherebbe un aumento della diffusione delle slot machine, che sono l’aspetto più pericoloso perché si possono trovare facilmente nelle tabaccherie o nei bar”.
 
Nel corso dell'audizione sono intervenuti per approfondimenti Claudio Leone (Lega) sui numeri effettivi e sulla eventuale crescita del gioco patologico dal 2016 a oggi.
I consiglieri Giorgio Bertola (M4o) e Marco Grimaldi (Luv) si sono concentrati sull’articolo 18 della nuova legge, denunciando il rischio di approvare una norma illegittima per chi ha dismesso gli apparecchi dopo il 2016 e una “sanatoria” per chi non si è adeguato: oggi potrebbe fare richiesta di reinstallarli purché non si superi il tetto previsto dalla legge.
Il presidente Alessandro Stecco ha chiesto ulteriori delucidazioni sul possibile collegamento tra Asl ed esercenti per segnalare i soggetti patologici, e sul rapporto tra capillarità degli apparecchi di “gioco veloce” e patologia.
 
Domani, 10 giugno, le commissioni si riuniranno nuovamente per la consultazione di Ires Piemonte.
 
 
IL DDL N° 144 - Tra le novità proposte dal disegno di legge della Giunta si segnalano: l'accertamento della maggiore età e la conseguente possibilità di utilizzo degli apparecchi per il gioco attraverso idoneo lettore del codice fiscale o della tessera sanitaria posizionato su ogni apparecchio del gioco lecito, nel rispetto della normativa in materia del trattamento dei dati personali; la Regione istituisce, presso l’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze patologiche (Oed Piemonte), la Sezione tematica sul Gap, con funzione consultiva; vengono stanziati 955mila euro annui per la lotta e il contrasto delle ludopatie, grazie all’utilizzo dei fondi ministeriali per la tutela della salute e il contrasto al gioco patologico; per rendere omogenee sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco, i titolari delle sale da gioco, delle sale scommesse e degli spazi per il gioco sono tenuti, nell'arco dell'orario di apertura previsto, a rispettare le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco. Fasce orarie che, a differenza del passato, saranno omogenee per tutto il territorio regionale, in modo da scongiurare il rischio del 'pendolarismo del gioco'".
Inoltre, il distanziometro a 400 metri dai luoghi considerati sensibili (tra cui compro oro, bancomat, scuole, ospedali) non trova applicazione nei casi in cui il rispetto delle distanze ivi previste venga meno per fatti sopravvenuti, cioè nel caso in cui l’apertura di questi luoghi sensibili avvenga cronologicamente dopo l’apertura dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco legale.
Viene poi introdotto il logo regionale e si istituisce la giornata “Slot, no grazie!” Inoltre, chi ha dismesso gli apparecchi in forza della legge 9/2016 può rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Pertanto si elimina l’effetto di retroattività della vecchia legge.
 
 
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