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Piemonte, Ires: 'Legge 2016, gioco in calo e minime perdite occupazionali'

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

In audizione in commissione, Ires Piemonte ribadisce che la legge del 2016 ha prodotto un calo dei volumi di gioco del 15 percento e 'perdite minime' sul fronte occupazionale.

Nella mattinata di oggi, 10 giugno, al consiglio regionale del Piemonte si è tenuta la seconda seduta settimanale delle commissioni consiliari III, IV e per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi dedicata al progetto di modifica della normativa vigente sul gioco presentato dalla Giunta attraverso il disegno di legge regionale n. 144

Un confronto cominciato ai primi di giugno con la richiesta di Alessia Milesi, presidente dell’associazione Sapar per Piemonte e Valle d’Aosta,  di "un approccio meno demagogico e più realistico alla questione", per tutelare l’imprenditoria del territorio e i posti di lavoro, lavorando "sull’informazione e sulla formazione dei cittadini, a partire dai giovani, rendendoli capaci di un approccio più consapevole e maturo al gioco”.

Per poi entrare nel vivo ieri, quando ad essere auditi sono stati, oltre al Gruppo Abele e Federconsumatori Piemonte, i rappresentanti delle associazioni di settore. Acadi ha portato l'attenzione sull'iniquità dell'applicazione del distanziometro e di limiti orari troppo estesi come strumento di prevenzione del gioco patologico. Mentre As.tro ha rinnovato la necessità di riformare la legge regionale del Piemonte, "soprattutto nella parte che prevede la retroattività", e ricordato gli "effetti devastanti dell’espulsione del gioco lecito sul piano dell’occupazione e della legalità".
 
Oggi quindi è stato il turno di Ires Piemonte, istituto pubblico di ricerca che svolge indagini in campo sociale ed economico, con l'obiettivo di aiutare la Regione nella progettazione delle politiche e nella valutazione della loro efficacia.
In audizione, l’Ires conferma quanto aveva detto nelle precedenti occasioni in cui era stato sentito dalla Commissione con i dati che arrivano fino al 2019, con le parole del presidente, Vittorio Ferrero: “Le restrizioni sulle slot machine introdotte in Piemonte dalla legge regionale 9/16 hanno prodotto, tra il 2016 e il 2019, una riduzione di 15,2 punti percentuali sui volumi di gioco e di 19,1 punti percentuali sulle perdite dei giocatori rispetto alla media nazionale. Nel medesimo lasso di tempo non risultano incrementi evidenti a favore del gioco online, mentre gli effetti occupazionali registrano perdite minime nel settore dei giochi e saldi positivi nel settore delle tabaccherie.
Per quanto riguarda l’occupazione – afferma ancora Ferrero - nel settore lotterie e sale da gioco si è registrato un calo di 12 unità nel 2016 e di 38 nel 2017 e l'aumento di 1 unità e di 3 rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Sul fronte tabaccherie, nei medesimi anni vediamo +41, +35, +53 e +26 assunti. Gli effetti del ridurre le ore per poter accedere al gioco risultano indubbiamente maggiori nei Comuni in cui le ordinanze sono state più stringenti e, tra il 2016 e il 2019, i pazienti a carico dei Servizi sanitari per disturbi legati al gioco d’azzardo sono passati da 1.327 a 1.054".

Sono intervenuti per approfondimenti il capogruppo di Liberi uguali verdi Marco Grimaldi e Alessandro Stecco (Lega) per chiedere di sapere quante sale siano rimaste aperte in deroga alla legge 9/16 e quanto questo abbia influito nella diffusione del gioco patologico. A Giorgio Bertola e Francesca Frediani del Movimento 4 ottobre, Ferrero ha risposto che “gli utenti del gioco d’azzardo sono soprattutto uomini e le fasce di età maggiormente a rischio sono quelle tra i 18 e i 40 anni”.
Monica Canalis, intervenuta per il Partito democratico con Diego Sarno e Domenico Ravetti, sempre Ferrero ha risposto che “è in corso una ricerca sugli adolescenti per comprendere se ci siano eventuali connessioni nel passaggio tra il gioco per motivi ludici e quello per denaro”.
Sarah Disabato (Movimento 5 stelle), sottolineando che “il tema delle impese è centrale nell’eventuale modifica della legge 9/16”, ha chiesto di conoscere quante aziende del settore si siano ricollocate o riconvertite dal 2016.
 
I COMMENTI SUI SOCIAL – Subito dopo l'audizione, sono “fioriti” i commenti politici sui social media. A cominciare dalla consigliera Canalis: “Il nuovo disegno di legge, non solo limita i poteri dei sindaci sulla definizione degli orari di apertura e discrimina gli imprenditori onesti che si sono adeguati alla legge regionale 9/2016, ma non ha neppure un significativo impatto occupazionale, visto che non prevede alcuno strumento di formazione per riqualificare gli operatori del gioco, né strumenti per riconvertire il settore.
Semplicemente, fa una sanatoria per gli imprenditori che hanno scientemente disatteso la legge vigente.
Questo disegno di legge va quindi fermato, perché è esclusivamente finalizzato a compiacere e favorire impropriamente alcuni imprenditori, a danno della salute e delle tasche dei piemontesi”.
Restando sui social, in queste ore fa molto discutere la petizione “Fuorigioco”, lanciata dal Movimento 5 stelle del Piemonte per raccogliere firme contro l'abrogazione della normativa vigente. Un'iniziativa alla quale sarà possibile aderire s partire da sabato 12 giugno presso i banchetti allestiti nei principali comuni del Piemonte, e contro cui si scaglia il gruppo regionale della Lega, sempre sui social. “I 5 Stelle raccolgono le firme per mettere al bando il gioco lecito che la Lega sta invece difendendo insieme con migliaia di posti di lavoro. Ma forse i grillini non sanno che proprio il gioco lecito garantisce un gettito fiscale che da solo copre il 90 percento del finanziamento del loro reddito di cittadinanza, come ricorda la Cgia di Mestre. Quando si dice la coerenza…”.
 
 
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