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Piemonte, legge gioco: i dubbi dei rappresentanti del sociale

Riprendono, al Consiglio regionale del Piemonte, le audizioni sul Ddl sul gioco: rappresentanti del sociale ribadiscono la richiesta di una linea dura.

Il Piemonte continua a discutere sul gioco e sul Ddl n. 144 "Contrasto alla diffusione del Gioco d'azzardo patologico” presentato dalla Giunta regionale. Caritas diocesana, Società italiana tossicodipendenze (SIDT) e Fondazioni antiusura sono stati ascoltati stamani, 15 giugno, dalla III Commissione, Economia e industria, e dalla IV Commissione Sanità, assistenza, servizi sociali, politiche degli anziani, riunitasi in seduta congiunta con la Commissione Legalità del Piemonte, rispettivamente presiedute dai presidenti Claudio Leone, Alessandro Stecco e Giorgio Bertola.

Se da una parte il nuovo Ddl non soddisfa a pieno gli operatori del gioco legale, come abbiamo riportato stamani parlando della memoria inviata ai presidenti delle commissioni, a firma della presidente Maria Luisa Coppa, dalla Confcommercio Piemonte, dall'altra chi difende la vecchia legge torna a portare i suoi dubbi, e qualche dato, a chi deve prendere una decisione.

LA CARITAS - "Più che un articolato ex novo", sottolinea Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana di Torino e delegato regionale della Caritas Piemonte e Valle d'Aosta, "sarebbe meglio un approfondimento di alcuni elementi già contenuti nella legge: penso alla prevenzione, ad  azioni volte all’uso responsabile del gioco nelle scuole; alla stabilizzazione delle procedure di arginamento. Si impone oggi una scelta delle priorità, evitando la concorrenza tra bisogni di salute e bisogni economici. Al fianco di un dettato normativo regionale", conclude Dovis, "occorre lavorare per migliorare anche la legislazione nazionale, coinvolgendo gli enti del terzo settore”.

SOCIETÀ ITALIANA TOSSICODIPENDENZE - "I dati epidemiologici di cui disponiamo provengono da due fonti principali: l’Istituto superiore di Sanità e il Consiglio nazionale delle ricerche", riporta Paolo Jarre, della Società italiana tossicodipendenze. "Le misure restrittive della legge 9 riguardano soprattutto gli apparecchi automatici di gioco, le slot. In Italia, nel 2019, gli italiani hanno giocato 110 miliardi di euro, 50 miliardi solo negli apparecchi. Nell’ultimo anno ha dichiarato di aver giocato almeno una volta ad un gioco in denaro il 30-40 per cento degli italiani. I giocatori di apparecchi automatici di gioco, nelle stime del Cnr si attestano intorno al 5,9 per cento degli italiani e intorno all’8,1 per cento per Istituto di sanità. Si tratta di persone che giocano 50 miliardi di euro e ne perdono 10. I giocatori di apparecchi automatici, solo nel 2019, sarebbero tra l’uno e i due milioni. Quando parliamo di apparecchi parliamo di una droga pesante e dunque chi li utilizza è un giocatore patologico con problematiche che afferiscono ai servizi dipendenze”.

FONDAZIONI ANTIUSURA - "Esprimiamo grande paura", dice invece Roberto Mollo, rappresentante delle Fondazioni antiusura San Matteo, La Scialuppa e Fondazione San Martino, "per il fatto che vengano eliminati i distanziamenti previsti dalla legge del 2016, penso ad esempio al distanziamento tra le sale giochi  e i bancomat che facilitano più prelievi nell’arco di poche ore. Maggiore è l’offerta più aumentano le possibilità di essere attirati dal gioco. Siamo anche preoccupati che il ripristino delle distanze tra slot e scuole, parrocchie, luoghi di aggregazione, favoriscano la possibilità di poter giocare". Lo stesso Mollo ha ricordato davanti alle Commissioni che ogni anno in Piemonte le Fondazioni rispondono a circa un migliaio di richieste di interventi, di queste il 25-30% riguardano problemi di azzardopatia.

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI - Al termine delle audizioni sono poi intervenuti alcuni consiglieri fra cui Domenico Rossi (Pd) per chiedere la possibilità di audire nelle prossime settimane l’Istituto superiore di sanità e il Cnr in quanto fonti istituzionali autorevoli per approfondire l’aspetto epidemiologico del gioco d’azzardo; Giorgio Bertola (M4O) che ha chiesto quali siano le azioni che il Consiglio potrebbe migliorare ai fini del contrasto alla ludopatia, fermo restando l’impianto della legge 9; Marco Grimaldi (Luv) che, alla luce delle valutazioni tecnico scientifiche esposte, ha chiesto se la Giunta si sia confrontata con le associazioni sulle clausole valutative della legge o sulle nuove possibili soluzioni; Monica Canalis (Pd) ha invece rivolto alcune domande rispetto alla natura epidemiologica dei pazienti affetti da gioco patologico (se provengono da sale gioco, online), ribadendo la necessità di fare lobby  per il bene comune e non per interessi economici.

LE AUDIZIONI DI DOMANI - Nella giornata di domani, mercoledì 16 giugno, continua il ciclo di audizioni. Davanti alla riunione congiunta della Commissione IV con la Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, a partire dalla 9.30 si presenteranno i rappresentanti di Eurispes, Cgia-Mestre, Ordini dei Medici, Psicologi e Assistenti Sociali, nonché dei Sindacati Confederali Cgil, Cisl e Uil, che porteranno le loro opinioni in merito al disegno di legge regionale n. 144.

 

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