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Ddl gioco Piemonte alla 'prova' dell'Aula il 22 giugno, lo spettro delle barricate

  • Scritto da Fm

Il Ddl sul gioco sarà all'esame del Consiglio Piemonte il 22 giugno, si preannuncia una nuova seduta fiume, con le minoranze pronte a fare le barricate.

 

La prossima settimana al consiglio regionale del Piemonte si preannuncia infuocata, e non per via delle temperature estive.

Secondo quanto apprende GiocoNews.it da alcuni consiglieri della Lega, la maggioranza porterà all'esame dell'Aula il disegno di legge n° 144, presentato dalla Giunta ed incentrato sull'eliminazione della retroattività della normativa sul gioco del 2016, nelle sedute in programma il 22 e 23 giugno.

 
Un Ddl fresco di bocciatura del Consiglio delle autonomie locali, che ha espresso parere negativo soprattutto per via delle norme sulla riduzione del ruolo dei Comuni, con la mancanza del potere di ordinanza da parte dei sindaci per individuare ulteriori luoghi sensibili e in ordine alle fasce orarie di interruzione dell’esercizio del gioco. Il Cal poi ha criticato  la carenza di uno stanziamento adeguato di risorse per sostenere i Comuni nella gestione dei relativi servizi sociali volti alla prevenzione del gioco, al recupero delle persone coinvolte e al sostegno alle relative famiglie, mentre ha dato parere favorevole alla Pdl 53 (primo firmatario Giorgio Bertola) che integra l’elenco dei luoghi sensibili rispetto ai quali è vietata la collocazione degli apparecchi per il gioco ed interviene sulle limitazioni temporali all’esercizio del gioco dettando la misura massima di funzionamento, dispoenendo il fermo degli apparecchi per il primo giorno di pagamento delle pensioni.  
 
Uno “smacco” che non impensierisce la maggioranza - “è solo un parere consultivo, non vincolante”, rimarca uno dei consiglieri leghisti – ma, anzi, sembra spingerla con ancora maggior convinzione al confronto in Aula, e al lavoro sul testo, attualmente oggetto di qualche "ritocco".
Con l'auspicio di evitare quanto accaduto con la proposta di legge n° 100 a firma del consigliere Claudio Leone, “sospesa” dopo la presentazione da parte della minoranza di oltre 65mila emendamenti  che hanno, di fatto, paralizzato i lavori e reso impossibile ogni forma di discussione concreta sulla normativa.
Il Ddl della Giunta potrà infatti essere emendato, ma non è ancora ben chiaro “quanto” e "come".
 A complicare il quadro, all'ostruzionismo praticamente certo della minoranza, potrebbe aggiungersi l'astensione da parte dei consiglieri di Fratelli d'Italia.
 
Ma su questo punto intervengono il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni e il vicepresidente Andrea Cerutti, in una nota congiunta. "“Dopo aver ascoltato tutte le associazioni afferenti il mondo del gioco lecito e del contrasto alla ludopatia in Piemonte, siamo ancora più convinti che questo comparto che garantisce un lavoro onesto a migliaia di famiglie debba essere tutelato nella sua interezza. Piccoli imprenditori, Partite Iva, gestori e addetti alla filiera devono avere la certezza di continuare ad avere un’occupazione. In questo senso, continuano le nostre interlocuzioni con gli amici delle altre forze di maggioranza: siamo consapevoli che il testo approvato dalla giunta possa ancora essere migliorato, ma auspichiamo che le diverse sensibilità dei nostri alleati convergano su una totale abrogazione della legge 9/2016 e dell’abominio giuridico della retroattività che porta al suo interno. Un principio di equità e difesa dei posti di lavoro che deve valere per tutte le categorie - nessuna esclusa - colpite dagli effetti del provvedimento approvato dalla passata maggioranza di centrosinistra e che noi vogliamo cancellare. Questa è la volontà politica della Lega, recentemente confermata anche da una lettera inviata dalla Confcommercio nella quale si chiede espressamente di approvare un testo che non contenga discriminazioni tra le varie attività, ad esempio bar e tabaccherie”.
 
L'obiettivo è trovare una sintesi anche alla luce di quanto ascoltato nel corso delle audizioni nelle commissioni consiliari, con l'espressione di posizioni ovviamente agli antipodi da parte delle rappresentanze degli operatori del gioco e delle associazioni operanti nel sociale, o dai medici.
Se, infatti Sapar ha chiesto di tutelare i posti di lavoro esistenti e “lavorare sull’informazione e sulla formazione dei cittadini, a partire dai giovani”, Acadi ed As.tro hanno puntato il dito contro l'inefficacia dei distanziometri nell'ottica di una reale prevenzione del Gap, come fatto, peraltro, anche dall'Eurispes, mentre la Cgia Mestre ha riferito su pesante ridimensionamento dell'occupazione fra 2016 e 2019, con 1.700 addetti persi a causa del distanziometro, a cui vanno aggiunti altri 600 per l'incremento di tassazione del settore.
Numeri non condivisi da Ires Piemonte, istituto pubblico di ricerca che svolge indagini in campo sociale ed economico, con l'obiettivo di aiutare la Regione nella progettazione delle politiche e nella valutazione della loro efficacia. 
Sullo stesso lato della bilancia anche gli interventi di Caritas diocesana, Società italiana tossicodipendenze (Sidt) e Fondazioni antiusura, auditi solo due giorni fa, che hanno chiesto “approfondimenti” sulle norme dedicate a prevenzione del Gap, gioco responsabile e distanza delle attività dai luoghi sensibili.
 
Istanze che, in un modo o nell'altro, dovranno prendere in considerazione tutte le parti politiche coinvolte.
In quella che si preannuncia come una nuova tornata consiliare “di passione”, per chi siede in Aula, ma anche e forse soprattutto per i lavoratori del comparto, che la prossima settimana saranno nuovamente sotto Palazzo Lascaris in presidio.
 
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