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Piemonte, Procura Torino: 'Gap, repressione gioco ha effetti limitati'

  • Scritto da Redazione

Mattinata di audizioni sul Ddl sul gioco nelle commissioni consiliari del Piemonte, le posizioni espresse da Guardia di Finanza, Procura Torino e Servizi dipendenze patologiche.

Al consiglio regionale del Piemonte ultima giornata di audizioni in seduta congiunta delle commissioni III, IV e legalità sul Ddl sul gioco che approderà in Aula il 22 e 23 giugno. Questa mattina, 17 giugno, sono stati sentiti la Procura di Torino, la Guardia di Finanza e i Servizi per le dipendenze patologiche (Serd).


Per Cesare Parodi, magistrato della Procura di Torino, “il disagio sociale che può derivare dalla ludopatia è un aspetto tangibile. Non è facile intervenire su questo argomento in questo momento storico, conciliare salute e interesse economico è complicato. Vediamo che nel testo le due esigenze sono tutelate, una repressione drastica e radicale del gioco sarebbe destinata ad avere effetti molto limitati, perché convoglierebbe molti soggetti sull’online. Si può fare di più sulla tutela delle giovani generazioni e, soprattutto, verificare in maniera più precisa le ricadute illegali della ludopatia. Molte persone finiscono per rivolgersi a forme di finanziamento sia criminale e sia a quello che chiamiamo ‘l’usuraio di quartiere’, che non necessariamente ha legami con la criminalità. Possiamo usare le vittime per comprendere meglio la rete dell’usura. Va infine detto che è difficile tracciare una linea netta tra gioco legale e illegale, la criminalità converte le fonti illegali in attività legali”.
 
Il comandante della Guardia di Finanza di Torino, generale Luigi Vinciguerra,  illustra i dati degli interventi: “Il volume di gioco in Piemonte nel 2019 è stato di 4,5 miliardi di euro, ci sono 2700 soggetti operanti, 310 gestiscono apparecchi da divertimento e intrattenimento, 11 produttori, 1340 esercenti con slot machine, 457 con videolottery e 537 centri scommesse. Siamo intervenuti in maniera importante sul gioco illegale, abbiamo intensificato i controlli per tutelare i minori e recuperare mancato gettito erariale, abbiamo aumentato il numero di pattuglie sul territorio e incrementato le attività di intelligence per contrastare la criminalità. Sono stati chiusi 15 centri scommesse clandestini, verbalizzati 800 soggetti e sequestrati 940 apparecchi”.
 
Alla domanda del consigliere Domenico Rossi (Pd) sul possibile legame tra legge 9/2016 e aumento del gioco illegale, Vinciguerra spiega: "Non abbiamo evidenze di questo tipo e non possiamo affermare che ci sia una correlazione tra la legge e un’esplosione dell’illegalità. Il dato sull’illegalità non può essere certo, può essere stimato. Se non abbiamo chiarezza sull’incidenza delle norme sul gioco illegale, la valutazione politica è molto difficile”.
 
Federica Devietti Goggia, coordinatore del gruppo di lavoro sulle dipendenze Serd dell’Asl To3 mette l’accento sugli aspetti “ambientali” legati alla patologia del gioco: “Sono determinanti i fattori ambientali: la vicinanza delle macchinette ai luoghi che si frequentano abitualmente, gli orari di apertura che dovrebbero essere uguali dappertutto per evitare il pendolarismo dei giocatori, il controllo dell’età degli eventuali giocatori minorenni”.
Devietti Goggia ha affermato che “dal 2016 al 2019 c’è stata una riduzione del 20,6 percento dell’utenza dei servizi per le dipendenze da gioco. Inoltre il 60 percento delle persone intervistate dichiara di avere ridotto il volume di gioco complessivo in seguito alle restrizioni introdotte dalla legge del 2016 e il 72 percento si è detto d’accordo sulle limitazioni introdotte. Infine – ha concluso - per quanto riguarda il valore stimato del consumo di gioco in denaro, si è passati dal 41,9 percento del 2017 al 32,8 percento nel 2018”.

Durante la seduta sono intervenuti per domande e approfondimenti i consiglieri Diego Sarno (Pd), Sarah Disabato (M5s), Giorgio Bertola (M4o) e Marco Grimaldi (Luv).
 
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