Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Il gioco riapre, e torna sotto la lente dei Consigli di Liguria e Piemonte

  • Scritto da Francesca Mancosu

Per il gioco gli esami non finiscono mai: dopo la riapertura post Covid,  le Pdl in materia tornano sotto la lente nei Consigli di Liguria e Piemonte, aspettando lumi da Lazio ed Emilia Romagna.

Con l'estensione della zona bianca” a tutta l'Italia, ad eccezione della Valle d'Aosta – che ne beneficerà dal 28 -, il gioco pubblico riparte praticamente in tutte le regioni, con qualche giorno di anticipo rispetto al 1° luglio preventivato poche settimane fa, in virtù del decreto Riaperture di maggio. 

A rispettare questo limite sarà solo la Provincia di Bolzano, che pur essendo “bianca” da oggi, 21 giugno, ha deciso comunque di mantenere chiuse le location di gioco terrestre ancora per 10 giorni, per poi consentirvi l'accesso solo agli avventori dotati di “Coronapass”.

La Valle d'Aosta, invece, ha deciso di scegliere la linea opposta, e, anche se non inserita nello scenario di rischio più basso, di permettere il ritorno del gioco in sale e casinò già da questo venerdi.

 

Due orientamenti, e due modi di agire, decisamente contrapposti, paradigmatici, ancora una volta, di come le Regioni e le Province autonome si approccino al tema del gioco. Esercitando tutte le prerogative concesse loro in ordine alle proprie competenze in materia di tutela della salute pubblica, dando vita, nel tempo, all'ormai ben nota “questione territoriale” e all'espulsione massiccia delle attività del comparto legale da molte aree d'Italia.
 
IL NODO DEL RIORDINO - Un tema che, in questa fase di quiete (apparente, visti i nodi da sciogliere in materia di concessioni, tassazione e non solo), ritorna con forza d'attualità, anche alla luce del riordino ri-proposto dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dal reset delle leggi regionali caldeggiato più volte dal suo direttore generale, Marcello Minenna, ad esempio nell'open hearing tenuto alla fine di maggio con gli stakeholder del comparto a proposito della riforma del retail.
 
 
PIEMONTE, DDL ALLA PROVA DEL CONSIGLIO - A parlare di leggi sul gioco poi sono anche gli ordini del giorno di diverse regioni, alle prese con la modifica delle normative vigenti.
Con una settimana che si preannuncia “di fuoco” per il Piemonte, con l'esame in Aula del disegno di legge presentato dalla Giunta per eliminare la retroattività delle norme varate nel 2016, nelle sedute del 22 e 23 giugno, in calendario con orari proibitivi, fino alla mezzanotte.
Dopo le audizioni nelle commissioni consiliari delle scorse settimane, con gli operatori del gioco, le associazioni del sociale, le forze dell'ordine e istituti vari a presentare il proprio punto di vista sulla questione, i prossimi due giorni vedranno fronteggiarsi la maggioranza e la minoranza del Consiglio, a colpi di emendamenti.
Chissà se saranno meno dei 65mila presentati nella tornata di discussioni sulla proposta di legge del leghista Claudio Leone, poi “sospesa” per l'impossibilità di andare avanti, e sostituita proprio dal Ddl della Giunta. Che, probabilmente, è destinato a vedere qualche ritocco anche da parte dei suoi firmatari, per bilanciare le istanze di Lega e Forza Italia.
 
IN LIGURIA PROSEGUE L'ITER DELLE PDL DELLA MINORANZA - Restando fra le regioni forse più celebri in materia di normativa sul gioco, approdiamo in Liguria.
Qui l'attuazione di quanto varato nel 2012 è praticamente “congelata”, in virtù di quanto deciso nel 2018 dal consiglio regionale, che su input della Giunta Toti ha bloccato l'entrata in vigore del distanziometro fino al riordino nazionale, nel frattempo, come noto, mai avvenuto. Relegando quindi il tema in una sorta di limbo.
Almeno fino a poco tempo fa, quando questo stato di cose è stato in qualche modo smosso dalle proposte di legge n° 28 (dei consiglieri del Partito democratico Sergio Rossetti, Luca Garibaldi, Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Armando Sanna) “Modificazioni alla legge regionale 30 aprile 2012 n. 18 'Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo e patologico'" e n° 43 (di Giovanni Battista Pastorino, del gruppo Linea condivisa) “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico”. Sulle due Pdl oggi, 21 giugno, alla commissione Salute è in calendario un'audizione con i sindaci dei Comuni capoluogo della Liguria, il Garante regionale dei diritti dell’infanzia e adolescenza, i direttori generali delle Asl liguri; il presidente di Confesercenti Liguria, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, i presidenti dell’associazione No slot-Riprendiamoci la vita, della Fondazione antiusura di Genova, del Ceis, della Comunità San Benedetto al Porto e della Comunità Sant'Egidio, i responsabili della Caritas Diocesana di Genova e i portavoce del Comitato Mettiamoci in gioco.
Un nutrito parterre, che proverà a fare il punto sull'applicazione del distanziometro e le strategie regionali di prevenzione del Gap.
 
LAZIO IN ATTESA - Sullo sfondo, per modo di dire, poi c'è il Lazio, al lavoro per modificare la normativa attuale – che dal mese di settembre rischia di espellere dal territorio tantissime imprese e lavoratori del settore – secondo quanto promesso dalla stessa Giunta, con una proroga al settembre 2022 e l'impegno ad aprire un tavolo di lavoro sulle norme. Vista l'impossibilità, ricordata dagli operatori del comparto nelle audizioni di fronte alle commissioni consiliari, di delocalizzare le proprie attività, durante il lockdown e per la presenza di una serie pressoché interminabile di luoghi sensibili. Per farsene un'idea, basterebbe pensare a Roma, al numero e alla densità di chiese presenti nel suo comune, che rendono praticamente, una “missione impossibile” aprire una location di gioco. 
Per conoscere dove porterà la strada tracciata dalla Regione Lazio bisognerà però aspettare la discussione in Consiglio della proposta di proroga, inserita nel Collegato di Bilancio che figura ancora all'esame delle commissioni almeno fino ai primi di luglio, come da ordini del giorno pubblicato sul sito dell'istituzione laziale.
 
I TENTATIVI IN EMILIA ROMAGNA - A proposito di missioni impossibili, o quasi, questa settimana si potrebbe tornare a parlare anche di Emilia Romagna. È infatti attesa una risposta della Giunta alla proposta di concedere una moratoria di un anno almeno per le sale che ancora devono ricevere la lettera di chiusura da parte dei Comuni avanzata nel corso di un incontro con il  capo di Gabinetto Giammaria Manghi  dalle imprenditrici e dalle lavoratrici  del comitato Donne in gioco. Pronte, in caso di silenzio da parte della Regione, a convocare nuovi presidi e a richiedere nuove interlocuzioni, fedeli alla linea già portata avanti in altri territori.
Sperando di ottenere gli stessi buoni risultati.
 
Share