Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Ddl gioco Piemonte approvato, stop alla retroattività

  • Scritto da Fm

Il consiglio regionale del Piemonte approva il Ddl sul gioco, stop alla retroattività della legge del 2016: ecco le misure principali e le novità per gli operatori. No al ritorno delle slot nei bar.

 

Dopo un lungo e aspro dibattito, durato intere settimane e coronato dalle tre sedute di questa settimana, nel pomeriggio di oggi, 8 luglio, il consiglio regionale del Piemonte ha approvato il Ddl sul gioco a firma della Giunta, che garantisce lo stop alla retroattività della legge del 2016.

Il fulcro di questa nuova legge - che arriva a 5 anni di distanza da quella varata dal precedente Esecutivo (di centrosinistra) e quasi due mesi di distanza dall'entrata in vigore del distanziometro retroattivo anche per le sale da gioco e scommesse con autorizzazioni rilasciate dal 1° gennaio 2014 e sale scommesse con autorizzazioni risalenti al periodo tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016 - però non si esaurisce nell'eliminazione della retroattività, un traguardo comunque decisivo, anche se da essa restano esclusi gli apparecchi installati nei bar.

 

Cosa cambia per gli operatori del gioco piemontesi?  Il testo, di cui attendiamo la pubblicazione della versione emendata e definitiva, prevista fra una settimana, vieta l’attività di sale da gioco, sale scommesse e spazi per il gioco, e anche l’installazione di nuovi apparecchi, a una distanza inferiore ai 300 metri da luoghi sensibili (scuole, università, sportelli bancomat, compro oro e altri) nei comuni sotto i 5000 abitanti come da precedente legge, ridotta da 500 a 400 metri per quelli con più di 5000 abitanti.
Gli esercizi che hanno dismesso gli apparecchi dopo l’entrata in vigore della legge 9/2016, possono rivolgere istanza di reinstallazione, anche se intervenuti cambi di titolarità, senza che ciò sia equiparato a nuova installazione, purché non si superi il tetto massimo esistente a maggio 2016.
Vengono definite le fasce orarie da rispettare tassativamente: sale da gioco e sale scommesse dovranno interrompere le attività dalle 2 alle 10, gli spazi gioco per dieci ore giornaliere complessive, di cui otto ore consecutive nella fascia dalle 24 alle 8 e due ore nella fascia di uscita dalle scuole dalle 13 alle 15.
Tra le novità, in caso di nuove aperture (a cui sono equiparati l’installazione di nuovi apparecchi e il trasferimento in altro locale), non potranno essere posizionate slot nei locali di dimensione inferiore ai 25 mq, se ne potrà installare una in quelli tra 25 e 50 mq, e massimo due in quelli superiori a 50 mq.
La Regione Piemonte, si specifica all’articolo 10, considera l’assenza di apparecchi da gioco come elemento preferenziale per la concessione di patrocini, finanziamenti e benefici economici.
Rafforzati gli interventi di prevenzione sul gioco patologico, con una particolare attenzione a giovani e studenti.
I minori di 18 anni non potranno accedere a sale gioco e sale bingo in cui sono installati i video terminali e sarà vietato l’uso di apparecchi per il gioco. Il titolare sarà tenuto a identificare i minori chiedendo il documento di identità e l’uso delle slot sarà attivabile tramite codice fiscale o tessera sanitaria.
Le scuole primarie e secondarie predisporranno iniziative didattiche sui rischi del gioco, mentre in tutte le scuole - con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale - sono previste lezioni tematiche sul rischio di abusi del gioco online e su smartphone.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approverà il piano triennale di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio del gioco patologico, attraverso azioni di educazione, informazione e comunicazione.
Nello stesso periodo la Giunta lancerà il concorso per realizzare il logo “Slot, no grazie!” dedicato alle scuole di secondo grado. Il logo verrà diffuso su tutto il territorio piemontese anche grazie alla giornata dedicata che vedrà coinvolte scuole, università e Asl.

La legge prevede azioni specifiche anche su usura, sovraindebitamento e infiltrazioni criminali: d’intesa con le Camere di Commercio verranno realizzate campagne di informazione e sensibilizzazione e verranno promossi protocolli d’intesa con prefetture e forze dell’ordine.


 
IL COMMENTO DELL'ASSESSORE RICCA - “Quella che abbiamo approvato è una legge moderna che vuole fotografare il pericolo delle ludopatie in modo preciso e serio. La Regione, grazie a questo percorso che ha deciso di intraprendere, si doterà di strumenti di monitoraggio che potranno vigilare costantemente sul gioco patologico, su quello online e sul percorso di formazione che giovani e lavoratori del settore potranno iniziare grazie ai fondi stanziati contro la ludopatia - afferma l’assessore regionale Fabrizio Ricca -. Oltre a questo, era anche nostra intenzione tutelare i posti di lavoro del comparto del gioco legale. Pensiamo che la fondamentale esigenza di tutelare la salute pubblica, infatti, non debba mai scontrarsi con l’esigenza, altrettanto importante, di tutelare il diritto al lavoro. L’istituzione che cede all’idea di non poter controllare i fenomeni in modo sano e responsabile è un’istituzione che abdica alla sua stessa missione”.
 
LA LEGGE NEL DETTAGLIO -  La Regione, nell’ambito delle competenze in materia di tutela della salute e di politiche sociali e sanitarie, promuove interventi finalizzati alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione del rischio di dipendenza dal gioco d'azzardo patologico sul tessuto sociale, al rafforzamento della cultura del gioco misurato, responsabile e consapevole nonché al recupero delle persone che ne sono affette e al supporto delle loro famiglie e alla tutela delle fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione con particolare riferimento alla tutela preventiva dei minori e dei giovani.
Obiettivo di questa legge è promuovere la conoscenza, l'informazione, la formazione e l'aggiornamento degli esercenti, dei lavoratori dipendenti delle sale da gioco, sale scommesse e punti per il gioco con vincita in denaro, degli operatori di polizia locale e delle altre forze dell’ordine coinvolte, degli operatori sociali, sociosanitari e sanitari, nonché degli operatori delle associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare e dei volontari operanti nelle associazioni con riguardo al gioco d'azzardo patologico mediante tutti gli strumenti di comunicazione disponibili.
Proprio per questo, con deliberazione della giunta regionale, la legge disciplina i corsi di formazione finalizzati alla prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, in particolare attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio, favorendo, inoltre, con lo stesso personale formato, la realizzazione di un test di verifica che permetta una concreta valutazione del rischio di dipendenza. I costi per i corsi di formazione degli esercenti e dei lavoratori dipendenti sono a carico dei datori di lavoro e devono essere svolti in orario lavorativo.
Educazione e monitoraggio - Il consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’approvazione della presente legge, approva il Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio del gioco d'azzardo patologico, con validità triennale, al fine di promuovere e incentivare: interventi di monitoraggio e di prevenzione del rischio del gioco d'azzardo patologico mediante iniziative di sensibilizzazione, educazione, informazione e comunicazione; informare genitori e famiglie sui programmi di filtraggio e blocco dei giochi on line; l’assistenza e la consulenza telefonica, tramite l'estensione di numeri verdi esistenti, di un servizio specifico finalizzato a fornire un primo livello di ascolto, assistenza e consulenza telefonica per l'orientamento ai servizi, i cui riferimenti sono affissi su ogni apparecchio per il gioco lecito.
Maggiore attenzione a minori e gioco online - Gli istituti di istruzione primaria e secondaria predispongono, nell’ambito della propria autonomia, iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti il senso autentico del gioco e i potenziali rischi connessi all’abuso o all’errata percezione del medesimo. Al fine di incentivare l’informazione e l’educazione tra i minori sulle conseguenze derivanti dall’abuso dell’utilizzo di giochi e applicazioni on line, per computer e smartphone, vengono organizzate nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale (Usr Piemonte), lezioni tematiche volte ad educare, sensibilizzare ed informare le nuove generazioni sui rischi derivanti dall’abuso del gioco patologico d’azzardo e dalla dipendenza da gioco.
“Slot, no grazie!”- È istituito il logo regionale “Slot, no grazie!”. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, predispone un concorso per la progettazione grafica del logo regionale “Slot, no grazie!” la cui partecipazione è riservata agli istituti scolastici e a quelli formativi di secondo grado della Regione. La partecipazione è a titolo gratuito. La Regione istituisce la giornata “Slot, no grazie!” dedicata a sensibilizzare, in collaborazione con gli istituti di ogni ordine e grado e con le università, le nuove generazioni sul tema del contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico per prevenirne i rischi.
Test dipendenza gioco e pubblicità - La Regione rende, inoltre, disponibile tramite le Asl, un decalogo di azioni sul gioco sicuro e responsabile e i contenuti di un test di verifica per una rapida valutazione del rischio di dipendenza da gioco patologico d’azzardo. Il materiale fornito è esposto in luogo visibile e accessibile al pubblico. La Regione vieta gli spazi pubblicitari relativi al gioco lecito sui mezzi di trasporto pubblico locale e regionale per favorire l'adozione di un codice di autoregolamentazione. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco e sale scommesse . È altresì vietata, all'esterno dei locali che ospitano sale da gioco, sale scommesse, ricevitorie, agenzie ippiche e qualunque altro genere di attività che offre giochi con vincite in denaro, comunque denominati, qualunque forma di esposizione di cartelli, manoscritti e proiezioni video che pubblicizzano la possibilità di vincita ovvero vincite, di qualunque importo, appena accadute o risalenti nel tempo.
Distanze da luoghi sensibili e reinstallazioni - È interdetto l'esercizio delle attività in locali che si trovano a una distanza inferiore a trecento metri, calcolati secondo il percorso pedonale più breve, per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti, ed inferiore a quattrocento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti, dai seguenti luoghi sensibili: a) gli istituti scolastici d’istruzione secondaria; b) le università; c) gli istituti di credito, sportelli Atm e servizi di trasferimento denaro (money transfer); d) gli esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati ed altre attività creditizie; e) ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario; f) le strutture ricettive per categorie protette. Le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco non devono essere oscurate con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall'esterno.
Ai fini della presente legge sono equiparati a nuova apertura: a) l'installazione di apparecchi aggiuntivi, esclusa la sostituzione di apparecchi esistenti; b) il trasferimento dell'attività in altro locale.
A far data dall’entrata in vigore della presente legge ed entro il 31 dicembre 2021, i titolari degli esercizi pubblici e commerciali presso cui alla data del 19 maggio 2016 erano collocati apparecchi per il gioco, i quali, in attuazione di quanto disposto dalla l.r. 9/2016, hanno dismesso gli apparecchi, possono rivolgere istanza al soggetto competente e reinstallarli, anche qualora siano intervenuti mutamenti di titolarità, di variazione del concessionario ovvero della nomina di nuovo rappresentante legale, senza che ciò possa essere equiparato a nuova installazione, purché venga mantenuto un numero di apparecchi non superiore a quello già esistente alla data del 19/05/2016. 2. A far data dall’entrata in vigore della presente legge ed entro il 31.ì dicembre 2021, i titolari di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli presso cui alla data del 19 maggio 2016 erano collocati apparecchi per il gioco, i quali, in attuazione di quanto disposto dalla l.r. 9/2016, hanno dismesso gli apparecchi per il gioco possono rivolgere istanza al soggetto competente e reinstallarli anche qualora siano intervenuti mutamenti di titolarità, di variazione del concessionario ovvero della nomina di nuovo rappresentante legale, senza che ciò possa essere equiparato a nuova installazione.

Fondi per la lotta alla ludopatia - Gli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, quantificati in 955mila euro per ciascun esercizio finanziario trovano copertura nei trasferimenti ministeriali per la tutela della salute e il contrasto al Gap.
 
Dopo il sì al Ddl, ecco i commenti di alcuni consiglieri regionali.
SARNO (PD): "LA BATTAGLIA RIPRENDERÀ A SETTEMBRE" - "Oggi la maggioranza regionale ha approvato il disegno di legge, certificando la scelta di Cirio: ascoltati i diktat di Salvini preferendo le lobby alla salute", commenta il consigliere regionale Pd Diego Sarno. "Nel frattempo Cirio ha spaccato la sua maggioranza, con Fratelli d'Italia relegato all'irrilevanza.
Dimostrazione di questo si è avuta nel voto finale: 26 i voti per il numero legale, solo 25 favorevoli, 17 contrari, 3 astenuti, 1 non votante.
Nonostante le forzature, le scorrettezze, le centinaia di ore sprecate, le audizioni inascoltate, si arriva a questa sciagura di legge. Oggi chi ha capitale disponibile potrà investire nuovamente nel gioco d'azzardo, e chi ha capitale libero? L'unica soddisfazione parziale è l'aver ottenuto l'esclusione della maggior parte dei bar dai luoghi di gioco.
Vi facciamo una promessa però - conclude Sarno. Non è finita qui. A settembre, dentro e fuori l'Aula, la battaglia riprenderà. Pioveranno ricorsi, azioni di contrasto, giudizi di legittimità costituzionale. Noi non saremo complici della inevitabile risalita dei drammatici dati sulla ludopatia".
 
LEGA PIEMONTE: "IMPEGNO MANTENUTO" - A caldo, arriva anche il post sui social del partito che ha promosso il Ddl. "Il gruppo Lega Salvini Piemonte ha mantenuto l’impegno per la difesa di migliaia di onesti lavoratori: la Legge 9 del 2016 condannava il settore del gioco lecito ed è stata abrogata. Oggi è stato approvato un provvedimento che cancella l’abominio giuridico della retroattività, tutela i posti di lavoro, combatte le infiltrazioni della criminalità che prospera nell’illegale e fornirà nuovi e più incisivi strumenti e maggiori risorse per contrastare la ludopatia e per tutelare i nostri giovani. Una buona legge che abbiamo portato a casa nonostante la battaglia ideologica che le opposizioni hanno combattuto mentre davanti a Palazzo Lascaris si riunivano in presidio uomini e donne che chiedevano solo una cosa: poter continuare a lavorare onestamente. Cosa che finalmente potranno fare: l’obiettivo è raggiunto".
 
CERUTTI (LEGA): "ABROGATA UNA LEGGE SBAGLIATA" - "Abbiamo abrogato una legge sbagliata: io sono convinto che un buon legislatore debba capire quando una legge non produce gli effetti sperati e quindi deve essere modificata o abrogata. Noi oggi abbiamo abrogato una legge sbagliata, con un testo che mette più soldi per il contrasto al Gap - 955mila per ogni anno, quasi tre milioni in un triennio - e abbiamo ridato dignità al settore del gioco legale, ai lavoratori che non volevano accettare il reddito di cittadinanza o continuare a vivere come cassaintegrati, ma chiedevano soltanto di tornare a lavorare per un comparto legale che ha rischiato - i dati lo dimostrano - di andare in mano alla criminalità organizzata, ad un sistema che noi vogliamo combattere".
 
GRIMALDI (LUV): "DOCCIA FREDDA STELLANTIS, LEGA VOLTA LE SPALLE A TORINO"  - Particolarmente duro il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte, che riflette sull'approvazione del Ddl sul gioco e il concomitante naufragio della trattativa per salvare i lavoratori Embraco e la scelta di Tavares di non costruire a Torino la Gigafactory Stallantis. "Gli schiaffi del ministro leghista Giorgetti al Piemonte in questa giornata sono due: la notizia che la Gigafactory per la produzione di batterie elettriche non sarà a Torino è una sconfitta epocale per la nostra Regione, che segnerà in negativo il futuro del lavoro piemontese, il cui presente è rappresentato dal grido di dolore dei lavoratori Embraco, scaricati in mattinata a mezzo stampa dal ministro Giorgetti che ha liquidato il progetto 'Italcomp'. In Piemonte avremmo dovuto occuparci di Gigafactory, di Embraco e dei vaccini ma per settimane la Lega piemontese ci ha tenuto bloccati a parlare di gioco d’azzardo; purtroppo per loro le macchine del futuro sono quelle che vanno a batterie elettriche, non le macchinette a gettoni ma con la destra al Governo in Piemonte ripartono solo le slot".
 
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