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Speranza firma il decreto per il regolamento nazionale Gap

17 luglio 2021 - 14:45

Il ministro della Salute Roberto Speranza firma il decreto per il regolamento nazionale per prevenzione, riabilitazione e cura del gioco patologico.

Scritto da Ca
Speranza firma il decreto per il regolamento nazionale Gap

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto per l'adozione di un regolamento nazionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette dal gioco d'azzardo patologico. Vengono dunque adottate 'Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico'. E come previsto dal decreto, le Regioni provvederanno a dare attuazione a tali linee attraverso misure che favoriscano l'integrazione tra i servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

 

"Il gioco patologico è una dipendenza pericolosa che colpisce anche i più giovani. Il primo passo è riconoscerla, ma poi è necessario intervenire -ha commentato sulla sua pagina Facebook Speranza - per questo ho firmato oggi un decreto per l'adozione di un regolamento nazionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette dal gioco d'azzardo patologico".  

Il Disturbo da gioco d'azzardo (Dga), si legge in una nota diffusa dal ministero della Salute, è una patologia che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. Può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico ed è a tutti gli effetti una dipendenza patologica. Secondo il precedente Dsm-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), la prevalenza tra la popolazione adulta varia dall'1 al 3% della popolazione, con una maggiore diffusione tra familiari e parenti di giocatori. L'Istituto superiore di sanità (Iss), si legge ancora nella nota, stima che in Italia l'azzardo è un'attività che coinvolge una popolazione di circa 5,2 milioni 'abitudinari' di cui circa 1,2 milioni sono considerati problematici. Una percentuale ancora più infinitesimale, tuttavia, è da seguire e curare ma è quella che presenta i maggiori problemi. 

 

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