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Camera, Italia Viva: 'Pagamenti ippici, garantire tempi'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I deputati di Italia Viva Gadda e Librandi interrogano il Mipaaf in merito ai ritardi dei pagamenti del settore ippico.

Adottare iniziative "per garantire il pronto pagamento dei premi al traguardo dovuti agli operatori nazionali e stranieri" e "per assicurare tempistiche certe in ordine all’emissione degli ordinativi di pagamento dovuti in ragione delle future competizioni".

Questa la richiesta che arriva al ministro alle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli dai deputati di Italia Viva Gadda e Librandi che in un'interrogazione sottolineano come "uno dei settori maggiormente compromessi dalla misure di contrasto del virus è stato quello dello sport, agonistico e non, con evidenti ripercussioni su tutti gli operatori ivi impegnati e sul relativo indotto". Ciò risulta anche "nell’ultimo rendiconto di bilancio approvato", secondo il quale "si è registrata una perdita di gettito pari a circa 3,3 miliardi di euro rispetto agli introiti derivanti da giochi e scommesse dell’anno precedente; comparto dove il settore ippico riveste un ruolo fondamentale".

In relazione a essa, infatti, "la pandemia non ha fatto che aggravare le difficoltà e criticità emerse nel corso degli ultimi anni" e "fra queste si annoverano, in particolare, i costanti ritardi registrati nel pagamento dei premi al traguardo in favore degli operatori ippici nazionali e stranieri da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; i pagamenti degli operatori italiani con fattura sono fermi a novembre 2020 e le liquidazioni degli operatori esteri sono ancora più datate". Simili ritardi, rimarcano i due deputati, "non solo rischiano di compromettere l’attività di tali operatori, ma recano anche un considerevole danno d’immagine al nostro Paese, inducendo gli operatori stranieri ad abbandonare il nostro territorio in ragione della scarsa affidabilità che contraddistingue il sistema dei pagamenti; il continuo protrarsi dei ritardi e i mancati pagamenti dei premi al traguardo espongono, altresì, l’Italia alla ormai probabile espulsione dal Comitato internazionale delle corse di gruppo, che comporterebbe una sostanziale svalutazione dei purosangue italiani da corsa allevati dall’Italia, proprio a ridosso della prossima asta che presenterà sul mercato la più significativa produzione dei puledri italiani".

Gadda e Librandi ritengono che "tale circostanza non solo pregiudicherebbe gli investimenti nel nostro Paese da parte di operatori stranieri – con conseguente ulteriore perdita di gettito e di prestigio internazionale – ma vanificherebbe anni di lavoro e sacrifici degli allevatori".

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