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Legge gioco Lazio, Consiglio: 'Sì a proroga fino al settembre 2022'

  • Scritto da Redazione

Il Consiglio del Lazio approva l'articolo 7 del Collegato di bilancio, prorogata di un anno l'entrata in vigore del distanziometro retroattivo per le attività di gioco. I commenti delle associazioni.

 

È stato approvato, nella seduta del consiglio regionale del Lazio di oggi, 3 agosto, l'articolo 7 del Collegato di bilancio che proroga l'entrata in vigore del distanziometro retroattivo introdotto lo scorso anno di un anno, e quindi al settembre 2022.

Come noto, infatti, il Collegato prevede anche la modifica di alcune leggi regionali in vigore, fra le quali figurano le norme sul gioco che dal 31 agosto 2021 avrebbero sancito l'espulsione dal territorio laziale – in virtù dei tanti luoghi sensibili presenti sul territorio – di centinaia di attività del settore, già provate dal lungo lockdown per il contenimento del Covid.

E proprio il lockdown è la motivazione che ha portato la stessa Giunta del Lazio, dopo le manifestazioni di piazza e le interlocuzioni nelle commissioni consiliari, a proporre una proroga di 12 mesi.

 

COSA PREVEDE L'ARTICOLO 7 DEL COLLEGATO -  L’articolo 7 modifica le disposizioni transitorie della L.R. 5/2013 sulla prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico, prorogando da 18 a 30 mesi  il termine previsto per l’adeguamento da parte degli esercenti agli obblighi di cui all’art. 4 della suddetta legge, che prevedono una distanza minima di 500 metri “da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto”.
 
IL DIBATTITO- Nel corso del dibattito quasi tutti gli esponenti del centro destra hanno sottolineato come non sia con il negazionismo che si combatte il gioco patologico, evidenziando che il vero problema è lo spostamento al gioco online.
 
I COMMENTI DELLE ASSOCIAZIONI – Il primo a commentare la proroga, per l'associazione As.tro, è Claudio Bianchella, che ha seguito l'iter delle nuove norme in prima persona in sinergia con Gabriele Perrone di Sapar. “Abbiamo lavorato bene insieme, con una collaborazione proficua e che continuerà”, esordisce. “Dopo che la scorsa settimana il Consiglio ha approvato i primi undici articoli 'saltando' quello del gioco avevamo paura che la proroga saltasse, lo confesso; ma alla fine ha vinto la ragionevolezza, un anno è quello che ci aspettavamo, visto che ci sono stati emendamenti peggiorativi che proponevano uno slittamento di 8 mesi e migliorativi - di due anni – che poi sono stati entrambi ritirati. In sostanza, ci hanno ridato l'anno perso per la pandemia. Ora speriamo che arrivi un riordino nazionale e che si continui a lavorare con la Regione Lazio per norme meno restrittive e per vero contenimento del Gap”.
Per Gabriele Perrone di Sapar "la proroga è un elemento di civiltà e di sensibilità dimostrate dall'organo politico, anche se copre a malapena il periodo di chiusura delle aziende destinatarie di queste disposizioni entrate in vigore nel febbraio dello scorso anno. Di lì a 14 giorni, come si ricorderà, il Paese è entrato in uno stato pandemico, che ancora non riesce a gettarsi alle spalle, e che lo scenario nazionale economico e anche occupazionale è stato completamente stravolto, quindi ora più che mai è importante alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva iniziare immediatamente un lavoro di concertazione fra le associazioni di categoria, l'ente politiico e l'ente Regione, al fine di far emergere la totale inutilità e contradditorietà e inopportunità, il totale anacronismo di disposizioni di questo tipo".
L'obiettivo per i prossimi mesi è "lavorare insieme - operatori e politica - per trovare un punto giusto di equilibrio in un tavolo di concertazione, che ponga al centro tutela dell'iniziativa economica, del consumatore, del gettito erariale e lotta all'illegale. Solo con la concertazione e un coonfonto leale e corretto, e solo accantonando posizioni demagogiche, ideologiche e 'di facciata', si potrà arrivare al risultato che tutti ci prefiggiamo. Siamo estremamente fiduciosi che riusciremo con il consiglio regionale e la Giunta a trovare questa quadra".
Dello stesso tenore il commento di Matteo Marini, esponente di Acadi – Associazione concessionari di giochi pubblici. “Questa è stata una prova di responsabilità della Regione nel suo complesso che ha scelto di aderire alla realtà piuttosto che agli ideologismi”.
 
 
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