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As.tro al Governo: 'Basta blitz contro le imprese del gioco'

As.tro chiede al governo una riforma dell'Osservatorio per il contrasto del Gap dopo il "blitz" che nel luglio scorso ha rischiato di affossare un intero settore produttivo.

"È ammissibile che in uno Stato di diritto le sorti di un intero settore economico del Paese vengano interamente rimesse alla volontà di due consulenti, privi di qualsiasi legittimazione politica?" Parte da questa domanda la lunga missiva che As.tro, l'associazione degli operatori dell'intrattenimento e del tempo libero, ha inviato al presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi, ai ministri per la Salute Roberto Speranza, per l'Economie e le Finanza Daniele Franco, al direttore generale di Adm Marcello Minenna e ai capigruppo di Camera e Senato, per portare all'attenzione di tutti quanto accaduto tra fine giugno e inizio luglio scorsi.

Doveroso un passo indietro per comprendere meglio l'accaduto: a pochi giorni dalla riapertura delle attività dopo mesi di lockdown l’ “Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico e del fenomeno della dipendenza grave” ha "tentato un blitz finalizzato a vanificare", scrive As.tro, "gli effetti delle norme generali che, alla luce di una valutazione del quadro epidemiologico e della grave situazione economica del Paese, avevano stabilito la riapertura di gran parte delle attività (comprese quelle che svolgono l’offerta di gioco) rimaste chiuse per un lungo periodo di tempo.

Sulla base delle indicazioni arrivate dall'Osservatorio la Direzione generale per la Prevenzione sanitaria del ministero della Salute il 12 luglio 2021 ha emanato una nota rivolta a tutti gli assessori regionali alla sanità, con la quale si promuoveva l’adozione di misure restrittive straordinarie nei confronti degli esercizi in cui si esercita l’offerta del gioco. Una "nota" che ha fatto scattare in piedi As.tro che, in data 19 luglio 2021, ha inviato una formale istanza di accesso agli atti per comprendere quali fossero gli elementi obiettivi apportati dal Dgpre, tali da giustificare un simile intervento straordinario. La documentazione completa è stata quindi ricevuta da As.tro a inizio agosto.

"L’elemento rilevante di tale documentazione", e qui riportiamo esattamente le parole scritte da As.tro nella missiva istituzionale, "è unicamente rappresentato dal verbale della riunione del 23 giugno 2021, nel corso della quale due membri dell’Osservatorio (il Dott. Maurizio Fiasco – pag. 4 del verbale – e il Dott. Onofrio Casciani – pag. 5 del verbale) hanno espresso la loro personale convinzione (quella del dottor Casciani sarebbe supportata dall’analisi effettuata su un non meglio precisato 'piccolo campione') sul fatto che la riapertura delle attività di gioco avrebbe comportato: 'una violenta sollecitazione a riprendere il consumo di gioco', il rischio di una 'overdose' (cit. Dott. Maurizio Fiasco) ed anche 'alte percentuali di suicidi' (cit. Dott. Onofrio Casciani)".

Tanto è bastato agli organi ministeriali, stando alla documentazione raccolta da As.tro, per invitare tutti gli assessori regionali a imporre misure restrittive straordinarie nei confronti degli esercizi in cui si esercita l’offerta del gioco, che avevano appena riaperto dopo 343 giorni di chiusura imposti dall'emergenza sanitaria. Una scelta di campo che fa dire chiaramente ad As.tro che "attualmente l’Osservatorio ci appare come il contraltare politico istituito per contrastare, anziché orientare ed implementare, il compimento delle politiche di legalizzazione e regolamentazione del gioco avviate nei primi anni duemila".

Un atteggiamento, scrive ancora As.tro, rincarando la dose, che "rappresenta un ulteriore indizio che ci legittima a dubitare dell’imparzialità e del rigore scientifico mediante i quali opera l’Osservatorio, in particolar modo nelle sue componenti esterne all’amministrazione".

"Ci stupiamo, peraltro", aggiunge As.tro nelle 5 pagine fitte firmate dal presidente Massimiliano Pucci e inviate a Roma, "che tra le tante associazioni (finanche quelle dei consumatori) a cui spetta di diritto la designazione di un membro all’interno dell’Osservatorio non sia ricompresa anche una rappresentanza delle associazioni di categoria delle imprese del nostro settore, la quale potrebbe invece garantire quell’apporto di esperienza 'sul campo' derivante dalla conoscenza diretta delle dinamiche che muovono i giocatori all’interno dei locali di gioco nonché dei singoli prodotti di gioco e quindi delle soluzioni tecnologiche utili alla prevenzione del Dga".

Da qui dunque la richiesta di As.tro di inserire nell'Osservatorio una rappresentanza degli operatori di gioco che "potrebbe garantire agli imprenditori del nostro settore anche un maggior grado di 'trasparenza' rispetto alle decisioni che li riguardano". Una vicenda che, vista la delicatezza dei contenuti (per varie ragioni: occupazionali, erariali e di seria lotta alla ludopatia) molto probabilmente non terminerà con questa missiva da parte di Assotrattenimento, che già sta preparando, come ha raccontato lo stesso Pucci a Gioconews, una sua proposta per la riforma del settore del gioco e dell'intrattenimento, cui necessariamente il governo dovrà mettere mano, tenendo conto anche di episodi come quello riportato in queste righe.

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