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Italia in 'zona bianca', Speranza: 'Continuare su questa strada'

  • Scritto da Redazione

I dati dell'Istituto superiore di sanità certificano che l'Italia è tutta in 'zona bianca', il ministro Speranza: 'Merito dei vaccini e dei comportamenti corretti delle persone'.

Da oggi, 9 ottobre, l'Italia è ufficialmente in "zona bianca". Completamente.
Dopo settimane di "giallo", infatti, la Sicilia ha visto cambiare la situazione e rientrare i numeri dei casi di Covid e delle ospedalizzazioni sotto le soglie di allerta, come sancito dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che commenta così la novità: "Dopo le scelte sulle capienze (con la decisione del Consiglio dei ministri di aumentare il numero massimo di spettatori consentiti in cinema, teatri, location di intrattenimento ed impianti sportivi, ippodromi compresi, Ndr) continua il percorso di graduali riaperture.
Tutto ciò è possibile prima di tutto grazie ai vaccini e ai comportamenti corretti delle persone. Dobbiamo continuare su questa strada".


Uno scenario certificato anche dal report settimanale dell'Istituto superiore di sanità, che riporta l'analisi dei dati relativi al periodo 27 settembre – 3 ottobre 2021.
"È in diminuzione l’incidenza settimanale a livello nazionale: 34 per 100.000 abitanti contro i 39 per 100.000 abitanti della settimana precedente. L’incidenza si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti, che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.
Nel periodo 15 - 28 settembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,81 – 0,86), al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente. Stabile rimane anche l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,80 (0,76-0,85) al 28 settembre rispetto all'Rt=0,80 (0,77-0,84) al 21 settembre. La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 4,8 percento (secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute del 5 ottobre), con una lieve diminuzione del numero di persone ricoverate da 459 (28 settembre) a 433 (5 ottobre).
Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 5,1 percento. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in lieve diminuzione da 3.418 (28 settembre) a 2.968 (5 ottobre).
Quattro fra regioni e province autonome risultano classificate a rischio moderato (Basilicata, Bolzano, Trento e Valle d'Aosta), secondo il Dm del 30 aprile 2020. Le restanti 17 risultano classificate a rischio basso.
Due territori riportano un’allerta di resilienza. Nessuno riporta molteplici allerte di resilienza".
Inoltre, sono "in diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (5.903 rispetto ai 7.070 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve diminuzione (33 percento contro il 34 percento della scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (47 percento contro 45 percento). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (sempre al 21 percento)".
 
Dati che testimoniano come una più elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione (l'80 percento degli over 12 ha all'attivo due dosi) ed il mantenimento di una elevatarisposta immunitaria, in particolare nelle categorie a rischio, rappresentino gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti.

OK ALLA TERZA DOSE - Proprio per questo motivo il ministero della Salute ha diffuso una nuova circolare con cui si dà il via libera alla terza dose (booster) di vaccino per over 60 e fragili, sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione.
Come dose addizionale sarà possibile utilizzare c uno qualsiasi dei due vaccini a m-Rna autorizzati in Italia, Comirnaty di BioNTech/Pfizer e Spikevax di Moderna.
 
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