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Camera, Iv: 'Ministero acceleri pagamento dei premi ippici'

  • Scritto da Daniele Duso

Un'interrogazione alla Camera di Gadda e Librandi (Iv), pone il Mipaaf di fronte ai gravi problemi dell'ippica, acuiti dai ritardi dei pagamenti.

"Qual è l'esatta situazione dei piani di pagamento, per recuperare l’enorme ritardo accumulato e al contempo assicurare, in prospettiva, tempistiche certe in ordine all’emissione degli ordinativi di pagamento dovuti, in ragione delle future competizioni?"

Questo il tema centrale di una interrogazione che Maria Chiara Gadda e Gianfranco Librandi, di Italia Viva, hanno presentato in XIII commissione rivolta al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli

"I riflessi economici della pandemia", sottolineano i due rappresentanti di Italia Viva, "hanno fortemente colpito numerosi settori produttivi, e tra di essi anche quello dell’ippica; si sono aggravate le fragilità di sistema emerse nel corso dell’ultimo decennio per le quali è urgente un concreto piano di rilancio; le chiusure determinate dalle misure di contenimento e gli effetti che tutt’ora si protraggono, hanno altresì minato la competitività del settore anche a livello internazionale relativamente agli scambi commerciali per allevatori, scuderie e indotto".

E ad aggravare la situazione già critica, appunto, c'è la questione dei pagamenti dei premi. Un tema che rischia di "creare gravissime conseguenze per le imprese sul fronte economico-finanziario, minando definitivamente la sostenibilità della filiera dell’ippica". Si tratta dei "cronici ritardi registrati nel pagamento dei premi al traguardo in favore degli operatori ippici nazionali e stranieri da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali", che "hanno ormai assunto una dimensione molto lontana persino dalla prassi di circa tre mesi intercorrente tra l’effettuazione della corsa e il pagamento dei relativi premi; i pagamenti degli operatori italiani con fattura sono fermi a novembre 2020 e le liquidazioni degli operatori esteri sono a ancora più datate".
 
"Simili ritardi", ricordano i due deputati, "recano un considerevole danno d’immagine al nostro Paese, inducendo gli operatori stranieri ad abbandonare il nostro territorio in ragione della scarsa affidabilità che contraddistingue il sistema dei pagamenti; il continuo protrarsi dei ritardi e i mancati pagamenti dei premi al traguardo espongono, altresì, l’Italia ad una sostanziale svalutazione dei purosangue italiani da corsa allevati, e le aste che hanno recentemente avuto luogo hanno mostrato una forte flessione delle presenze di acquirenti stranieri e dei prezzi medi, salvata soltanto da una produzione di puledri italiani ancora attestata su alti standard; la diminuzione dei cavalli allevati dai 2000 del 2012 agli attuali 670 solo per il galoppo, e la chiusura di molte aziende agricole e scuderie hanno provocato migliaia di perdite di posti di lavoro soprattutto nel settore agricolo".
 
"Tale contesto di incertezza rischia di ingenerare tensioni tra i lavoratori che rischiano di perdere occupazione, e sta pregiudicando ormai gli investimenti nel nostro Paese da parte degli operatori, con conseguente ulteriore perdita di gettito e di prestigio internazionale che vanificherebbe gli sforzi sin qui fatti da un settore eccellente del made in Italy".
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