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Senato: al via commissione inchiesta gioco, Marino: 'Ora audizione Adm'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Insediata la commissione di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, i temi trattati e i primi commenti, a cominciare dal presidente Marino.

Al via, oggi 13 ottobre (quindi con un giorno in anticipo rispetto al calendario originale), i lavori della commissione d'inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, istituita in Senato e presieduta da Mauro Maria Marino (Italia Viva).

La seduta di oggi, preceduta mezz'ora prima dall'ufficio di presidenza, si è concentrata sulla proposta di regolamento interno e su quella di deliberazione in merito al regime degli atti e dei documenti acquisiti. Un incontro principalmente tecnico, dunque, ma arrivano anche i primi commenti politici da parte dei suoi componenti, vista la delicatezza dei temi che la commissione andrà ad affrontare.

A cominciare dal presidente, Mauro Maria Marino: "La commissione si è finalmente insediata, con grande attenta partecipazione. Si è partiti con l'analisi del regolamento interno , fissato il termine per gli emendamenti così da arrivare all'approvazione entro giovedì della prossima settimana".

Quanto ai passi da compiere nell'immediato futuro "è prevista l'audizione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, partendo dagli spunti contenuti nel Libro Blu, e sarà tracciato un programma di audizioni. Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze è previsto un disegno di legge, collegato alla legge di bilancio, sul riordino generale del settore del gioco. Siamo certi che la commissione potrà dare un valido contributo in questo senso".

Da parte sua, uno dei due vicepresidenti, Andrea Cangini (Forza Italia), sottolinea: "L'obiettivo della commissione è duplice. Innanzitutto il gioco legale è un comparto importante dell'economia italiana, dà posti lavoro e va sia tutelato che riorganizzato, come del resto prevede anche la Nadef. dall'altro, si deve fare tutto il possibile per combattere il gioco illegale, che è terreno normalmente battuto dalla criminalità organizzata e dalle mafie".

A questo "aggiungerei la necessità di dare attuazione a quanto prevedeva il decreto fiscale di due anni fa in merito alle transazioni internazionali in rete e al contenimento del gioco online quando non è riconducibile a soggetti riconosciuti. C'è poi la necessità di rendere più efficace la tutela dei minori e di tenerli lonano soprattutto dal gioco condotto in rete. Come mostrato, durante la pandemia, nonostante i danni enormi che essa ha provocato, non è venuta meno la propensione al gioco e molti si sono rivolti a quello illegale e a piattaforme opache".

Cangini è ottimista: "Tutti i commissari sono animati dalle migliori intenzioni e c'è un ottimo clima. Non ho dubbi che l'interlocuzione con i soggetti istituzionali sarà efficace ed efficiente. Partiamo tardi rispetto alla legislatura e abbiamo meno tempo per completare i lavori, ma grazie alle altre commissioni che direttamente o indirettamente si occupano di questo settore, abbiamo già molto materiale lavorato da altri a cui attingere e arriveremo dunque a ottimi risultati".

L'altro vicepresidente, Giovanni Endrizzi (M5S) afferma: "Abbiamo ricevuto una proposta di regolamento; il termine per eventuali emendamenti è previsto per mercoledì prossimo. Abbiamo inoltre stabilito come giornata di lavori il giovedì, al mattino presto o nella pausa pranzo, evitando sovrapposizioni con altre commissioni o con l’attività d’aula.

Si è parlato infine delle collaborazioni istituzionali: da un lato Mef e Adm, dall’altro Ministeri della Salute e delle Politiche Giovanili. In mezzo Mise e Ministero del lavoro".

Secondo Endrizzi "è importante avere un riscontro corretto delle dimensioni economiche ed occupazionali del settore; sappiamo che la propensione al gioco d’azzardo aumenta nelle fasce a reddito basso: tali risorse andrebbero dunque impiegate in altre filiere produttive, generando forse maggiore occupazione; ma al netto di questo bilancio i lavoratori del settore devono essere riconosciuti per quanti effettivamente sono e tutelati. Tutte le forze politiche riconoscono che l’offerta, anche pubblica è cresciuta a dismisura negli ultimi lustri. Era sottolineato anche nelle premesse del documento istitutivo della Commissione. Si tratta di trovare un modo di migliorare le tutele sociali contenendo rischi su altri fronti".

 

Andrea De Bertoldi (Fratelli d'Italia), uno dei segretari della commissione, evidenzia, nel salutarne con favore l'inseriamento, che "il mondo del gioco, uno dei pilastri dell'erario, necessita di una rivisitazione, di nuove regolamentazioni, e si deve comprendere quando e come si potranno rinnovare le concessioni. Inoltre, lo stato e gli operatori del gioco dovranno trovare le modalità migliori per combattere le ludopatie, garantendo al tempo stesso l'interesse dello stato, dell'erario e delle imprese".

 

Il senatore Albert Lanièce (Aut), sottolinea come essa "sarà l'occasione di affrontare un tema delicato e di notevole impatto sociale: anche il gioco deve rimanere nel perimetro della legalità".

 

 

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