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Cottarelli: 'Gioco settore fondamentale e più colpito dalla pandemia'

  • Scritto da Ca

Carlo Cottarelli, economista, analizza il settore del gioco dal punto di vista della sua materia e spiega il momento italiano dopo la pandemia. 

“I dati del gioco sono chiari e importantissimi ma vanno suddivisi in quelli del prima e del dopo pandemia. Parliamo di 78.500 occupati diretti, 150.000 complessivi, compreso l’indotto, quasi l’1% complessivo dei lavoratori nazionali. Ma una cosa posso osservarla, i consumi sono crollati in tutta l’economia ma il crollo che ha vissuto il mondo del gioco non l’ha vissuto nessun altro settore merceologico”. Carlo Cottarelli, economista  è intervenuto così nell'evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”, organizzato da Lottomatica, in programma oggi, 20 ottobre, al Palazzo Colonna Coffee House (Piazza SS. Apostoli 67).

Molti i dati che hanno colpito l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale: “Un settore dal notevole peso economico al di là dei 14 miliardi diretti di tasse sviluppati visto che produce anche 2 miliardi di consumo indotto e 5 miliardi di euro di effetti indiretti sull’economia”.

La pandemia ha colpito molto il gioco pubblico: “Dai dati di quest’anno in confronto a quelli del periodo pre pandemia è evidente che il gioco illegale sia cresciuto e infatti, c’è stata una caduta della raccolta del 47% del gioco fisico solo in parte compensata dalle attività online. Inoltre i consumi sono crollati ma non sono crollati così in nessun altro settore merceologica dell’economia e anche questo deve far riflettere”.

Cottarelli, da par suo, ha anche analizzato a fondo l’economia italiana e il momento particolare nel momento dell’uscita dalla pandemia: “La nostra economia ha avuto un colpo forte con una caduta del Pil del 9%, la media più alta di quella europea. Il Mondo ha avuto una contrazione del 3 percento, la prima dopo la Seconda Guerra Mondiale. Una grave crisi ma, tuttavia, ne stiamo uscendo in maniera più veloce del previsto grazie anche alla possibilità di effettuare manovre a sostegno dell’economia. La speranza è di essere sopra al 4% nel 2022 sempre che non ci siano nuove varianti a dare problemi. Nel primo trimestre del prossimo anno potremmo tornare ai dati del Q4 del 2019 pre Covid. Potrebbe terminare in quel momento la fase di rimbalzo. Da lì in poi dovremmo continuare a crescere di una velocità superiore alla pandemia dove non avevamo grandi tassi, va detto. Parliamo a crescita dello 0,7-0,8% rispetto a tassi dello 0,1-0,2%.  E’ stata la Bce a poter finanziare il deficit senza problemi. L’altro fattore positivo è quello delle riforme. Non tutte sono perfette però la riforma della giustizia, del fisco, della concorrenza e dell’insieme degli investimenti pubblici messi in campo dovrebbero portare l’Italia a crescere del 2% l’anno invece dello 0,2% cui eravamo abituati. Questo dovrebbe aumentare consumi, esportazioni e farci uscire dalla pandemia”, ha concluso Cottarelli.

Quali dovrebbero essere le modalità di intervento dello Stato su un’attività economica come il gioco per ragioni superiori: "Dovrebbe farlo con due modi, uno è quello della tassazione scoraggiando un’attività e sullo stesso piano la regolamentazione. Cosa accade se si applicano questi due principi? La domanda è rigida, inelastica e lo Stato se tassa rischia di essere biscazziere. Ma se la tassazione viene applicata all’eccesso l’attività non viene scoraggiata ma la domanda si sposta verso l’offerta illegale. Cosa è successo? La regolamentazione a livello applicativo è stata lasciata a se stessa. Ad esempio i luoghi sensibili che in alcune parti in Italia sono i cimiteri che personalmente non capisco, come le Chiese. L’altro problema - prosegue l'economista - è il gioco illegale che sta dietro la regolamentazione ed è la cosa peggiore che può succedere. Lo Stato, se c’è un problema con la ludopatia, dovrebbe scoraggiare gli eccessi indipendentemente dal fatto che tu stia giocando legalmente o illegalmente. Trovo utile il divieto di pubblicità perché invita comunque a giocare. Poi serve la pubblica istruzione e anche i sistemi di autoregolamentazione. Qui parliamo d’eccesso ma tutti noi giochiamo perché è divertente ma dobbiamo colpire gli abusi. Anche la pubblica estrazione è fondamentale".

Cosa vogliono le imprese che vengono a investire in Italia? "Ci sono tre cose principali: il primo è la tassazione, poi la burocrazia e il terzo è la lentezza della Giustizia. Le riforme sono partite ma ci vorranno ancora anni anche se qualcosa di importante è stato già fatto. Alla fine di questo percorso dovremmo veder crescere gli investimenti", ha concluso Cottarelli.

 

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