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Tutti i giochi (e i tempi) della Manovra 2022 nella nuova sessione di bilancio

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Il testo della Manovra 2022 dovrà essere approvato dal Parlamento entro il 31 dicembre, prime modifiche entro il 17.

Prende il via l’iter che dovrà portare, entro la fine dell’anno, all’approvazione della Manovra per il 2022. Dopo il via libera alla Nota di aggiornamento al Def (Nadef) da parte del Governo dello scorso 29 settembre (confermata dal Parlamento con il via libera alla risoluzione di maggioranza del 6 ottobre) e l’invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio (Dpb) il 19 ottobre, ora spetta al Consiglio dei ministri in programma per la prossima settimana dare l’ok definitivo al disegno di legge di Bilancio, che rappresenta la Manovra vera e propria per il prossimo anno. Il cui testo, come da prassi, dovrà essere approvato entro il 31 dicembre, per poi entrare in vigore a partire dal primo gennaio 2022.

 

IL 2 NOVEMBRE IN PARLAMENTO - Dopo aver aggiornato i parametri macroeconomici (Pil, deficit-Pil e debito Pil) e indicato gli obiettivi programmatici che finiranno nella Manovra 2022 attraverso la Nadef, e dopo aver trasmesso a Bruxelles, successivamente, i saldi e le misure che saranno contenute poi nel testo vero e proprio nel disegno di legge di Bilancio attraverso il Documento programmatico, adesso il Governo lavora al Ddl di bilancio il quale, come già avvenuto lo scorso anno, verrà anticipato in alcune misure da un decreto fiscale, già approvato dal Governo il 15 ottobre, avviando il suo iter al Senato già nelle scorse ore. Mentre durante la settimana corrente si attende il via libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge di Bilancio, che dovrebbe essere depositato al Senato il 2 novembre.
 
ENTRO IL 19 NOVEMBRE PRIMO OK AL DECRETO FISCALE - Il decreto fiscale ha invece tempi molto più stretti rispetto alla legge di Bilancio: dovrà essere approvato dal Parlamento (Senato e Camera nello stesso testo) entro il 20 dicembre, pena la sua decadenza. Il suo iter - come detto - è già iniziato al Senato, con l’assegnazione alle commissioni Finanze e Lavori pubblici. Per rispettare i tempi, l’Aula del Senato dovrebbe dare il via libera al testo nella settimana tra il 15 e 19 novembre.
 
ENTRO IL 17 DICEMBRE PRIMO OK ALLA MANOVRA - Dopo l’ok al decreto fiscale, quindi, il Senato passerà all’esame “vero” della Manovra 2022, a partire dalla commissione Bilancio. Come per le ultime due sessioni di bilancio, anche quest’anno la Manovra dovrebbe ricevere solo due letture: una dal Senato e una dalla Camera. Ed è in questa fase che dovrebbero essere introdotte le misure semi-definitive relative al mercato del gioco pubblico. Con le possibili, prime impostazioni propedeutiche al riordino del comparto. Al momento l’unica certezza sembra essere quella relativa alle proroghe per le concessioni in scadenza, anche se il Governo potrebbe (dovrebbe?) proporre qualcosa in più. Magari riscrivendo anche le regole relative alle future gare, che sembra deciso a rivedere. In ogni caso, per rispettare i tempi di approvazione previsti dall’agenda istituzionale, la Camera dovrà limitarsi ad approvare il testo blindato del Senato. Sarà quindi Palazzo Madama l’unica camera dove potranno concentrarsi le modifiche parlamentari al testo approvato dal Governo. Il via libera del Senato dovrebbe arrivare entro la settimana tra il 13 e 17 dicembre.
 
L’11 DICEMBRE OK DEFINITIVO DELLA CAMERA AL DECRETO FISCALE - Una volta approvato dal Senato, il decreto fiscale giungerà blindato alla Camera per l’ok definitivo. Il testo va convertito in legge entro il 20 dicembre, ma Montecitorio dovrà anche esaminare il disegno di legge di Bilancio, quindi l’ok della Camera potrebbe arrivare entro la settimana del 6-11 dicembre.
 
ENTRO IL 3 DICEMBRE: OK DEFINITIVO ALLA MANOVRA - Una volta ricevuto dal Senato il disegno di legge di Bilancio, la Camera dovrà dare l’ok definitivo al testo (senza modifiche) nella settimana (lavorativa) compresa dal 20 al 23 dicembre. Anche se, in teoria, ci sarebbe tempo fino al 31 dicembre per dare il via libera finale, è assolutamente da escludere che i deputati pensino di lavorare nella settimana tradizionalmente riservata alla pausa dei lavori nel periodo natalizio. Motivo per cui si procederà con tutta probabilità a completare l’intero iter prima del 24. Ecco quindi che a Natale il comparto del fuoco pubblico potrà sapere se tra i regali troverà qualche misura mirata a ridare stabilità al settore o, almeno, continuità. Oppure se dovrà continuare a sperare nel futuro.
 
ADV GIOCO E TASSA SCOMMESSE, LE RICHIESTE DELLA FIGC - Fanno pensare, inoltre, le richieste avanzate dalla Federazione italiana giuoco calcio proprio nell'ambito della prossima legge di Bilancio. La Federazione avrebbe infatti chiesto al Governo la sospensione fino al 30 giugno 2023 del divieto di sponsorizzazione da parte operatori del betting – proposta avanzata la scorsa estate proprio da Gravina e anche dal presidente del Coni, Giovanni Malagò - e la creazione del "Fondo Salvacalcio" attraverso la destinazione, sempre fino al 30 giugno 2023, della quota dell'1 percento della raccolta sulle scommesse sportive che supera annualmente i 10 miliardi (assicurando un gettito di 250 milioni). Il fondo da 100 milioni sarebbe gestito dalla Figc per sostenere anche il mondo dilettantistico, del calcio femminile e del settore giovanile e scolastico.
 
IL GIOCO IN COMMISSIONE – In parallelo vanno avanti i lavori della neonata commissione di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico che nella seduta del 21 ottobre ha approvato il proprio regolamento e nei prossimi giorni dovrebbe  procedere alle prime audizioni per inquadrare il fenomeno generale ed i suoi diversi aspetti da approfondire. Uno dei primi soggetti ad essere auditi dovrebbe essere l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, con il direttore generale Marcello Minenna, partendo dagli spunti contenuti nel Libro Blu. Un confronto propedeutico proprio alla riforma del settore tanto auspicata dagli operatori e caldeggiata anche dal sottosegretario all'Economia e alle finanze Federico Freni.
 
 

 

 
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