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Concessioni gioco, allo studio del Mef proroga onerosa di tre anni

  • Scritto da Fm

Nel maxi-emendamento alla Manovra sotto la lente del Senato potrebbe esserci la proroga onerosa delle concessioni di gioco per tre anni, ma le novità non dovrebbero finire qui.

“Io voglio garantire solo proroghe funzionali al riordino, perché senza riordino le proroghe sono inutili, sterili e senza senso”.

In occasione della sua prima uscita dopo l'attribuzione formale della delega ai giochi, il sottosegretario al ministero dell'Economia e delle finanze, Federico Freni, è stato chiaro, senza possibilità di essere frainteso.

E, ora, in quest'ottica, il Mef starebbe studiando l'estensione onerosa delle concessioni del gioco pubblico, propedeutica al riordino del settore, per tre anni.

La misura, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, potrebbe confluire nel maxi-emendamento alla manovra di bilancio approvata lo scorso giovedì 28 ottobre dal Consiglio dei ministri e il cui testo definitivo è atteso in Senato tra domani e venerdì, anche la bollinatura della Ragioneria di Stato potrebbe arrivare solo all'inizio della prossima settimana.

 

La proroga si andrebbe ad aggiungere all'estensione delle concessioni per la raccolta delle scommesse fisiche fino al 31 marzo 2022, "In forza della proroga dello stato di emergenza sino al 31 dicembre 2021 avvenuta con il decreto legge 23 luglio 2021, n. 105”, comunicata dall'Agenzia dogane e monopoli ai primi di ottobre.
 
Dovrebbero essere quindi accolte le istanze del settore - dai concessionari ai gestori - che chiede stabilità e prospettive anche per il comparto degli apparecchi e delle lotterie, e, magari, di risolvere una volta per tutte l'ormai annosa “questione territoriale”, che ha sostanzialmente espulso il gioco da molte parti d'Italia, a causa dei micidiali effetti della combinazione di leggi regionali e ordinanze comunali, che a suon di distanziometri e limiti orari hanno fatto diventare illegale un'attività che per sua natura non lo è, in quanto operata per conto dello Stato.
 
Considerando che i problemi con i quali il settore si trova a fare i conti da quasi 10 anni non si fermano qui.
Nel disegno di legge di bilancio per il 2022 – che sicuramente cambierà forma nel corso dei prossimi lavori parlamentari – al momento si parla di gioco soprattutto per  il conferimento di entrate erariali alle Province di Trento e Bolzano. Ma non dovrebbe essere l'unica menzione. Fra le ipotesi allo studio infatti ci sarebbe la sospensione fino al 30 giugno 2023 del divieto di sponsorizzazione da parte degli operatori del betting – chiesta anche dal presidente della Federazione italiana giuoco calcio Gabriele Gravina e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò - e la creazione del "Fondo Salvacalcio" attraverso la destinazione, sempre fino al 30 giugno 2023, della quota dell'1 percento della raccolta sulle scommesse sportive. Si riproporrebbe, dunque, la tassa sulle scommesse per alimentare il fondo Salvasport.
Il fondo da 100 milioni sarebbe gestito dalla Figc per sostenere anche il mondo dilettantistico, del calcio femminile e del settore giovanile e scolastico.
Il tutto mentre ad agosto è stato raggiunto il tetto massimo di 50 milioni di euro previsto per l’anno in corso e al Tar Lazio sono andati in decisione i ricorsi di due operatori in merito alla tassa dello 0,5 percento sulla raccolta delle scommesse, introdotta lo scorso maggio dal Decreto rilancio del precedente Governo. Oggetto del contendere le modalità di calcolo del prelievo e la sua estensione a tutte le tipologie di scommesse, comprese quelle ippiche.
 
Temi che potrebbero essere affrontati anche nell'audizione  del sottosegretario all'Economia con delega al gioco, Federico Freni, in programma per giovedì 4 novembre, alle ore 8,30, di  fronte alla commissione parlamentare d'inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.
Audizione al quale dovrebbe seguire, nei giorni successivi, anche quella del direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, più volte “promotore” del riordino, per superare le oltre 150 norme che attualmente regolano il settore, e garantire razionalizzazione e semplificazione.  Adm è pronta a fare la sua parte, avendo già dato la propria disponibilità a fungere “da organo tecnico per la scrittura di un testo sui giochi”.
Lo stesso dicesi degli operatori, pronti al confronto, si spera decisivo, per arrivare finalmente all'attesa riforma del comparto. E avere la possibilità di pianificare strategie ed investimenti, come non accade ormai da anni.
 
 
 
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