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Marinelli (Interpol): ‘Condivisione informazioni e collaborazione contro matchfixing’

  • Scritto da Ac

Secondo il rappresentante dell'Interpol di Roma "la collaborazione è l’unico modo per affrontare tematiche complesse come quelle legate alle frodi nello sport.

Roma – "L’approccio olistico è certamente molto importante per quanto riguarda i principali temi che riguardano il matchfixing. Lo sport è diventato un’industria tenendo conto degli enormi capitali che è in gradi muovere, per questo l’attenzione alla manipolazione delle competizioni sportive e dell’integrità diventa centrale". Ne è convinto Claudio Marinelli, Direzione del crimine organizzato ed emergente di Intepol, intervenuto al dibattito promosso dal Consiglio d’Europa sull’integrità dello sport, in corso di svolgimento a Roma.

"Abbiamo oggi diverse sfide di fronte a noi per i prossimi anni e come Interpol siamo già attivi su vari fronti. Uno dei punti principali di cui ci occupiamo è quello della buona governance delle organizzazioni sportive perché è necessario educare gli attori del settore sportivo rispetto a certe dinamiche. Gli sviluppi più importanti sono quelli compiuti dal Consiglio d’Europa e in particolare dal gruppo di Copenaghen, che è riuscito a dare degli strumenti che sono riusciti a fornire impulsi positivi ai processi".

E aggiunge: "Abbiamo 10 anni di esperienza come Interpol in questo campo e abbiamo realizzato diversi programmi formativi per informare e sensibilizzare su questi temi ma anche a livello operativo abbiamo sviluppato dei protocolli internazionali. Ma per comprendere a fondo il problema bisogna analizzarlo e scalarlo per convincere anche i governi a investire in questo tipo di attività”.

Marinelli dedica inoltre attenzione particolare al tema della condivisione delle informazioni e della collaborazione tra autorità: "La collaborazione trasversale è un’attività abituale tra le varie forze dell’ordine. Il coinvolgimento delle forze dell’ordine su questo problema è riuscito a far emergere completamente facendolo capire anche all’esterno dimostrando che attraverso il loro intervento i problemi si possono risolvere. Per questo noi di Interpol insistiamo molto sul coinvolgimento delle forze dell’ordine e sull’inclusione perché crediamo nell’approccio allargato perché consente di garantire che anche altri reati tipici dell’ambiente sportivo possano emergere, si pensi per esempio allo sfruttamento dei minori tra gli atleti o in termini di discriminazioni".

E conclude: "Spesso condividere fa paura, ma anche altre attività ci devono far paura. Quindi la collaborazione è l’unico modo per affrontare tematiche complesse come queste".

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