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Piemonte, Rossi e Sarno (Pd): 'Gravissimo rimettere le slot nei bar'

  • Scritto da Daniele Duso

Pronto un emendamento per superare il conflitto interpretativo tra Regione e Agenzia delle Dogane.

"I danni della nuova legge sul Gioco d’azzardo patologico voluta da Cirio e la Lega non si fermano". Così i consiglieri Pd del consiglio regionale del Piemonte Domenico Rossi (che ricopre anche la carica di vicepresidente commissione Sanità) e Diego Sarno, portavoce Pd in Commissione Legalità, in una nota inoltrata alla stampa. "In questi giorni è stata resa nota la posizione di Agenzia delle Dogane e Monopoli che, accettando l’interpretazione avanzata dai legali di un esercente, ritiene che anche i bar possano reinstallare le slot, qualora queste fossero già presenti all’entrata in vigore della precedente norma approvata nella scorsa legislatura guidata dal centro-sinistra, in base alla quale le macchinette erano state eliminate da tutti gli esercizi vicini ai luoghi sensibili".

L'intervento dei due consiglieri Pd segue a ruota quello del collega Marco Grimaldi (Luv), che con una analoga nota ha dichiarato che "il 'Riparti Slot' ha cancellato tutto ciò che di buono si era fatto".

"Un’interpretazione di questo tipo è inaccettabile", riporta la nota di Rossi e Sarno, "poiché riporterebbe la stessa situazione ante 2016: un’offerta sempre più pervasiva e dilagante che, come ormai acclarato aveva fatto aumentare la domanda e di conseguenza patologie e rischi collegati al gioco. L’esclusione delle macchinetta dai bar era una precisa volontà del legislatore, condivisa in Consiglio Regionale al termine di una lunga battaglia condotta in aula dalle opposizioni.  Il Piemonte resta per ora l’unica regione in Italia in cui le slot non possono tornare nei bar e questa condizione va difesa".

I consiglieri aggiungono che "se la dicitura presente in legge crea qualche dubbio interpretativo è necessaria una modifica legislativa che chiarisca in maniera inequivocabile la faccenda. Nelle prossime ore presenteremo un nostro emendamento così da eliminare ogni dubbio. Resta anche da approfondire come mai la Regione scriva riportata nelle Faq di aver condiviso con Agenzia delle Dogane questa interpretazione mentre la stessa Agenzia smentisce che questo sia accaduto. Anche su questo presenteremo un’interrogazione. Le istituzioni non possono permettersi superficialità, soprattutto quando si parla della salute dei cittadini".

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