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CdS conferma al Governo obbligo norma contro ludopatia

  • Scritto da Daniele Duso

L'appello del Codacons al Cds scaturiva dalla mancanza dei criteri delle distanze delle sale gioco dai luoghi 'sensibili' e di una pianificazione delle ricollocazioni dei punti gioco.

Il Consiglio di Stato conferma l’obbligo per il Governo di emanare una disciplina contro la ludopatia, così come previsto dalle normative vigenti. Lo riporta il Codacons in seguito ad una sentenza della settima sezione del CdS, che si è pronunciata sul ricorso promosso dal Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori contro Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero della Salute e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il Codacons, "con atto di appello notificato in data 7 settembre del 2018 e depositato il 20 successivo" interpellava il Consiglio di Stato "chiedendo l’annullamento e/o la riforma previa sospensione dell’esecutività della sentenza n. 1574/2018 del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione II, pubblicata il 9 febbraio 2018, e non notificata, con la quale il ricorso del Codacons era stato dichiarato in parte inammissibile ed in parte improcedibile". Il Codacons "intendeva ottenere dal Consiglio di Stato una delineazione dei principi guida per la corretta interpretazione delle disposizioni in materia di 'class action' pubblica".

Riporta ancora il Cds che "la vicenda processuale aveva tratto la propria origine da una serie di inadempimenti ai comandi legislativi e giurisdizionali imputabili rispettivamente a: l’Agenzia delle Dogane, il Ministero della salute, il Ministero dell’economia e delle finanze e la conferenza unificata in relazione all’adozione degli atti di pianificazione in materia di contrasto alle ludopatie".

Nel ricorso il Codacons sottolineava come non risultino ancora emessi né il Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute che definisca i criteri relativi alle distanze delle sale da gioco rispetto ai luoghi "sensibili", né il provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di pianificazione delle progressive ricollocazioni dei punti della rete di raccolta del gioco.

Per il Consiglio di Stato non può condividersi che "l’intervenuto recepimento del contenuto dell’Intesa della Conferenza Unificata del 17 settembre 2017 da parte della legge n.205 del 2017, e comunque l’impegno assunto in quella sede da regioni ed enti locali ad adottare una disciplina volta a contrastare le ludopatie nel rispetto dei principi dettati dal comma 10 art.7 del citato d.l. 158, comporterebbero un adempimento di fatto corrispondente agli obblighi ivi previsti" si legge nelle sentenza. "Nella permanente vigenza di quest’ultima disposizione, si deve ritenere, per contro, che tuttora sussistano in capo agli organi ivi contemplati, sia da un punto di vista formale che sostanziale, gli obblighi dalla stessa imposti e quindi che tuttora sussista: 1) in capo al Mef l’obbligo di adottare il Decreto contenente i criteri da seguire per la (nuova) pianificazione in tema di attività di raccolta delle scommesse; e 2) in capo all’Agenzia delle Dogane quello di emettere il relativo provvedimento attuativo".

Tuttavia per il Consiglio di Stato "il Decreto contemplato dall’art. 7 comma 10 del d.l. n.158 del 2012 che il Mef dovrà emanare, presentando i caratteri di innovatività generalità, astrattezza ed indeterminabilità dei destinatari, rappresenta inequivocabilmente un atto avente valore normativo e come tale da ritenersi sottratto all’azione di adempimento alla luce dell’esclusione prevista dall’art.1 comma 1 del d. lgs. N.198 del 2009".

Soddisfazione per i vertici del Codacons, che sottolineano il fatto che "il Consiglio di Stato fissa un importante principio e ribadisce come lo Stato sia inadempiente sul fronte della definizione delle distanze delle sale da gioco dai luoghi sensibili (ad esempio le scuole) e del contrasto alle ludopatia – commenta il presidente Carlo Rienzi – Se il Governo non porrà presto rimedio alle attuali carenze, saremo costretti a denunciare i Ministri dell’Economia e della Salute per omissioni di atti dovuti".

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