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Commissione inchiesta mafie valuta nesso morte Pantani e betting illecito

  • Scritto da Daniele Duso

La commissione d’inchiesta torna sul caso della morte del noto campione di ciclismo, con al vaglio l’ipotesi di un legame con un giro di scommesse illegali gestite dalla mafia.

Con l’audizione tenuta ieri, 12 maggio, nella sede del Comitato IV “Influenza e controllo criminali sulle attività connesse al gioco nelle sue varie forme”, procede il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere attorno agli eventi che hanno portato alla morte di Marco Pantani. Un lavoro che procede, come riportato anche dalla cronaca, in parallelo con quello della Procura di Rimini.

“Il lavoro della procura di Rimini è un lavoro di indagine, mentre il nostro è un lavoro di inchiesta”, spiega il senatore Giovanni Endrizzi, coordinatore del Comitato IV, “a loro interessa individuare ‘chi è stato’, a noi interessa far chiarezza sul ‘perché è accaduto’. Attualmente stiamo chiudendo l’esame di tutto quello che è emerso e che abbiamo raccolto, per poter chiudere al più presto la relazione”. 

L’audizione di ieri “rimane attività istruttoria”, aggiunge Endrizzi, “per completare il giro di contributi e comprendere se, nelle vicende capitate a Madonna di Campiglio (quando il Pirata, al via della 21esima tappa, fu escluso dal Giro d’Italia, che stava dominando, a causa di valori dell’ematocrito superiori al limite consentito, ndr), ci possa essere stata una mano della mafia in relazione ad un giro di scommesse illegali”.

Si tratta poi di verificare se queste ipotesi possano avere un nesso con la tragica morte avvenuta qualche anno dopo a Rimini in circostanze scioccanti. "Da una parte", chiude Endrizzi, "sta l’ipotesi che abbia fatto ahimè tutto da solo, ma altre ipotesi sono state avanzate circa un ruolo delle mafie per questioni di droga o appunto ancora legate alle vicende sportive".

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