Porteur e antiriciclaggio, Testolin difende il Casinò di Saint-Vincent: ‘Controlli rigorosi’

Scritto da Daniele

Scontro in consiglio regionale sui porteur del Casinò, con il presidente Testolin che spiega come il sistema sia vigilato mentre per il consigliere Bellora (Lega Vallée d’Aoste) si intravvede una gestione ‘casuale’ e non strategica.

“I porteur sono effettivamente remunerati con una percentuale sulla capacità di gioco dei clienti segnalati, sulla base di contratti che non prevedono apertura di credito agli stessi porteur, ma il casinò non si occupa delle relazioni tra loro e i clienti da loro segnalati”.

Sono le parole pronunciate dal presidente della Regione Valle D’Aosta, Renzo Testolin, nella risposta aun’interpellanza del consigliere Corrado Bellora, della Lega Vallée d’Aoste, sottoscritta anche dai consiglieri del gruppo La Renaissance Valdôtaine, sul ruolo dei cosiddetti “porteurs” operanti nel Casinò di Saint Vincent, esaminata nella seduta del consiglio regionale di oggi, 11 febbraio.

Replicando alle domande contenute nell’interpellanza, che trae spunto dal procedimento penale iscritto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, nell’ambito del quale sono statiperquisiti i locali della Casa da gioco e sono stati sottoposti a indagini preliminari due suoi dipendenti, Testolin spiega che “tutto il sistema di controllo della casa da gioco è volto ad evitare aggiramenti della normativa antiriciclaggio. Questo sistema è stato oggetto di esame da parte degli organi istituzionali nazionali, nel rispetto della normativa e con un confronto costante volto al miglioramento continuo”.

“Eventuali operatività anomale da parte dei clienti su cui cadono sospetti di non conformità”, aggiunge il presidente della Regione, “sono oggetto di segnalazione di operazione sospetta come previsto dalla normativa”. 

E in merito al ruolo della Regione, che in qualità di rappresentante della proprietà del Casinò viene informata dall’amministratore unico anche sui rapporti con i porteur vigilando su tutto ciò che avviene all’interno dell’azienda, Testolin conclude sottolineando che “la società ribadisce la propria responsabilità nel vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda per la quale dispone degli strumenti necessari”, e in merito al ruolo dell’amministrazione regionale, sottolinea che questa, “come da più volte sottolineato, svolge le sue funzioni di controllo come azionista all’interno degli organi sociali deputati. Lo ripetiamo un po’ come un mantra, ma è così che deve essere, e come detentore della concessione attraverso gli organi di controllo regionali, i cosiddetti controllori per quelle che sono invece le attività ai tavoli e in sala.

LA REPLICA DI BELLORA: “CASINÒ GESTITO IN MODO NON STRATEGICO” – A fronte della risposta abbastanza sintetica del presidente Testolin, il consigliere regionale Bellora puntualizza: “È fatto noto cheieri in seconda commissione abbiamo ascoltato l’amministratore unico del Casinò .
Ovvio che mi guardo bene dal rivelare il contenuto dell’audizione perché è coperto, evidentemente, da riservatezza e sono l’ultimo che intende venire meno ad essa.
Però diciamo che anche la gestione di questi soggetti, di questi porteur, il fatto appunto che ci siano inchieste cicliche che si aprono sul Casinò sempre ed esclusivamente per gli stessi motivi (credo che intorno al 2010 ce ne sia stata un’altra, forse ancora prima, quella che fu poi trasferita per competenza alla Procura di Palermo che riguardava le problematiche legate a giocatori che sostanzialmente, la faccio semplice, facevano finta di giocare per utilizzare il Casinò come una lavatrice di denaro.

Ecco, la sensazione è proprio questa, cioè che al di là di queste grandi roboanti notizie che ci vengono ammannite dall’amministratore unico e la task force e il gruppo di grandi esperti, credo che ci sia una incapacità di gestire in maniera efficace questo Casinò, che questa incapacità evidentemente vada ricercata nelle persone e nella persona che è stata messa a capo di questo Casinò”. 

Secondo Bellora quindi è “clamoroso che il Casinò, o meglio l’amministratore unico del Casinò, come legale rappresentante evidentemente, non abbia sporto querela per i fatti che hanno coinvolto il Casinò,  dopo aver detto pubblicamente ‘noi ci costituiremo parte civile’.

Ecco,  io credo che sia un po’ la spia di un atteggiamento random di questo Casinò, di una incapacità di gestire l’ennesima bufera che si abbatte su questo Casinò, quando sembrava che esso fosse stato messo in sicurezza grazie, l’ho detto l’altra volta e lo ripeto oggi, all’ottimo lavoro fatto dall’attuale presidente del Consiglio, il Concordato e tutto il resto.

Ecco, io mi permetto signor presidente, come valdostano – ma lo dico, non è demagogia la mia, è veramente l’espressione di una preoccupazione reale – sono preoccupato, perché ho la sensazione che questa casa da gioco stia riprendendo strade che sembravano abbandonate e sia gestita in maniera assolutamente non strategica, ma oserei dire casuale, e questo mi preoccupo molto”.