Preu: lettura tardiva, la Corte di Giustizia tributaria annulla accertamento Adm

Scritto da Daniele Duso

Secondo la Corte di giustizia tributaria di Catanzaro a quasi due anni dal sequestro i dati estratti sono inattendibili a causa del possibile esaurimento della batteria tampone della scheda di gioco.

“La lettura del 27 settembre 2021 (dopo quasi due anni dal sequestro dell’apparecchio, Ndr) deve essere considerata intrinsecamente inattendibile, perché potenzialmente alterata dall’esaurimento della batteria tampone“.

Così la Corte di Giustizia tributaria di I grado di Catanzaro ha annullato un avviso di accertamento dell’Agenzia dogane e monopoli fondato su dati estratti a distanza di quasi due anni dal sequestro degli apparecchi, ritenendoli appunto “intrinsecamente inattendibili” per il possibile esaurimento della batteria tampone delle schede di gioco.

Il caso nasce da un’ispezione effettuata il 13 dicembre 2019 dalla Guardia di Finanza di Crotone insieme ai funzionari Adm presso un circolo privato. Durante il controllo vengono sequestrati due apparecchi da intrattenimento, ritenuti non conformi perché non collegati alla rete telematica e privi dei titoli autorizzatori. La lettura dei contatori, però, non avviene contestualmente al sequestro. Per ragioni amministrative e tecniche, l’estrazione dei dati tramite software Scaams viene eseguita solo il 27 settembre 2021, quasi seicento giorni dopo l’ispezione. Su quei dati tardivi l’Agenzia fonda l’accertamento Preu relativo al 2019.

Così la società ricorrente impugna l’atto sostenendo che i dati tecnici non possono essere considerati attendibili. La memoria difensiva sottolinea che le schede di gioco conservano le informazioni tramite memorie assistite da batterie tampone, la cui durata media è di circa 60 giorni. Un periodo di inattività così prolungato, unito a possibili condizioni ambientali sfavorevoli, può determinare la perdita o l’alterazione dei dati.

La Corte accoglie il ricorso, evidenziando come l’Amministrazione non abbia dimostrato la corretta conservazione degli apparecchi durante i due anni intercorsi. Nonostante un’ordinanza istruttoria mirata, Adm non è stata in grado di provare che le batterie tampone fossero ancora attive o che i dati non avessero subito alterazioni. Il Collegio individua nella fragilità tecnica delle memorie il punto decisivo della controversia, affermando che “La questione dirimente della presente controversia riguarda l’attendibilità dei dati tecnici utilizzati dall’Adm per fondare l’avviso di accertamento Preu relativo all’anno 2019”.

Secondo i giudici, una lettura così tardiva può essere considerata valida solo se l’Amministrazione dimostra che gli apparecchi sono stati conservati in modo impeccabile: “È evidente, dunque, che una lettura dei contatori effettuata dopo un periodo di inattività superiore a seicento giorni può essere ritenuta attendibile solo se l’Amministrazione dimostri che l’apparecchiatura è stata conservata in modo tale da preservare l’integrità delle componenti elettroniche”.

Poiché tale prova non è stata fornita, l’accertamento viene annullato: “In mancanza di affidabilità dell’accertamento tecnico, non può ritenersi assolto l’onere probatorio incombente sull’Amministrazione; a tanto consegue l’annullamento dell’atto impugnato”.