Retrogaming: costi hardware e poche donazioni affondano Myrient

Scritto da LP

Myrient, il servizio di ‘video game preservation’ spegnerà i server il 31 marzo 2026: costi di hosting fuori controllo e donazioni insufficienti tra le cause principali.

Myrient – il sito di distribuzione Rom e autodefinitosi ‘servizio di preservazione videoludica’ – chiuderà ufficialmente alla fine di marzo 2026. A comunicarlo è stato il suo fondatore e gestore, Alexey, che ha citato tra le motivazioni principali l’impennata dei prezzi della Ram — spinta dalla crescente domanda dei data center dedicati all’intelligenza artificiale — come uno dei fattori decisivi dietro la scelta di abbassare definitivamente la serranda.

L’annuncio è arrivato tramite Discord e Telegram: “Ho deciso di chiudere Myrient il 31 marzo 2026”, ha scritto Alexey. “Fino ad allora, il sito resterà disponibile nel suo stato attuale. Scaricate qualsiasi contenuto riteniate importante: avete circa un mese per farlo.”

COSTI IN AUMENTO E INFRASTRUTTURA SOTTO PRESSIONE – Secondo il suo fondatore, l’aumento dei costi di hosting è andato di pari passo con il rialzo dei prezzi di Ram, Ssd e hard disk, un fenomeno soprannominato ironicamente ‘RAMnarök’. L’esplosione della domanda di hardware per alimentare i data center AI ha infatti fatto lievitare i prezzi dei componenti, mettendo sotto pressione anche realtà più piccole.

“Gli aggiornamenti necessari all’infrastruttura di storage e caching hanno solo peggiorato la situazione”, ha spiegato Alexey. “Con un gran numero di server e un deficit mensile superiore ai 6.000 dollari coperto di tasca mia, non c’è modo di sostenere i nuovi costi di hosting e gli upgrade hardware.”

DONAZIONI FERME – Tra le tre motivazioni principali della chiusura, la prima è la mancanza di fondi. “Con l’aumento del traffico lo scorso anno, le donazioni sono rimaste invariate. E io non posso pagare tutto. Insomma una situazione insostenibile.” A peggiorare il quadro, Alexey ha citato anche la diffusione di “download manager specializzati” in grado di bypassare il sito e i suoi messaggi di donazione, oltre a “molte altre ragioni minori” che hanno contribuito alla decisione finale.

Myrient era online dal 2022. Come spesso accade per siti di condivisione Rom — realtà che operano in un’area grigia dal punto di vista del copyright — le chiusure possono avvenire per molteplici motivi. Il rischio più comune è quello di ricevere una richiesta di rimozione per violazione del copyright, in particolare attraverso il Dmca (Digital Millennium Copyright Act), la legge statunitense che consente ai detentori dei diritti di far oscurare rapidamente contenuti ritenuti illegali.

Questa volta, però, non è stata una diffida legale a segnare la fine del progetto, bensì l’impatto economico dell’industria Ai sull’hardware globale.

IL FUTURO DELLA PRESERVAZIONE VIDEOLUDICA – Se la crescente carenza di Ram e l’impennata dei costi di hosting rendono instabile la sopravvivenza di piattaforme come Myrient, l’attenzione si sposta inevitabilmente verso iniziative di preservazione più solide e sicure dal punto di vista legale. Publisher e store digitali stanno infatti investendo sempre più nel recupero dei classici, proponendo vecchi titoli ottimizzati per i sistemi moderni, garantendo accesso legale e stabile ai giochi del passato.

In un’epoca in cui la memoria videoludica rischia di frammentarsi, resta la speranza che i canali ufficiali possano colmare il vuoto lasciato dai progetti indipendenti. Perché, se non lo faranno, ogni nuovo ‘RAMnarök’ potrebbe cancellare un altro pezzo della storia dei videogiochi che credevamo di aver conservato per sempre.