Riordino gioco, Masini (Admiral gaming): ‘Necessarie misure rapide per sostenibilità della filiera’
Il Ceo di Amiral Gaming, Michele Masini, intervenendo al convegno sul riordino del gioco sottolinea la necessità di ‘margini e regole chiare per innovare il gioco fisico’
Roma – “I concessionari di rete sono pronti a fare la loro parte, pronti a investire, pronti a innovare, pronti a proteggere, ma per investire servono margini”. Con queste parole Michele Masini, Ceo di Admiral gaming network, ha aperto il suo intervento al convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato oggi, 4 marzo, a Roma dal Milton Friedman Institut, richiamando l’attenzione sulla necessità di un quadro regolatorio sostenibile per garantire innovazione, tutela del giocatore e stabilità del gettito.
Masini ha spiegato che “molti non lo sanno, ma i concessionari di rete rappresentano quella che possiamo definire una spina dorsale tecnologica e operativa del gioco pubblico‑fisico”. Ogni giorno, ha ricordato, questi operatori garantiscono “integrità dei flussi dei dati, controllo tecnico della rete, sicurezza delle transazioni, nonché conformità normativa”. L’innovazione tecnologica, per Agn, significa “sistemi di monitoraggio avanzati, una telemetria intelligente, un’automazione dei controlli” e una maggiore capacità di “prevenire anomalie e comportamenti a rischio”.
Questa evoluzione produce benefici diretti per lo Stato: “più controllo, più affidabilità, più legalità a parità di infrastrutture”. Tuttavia, per sviluppare tali tecnologie “servono margini”, perché “i margini rendono sostenibile l’investimento”. Masini avverte che “non è possibile chiedere più innovazione mentre il settore affronta una riduzione strutturale della redditività”. Da qui la richiesta di “misure urgenti per la sostenibilità della filiera degli apparecchi, ma anche del gettito”.
Il Ceo di Agn ha evidenziato un dato critico: “negli ultimi anni il gettito degli apparecchi scende dell’8% all’anno, nonostante l’aumento della raccolta totale dei giochi”. Un “paradosso” che segnala uno “squilibrio strutturale”. Nel comparto delle videolotterie, la pandemia ha lasciato segni profondi: “abbiamo perso il 30 percento della raccolta” e i punti vendita attivi “erano quasi 4.800, oggi sono meno di 4.300”, con “500 punti vendita persi”.
Per riequilibrare il settore, Masini richiama gli strumenti previsti dalla delega fiscale: “servono misure rapide che riequilibrino parametri come payout, costo della giocata e parametri di vincita”. Interventi necessari non solo per sostenere le gaming machines, ma anche per “proteggere banalmente le entrate pubbliche”. L’impossibilità per i concessionari di rete di competere con altri prodotti provoca infatti “uno sviamento della domanda dal fisico al telematico”, con effetti distorsivi su concorrenza e gettito.
Masini chiede inoltre “chiarezza anche per la futura gara”, perché oggi “non sappiamo con certezza quali sono i parametri della concessione, le tempistiche, il numero dei diritti messi a gara e i modelli economici che potremo proporre alle filiere”. Una mancanza di informazioni che incide sulla programmazione degli investimenti.
Gli investimenti tecnologici, ha spiegato, “non sono solo un vantaggio competitivo, ma una leva centrale di tutela del giocatore”. Agn ha già messo in cantiere “strumenti di autoesclusione sugli apparecchi e sui punti vendita”, “sistemi di alert comportamentale” e “interfacce più chiare e trasparenti”, capaci di garantire controllo e anonimato. Ma tutto questo richiede un presupposto: “serve un quadro che assicuri il ritorno dell’investimento”, perché “nessun operatore, neanche Agn, può oggi permettersi gli investimenti necessari”.
Masini sintetizza così la sua posizione evidenziando che “l’innovazione è possibile solo se regolazione, concorrenza e sostenibilità sono tutte allineate”. E conclude con tre messaggi chiari: “i concessionari di rete sono pronti a fare la loro parte”, “sono pronti a investire, innovare e proteggere”, ma chiedono “un quadro regolatorio per il retail che premi la responsabilità e non che la penalizzi”, perché “un mercato moderno, concorrenziale e sicuro si costruisce tutti insieme attraverso norme, tecnologia e sostenibilità”.